Home NBA, National Basketball AssociationGuida Ovest, selvaggio West: chi rischia di restare fuori dai playoffs?

Guida Ovest, selvaggio West: chi rischia di restare fuori dai playoffs?

di Gianluigi Ambrosiano
OKC Thunder Guida Ovest

Guida Ovest, una conference, quella dei Warriors, dei Thunder, dei Rockets, degli Spurs, dei Timberwolves, dei Pelicans, e delle altre corazzate che probabilmente (anzi senza il probabilmente) arriverebbero ai playoffs senza problemi ad est e che invece danno vita ad una autentica guerra in cui ogni gara è fondamentale per centrare la post season.

Con la fine della pausa per l’All Star Game, e tre quarti di stagione alle spalle, si va definendo la situazione in molte franchigie NBA. È oramai troppo tardi per restare nel limbo, le squadre che puntano ad una scelta alta al prossimo draft hanno iniziato a dare maggiore spazio ai giovani, e chi si gioca i playoff sa che non può più permettersi altre pause ingiustificate.

In questa NBA moderna, caratterizzata dai super team, con 3 o forse 4 squadre realmente in grado di giocarsela fino alla fine, dietro le favorite si scatena una lotta per la offseason avvincente come mai forse prima d’ora. Inizieremo dando un occhiata alla sempre competitiva Western Conference.

Daremo per scontata la presenza ai playoff di Warriors e Rockets, che con 10 ed oltre vittorie di vantaggio sulla terza, per restare fuori dalla off-season dovrebbero compiere un autentico suicidio sportivo. Dalla terza posizione attualmente occupata dai Timberwolves, al decimo posto dei Jazz c’è una differenza di sole 4 vittorie e mezza.

Guida Ovest: quale è la situazione al momento?

3) Minnesota Timberwolves (37-26)

Pro: L’attacco gira alla meraviglia, nonostante uno dei PACE più bassi della lega ( 23°), i Wolves sono il terzo attacco del NBA con un Off. Rating di 111,3. Jimmy Butler si è inserito come meglio non si poteva, e sta trascinando la squadra su entrambe le parti del campo. Si iniziano a vedere dei miglioramenti difensivi di Karl Anthony Towns, che nella metà campo offensiva resta rebus immarcabile per molti.

Contro: La panchina è corta, nessuno spreme il quintetto titolare come Thibodeau, e la squadra potrebbe arrivare corta di fiato allo sprint finale. Butler ha addirittura chiesto di essere esonerato dall’All Star Game per riposare quindi un infortunio sfortunato, ma sintomo di una stanchezza eccessiva. La difesa, nonostante Thibodeau, resta un grosso problema. A questo punto della stagione la speranza era quella che la squadra avesse recepito i dogma del suo coach, ma la strada sembra ancora lunga.

4) San Antonio Spurs (35-25)

Pro: è probabilmente l’unica squadra in grado di sopperire all’assenza della propria stella Kawhi Leonard grazie alla difesa ed al gioco di squadra. LaMarcus Aldridge è tornato a giocare ai livelli di Portland, Murray è una bella scoperta, e la squadra gioca a memoria. Avere il coach of the year in carica Greg Popovich in panchina è una certezza, le 20 apparizioni consecutive ai playoff da quando l’ex CIA è alla guida della franchigia sono lì a dimostrarlo.

Contro: Il calendario, solo 4 delle prossime 23 partite sono contro squadre con un record negativo. Bisogna vedere come la squadra reagirà alla notizia che Kawhi Leonard potrebbe non tornare per il resto della stagione. Il roster è un anno più vecchio, un altro infortunio potrebbe davvero tagliare le gambe alla banda Pop.

5) Portland (34-26)

Pro: Lillard si è finalmente guadagnato il suo primo viaggio all’All star game, e sta provando a trascinare la squadra ai playoff con 26 punti, 4,5 rimbalzi e 6,6 assist a partita. Proprio questo ultimo dato è quello in maggiore crescita rispetto agli anni passati. Con lui il fido scudiero McCollum si sta ripetendo su ottimi livelli. In crescita dopo un inizio stagione difficile Harkless,  mentre Aminu si sta confermando ottime role player.

Contro: Nurkic non sta ripetendo quanto di buono fatto vedere dopo la trade della passata stagione. Il centro bosniaco doveva far fare quel passo in avanti alla franchigia, che invece si ritrova invischiata anche quest’anno nella lotta per le ultime posizioni valide per i playoff. Aver rinunciato a Crabbe ha alleggerito il salary cap, ma ha privato la squadra di punti in uscita dalla panchina.

 

 

6) Denver Nuggets (33-26)

Pro: Nelle ultime 10 sono 7-3, Jokic sta giocando un basket stellare, ha fatto registrare la tripla doppia più veloce della storia in soli 16 minuti sul parquet. La coppia di esterni Harris-Murray è la più sottovalutata della lega, ed il prospetto canadese ha iniziato a convincere anche da play. In più è di ieri la notizia che Paul Millsap è tornato ad allenarsi con la squadra, ed il suo rientro è vicino.

Contro: Ad un attacco in gran forma, settimi con 108,2 di offensive rating, fa da controaltare una difesa che lascia quanto meno a desiderare. Con un defensive rating di 107,8 i Nuggets sono la ventiduesima difesa della lega. Jokic che nella metà campo offensiva regala giocate da applausi in difesa è paragonabile ad un telepass. La second unit, Lyles a parte, non offre garanzie.

 

7) Oklahoma City Thunder (34-27)

Pro: Paul George è davvero forte! Cominciamo con questa frase, con questa esclamazione. L’ex Pacers è sin qui protagonista di una stagione incredibile su entrambi i lati del campo. 22,6 punti di media a partita, e primo per steal in tutta la NBA con 2,2 a partita. Anthony sembra aver accettato il ruolo di terzo violino e si è messo a disposizione della squadra. Westbrook sta ammassando triple doppie anche quest’anno, e Adams guida la lega per screen assist. Difesa e attacco da top 10 per rating.

Contro: Dal mercato non è arrivato il sostituto di Roberson, e la falla nel ruolo di guardia è abbastanza evidente. Né Abrines, né Huestis, né Ferguson sembrano dare garanzie. La squadra non è ancora riuscita a trovare una continuità soddisfacente, vivendo sugli sbalzi morali delle proprie stelle, che portano a strisce di vittorie alternate a clamorose sconfitte. La panchina non è delle più affidabili­.

8) New Orleans Pelicans (32-26)

Pro: Anthony Davis ha già dimostrato in precedenza di essere in grado di portare questa squadra ai playoff bene o male da solo. Con Cousins fuori dai giochi, Davis sarà costretto ad un lavoro extra per tenere la squadra a galla, lo spettacolo è assicurato. Holiday è alla miglior stagione in carriera dal punto di vista realizzativo, e Mirotic porta finalmente spaziature in attacco.

Contro: Perdere Cousins è stato davvero un brutto colpo, dalla sua intesa con Davis passavano le sorti della franchigia. Anche perché al di fuori di loro 2, Holiday e Mirotic c’è davvero poco. Rondo è incostante, ed è in calo in tutte le statistiche principali ( punti, rimbalzi, assist ). Dall’infortunio di Cousins sono 4-5, ed il calendario non è dei più facili, 18 delle restanti 25 partite sono contro squadre con un record positivo.

9) Los Angeles Clippers (31-27)

Pro: Dopo la trade Griffin l’impressione era che la squadra fosse sull’orlo di uno smantellamento totale. Ed invece i Clippers hanno rinnovato Williams, e tenuto Bradley, e sono 5-2 da quando Griffin non è più da queste parti. Merito anche dei ritorni a pieno regime di Teodosic e Gallinari. Tobias Harris si è inserito benissimo ed in maglia Clippers ha una media di 17,9 punti a partita. De Andre Jordan è il secondo rimbalzista della NBA a 15 di media a partita.

Contro: Gli infortuni. Beverly ha finito la stagione mesi orsono, Gallinari ha sin qui saltato 38, partite, Teodosic 29, Rivers 20. I Clippers hanno bisogno di restare sani, anche perché se Williams è costretto a giocare in quintetto, la panchina è corta, e priva di giocatori con punti nelle mani. Il calendario potrebbe non aiutare, 19 partite su 25 sono contro squadre in lotta per i playoff.

10) Utah Jazz (31-29)

Pro: Concludiamo la Guida Ovest per la corsa ai playoffs con la franchigia di Salt Lake City. Un mese fa sembravano destinati ad una stagione di tanking, ed invece con le passate 11 vittorie interrotte dopo la pausa All Star Game, i Jazz sono tornati prepotentemente in corsa per un posto nella offseason. Merito, tra gli altri, del fresco vincitore dello slam dunk contest Donovan Mitchell che nella striscia viaggia a 21 punti di media col 40% dalla lunga distanza. Ed ovviamente di Gobert, dal ritorno del centro francese i Jazz sono la migliore difesa della lega con un defensive rating di 100.2

Contro: Durante la striscia di vittorie sta girando tutto bene, Rubio ad esempio, segna 19 punti di media con un irreale 53% dal campo. Alla prima sconfitta le cose potrebbero cambiare, e la squadra non è così profonda. Durante la trade deadline la panchina ha guadagnato un ottimo 3&D in cerca di riscatto come Jae Crowder, ma ha perso i 2 migliori scorer Rodney Hood e Joe Johnson. Tra le squadre in lotta per i playoff è pero quella con il calendario migliore, ben 13 delle restanti 24 partite sono contro squadre con un record negativo.

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