In queste ore Blake Griffin sta inondando i social network ritratto nelle nuove e tanto discusse vesti di giocatore dei Detroit Pistons, dopo aver vissuto momenti che gli hanno sicuramente cambiato la vita, non solo cestistica. La NBA però è piena di “sliding doors” e sarebbe potuto bastare un attimo perché le parti coinvolte nella suddetta trade potessero essere ben altre. Già, perché prima di far approdare la propria ex superstar a Motor City, i Clippers avrebbero proposto agli Oklahoma City Thunder lo scambio Blake Griffin – Paul George.
Pazza idea scambio Blake Griffin: perché OKC ha detto no
Stando alle notizie in possesso di Ryne Nelson di Slam Magazine, racconta Royce Young di ESPN, prima di riuscire a far accasare Griffin i Los Angeles Clippers avrebbero bussato con una certa insistenza almeno a due porte: quella dei Minnesota Timberwolves e quella degli OKC Thunder, appunto. Quel che lascia perplessi non è tanto l’atteggiamento dei Clippers di aver perso più o meno improvvisamente qualsiasi interesse per la superstar (anche se già questo potrebbe essere un buon argomento…), quanto piuttosto il fatto che un’ipotetico scambio con i Thunder fosse un rifiuto già annunciato, quasi un tentativo disperato.
Riflettendo bene su quanto accaduto in queste ore, al di là dell’aspetto dell’amore reciproco Griffin-Clippers espresso fino a qualche mese fa, sono evidentissime le controversie economiche: Blake Griffin è caro. Facendosi rifirmare da L.A. con il suo quinquennale da 171.2 milioni di dollari, l’ala si è subito posizionata ai posti alti della lista nera dei possibili affari a buon mercato; era praticamente scontato che OKC rispedisse l’offerta al mittente, dato l’enorme flusso di denaro che dalle casse dei Thunder arriverà a quelle di un certo Russell Westbrook: 205 milioni in cinque anni. Pur ipotizzando un partente PG13, come si sarebbe potuto pagare Blake Griffin insieme a Russ, Melo e compagnia, mettendo allo stesso tempo solide basi per la costruzione di una franchigia aspirante al titolo? Semplice: sarebbe stato impossibile.
Legami affettivi e scelte di vita: Griffin, PG13 e l’Oklahoma
Ma ridurre tutto a semplici mosse economiche, seppur fondamentali e di certo tanto care ad ogni front office e proprietà della lega, sarebbe davvero un errore. Soprattutto in un universo come la NBA, dove ogni medaglia ha quasi sempre anche una faccia più importante: quella del cuore. Sì, perché sulla carta d’identità di Blake Griffin alla voce “luogo di nascita” si legge proprio Oklahoma City. La stessa Oklahoma City che negli anni ’80 era una fortezza del conservatorismo e guardava storto il piccolo Blake perché aveva i genitori di due etnie diverse, ma alla quale il giocatore è sempre stato grato per l’infanzia felice che vi ha potuto trascorrere.
D’altro canto però i Clippers hanno cercato di far leva sui legami d’affetto proprio con la persona sbagliata: recentemente Paul George, free agent la prossima estate, ha palesato la sua amicizia con Westbrook dichiarandosi molto più a suo agio nel prendere la decisione giusta in vista di un eventuale rinnovo coi Thunder. Come se non bastasse, George, oltre ad essere più continuo e in salute di Griffin, sta disputando una di quelle annate che gli americani definirebbero “a heck of a season”. Insomma, decisamente due aspetti non proprio allineati alla volontà dei Clippers di averlo a disposizione. Alla fine della fiera lo scambio Blake Griffin sembra averlo accettato, chissà però se con uno sguardo nostalgico rivolto verso casa.
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