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NBA Preview: Cleveland Cavaliers vs San Antonio Spurs

di Daniele Guadagno

Due franchigie in piena zona playoff, due squadre completamente agli antipodi: questa giornata NBA si apre alle 21.30 con lo scontro tra i Cleveland Cavaliers e i San Antonio Spurs. Da un lato il sistema corale di Popovich, dall’altro lo strapotere individuale di LeBron, una sfida tutta da seguire.

La rivoluzione invernale ha dato finora una scossa positiva all’ambiente Cavs: la squadra è tornata a correre e a vincere regolarmente (4-1 il record dopo la trade deadline). La difesa che fino al mese scorso concedeva 110 punti di media a partita, adesso ne subisce più o meno 102. Mentre l’efficienza offensiva è rimasta invariata a quota 111 punti di media. Notevoli miglioramenti si sono riscontrati anche nella percentuale realizzativa, grazie soprattutto ad un ritrovato JR Smith. I nuovi arrivati non hanno manifestato problemi di ambientamento anzi, sono parsi sin da subito perfettamente a loro agio nel sistema di Tyronn Lue. La filosofia di gioco è rimasta sempre la stessa: Cleveland è una squadra che ama correre e fulminare gli avversari in contropiede. LeBron è solito orchestrare il pick and roll in punta per poi dare la palla al rollante in area, oppure scaricare in angolo per i vari tiratori di turno. Anche se troppo spesso si affidano a James in isolamento (con fortune alterne), I Cavs sono finalmente tornati a passarsi il pallone e questa è una buona notizia.

In fase difensiva invece gli uomini di Lue hanno ripreso a pressare i portatori di palla (e qui gran parte del merito va a George Hill), fare closeout sui tiratori avversari e portare aiuti sul lato debole; proprio quest’ultimo aspetto negli ultimi tempi veniva sorvolato in maniera costante e soprattutto molto irritante. Certo, le ultime prestazioni vanno prese con le pinze perché, come si suol dire, una rondine non fa primavera. Ma i Cavs sono sicuramente tornati sulla scena, pronti a dar battaglia per riprendersi la vetta della Eastern Conference.

Gli Spurs si presentato a questo incontro privi di Kawhi Leonard, out da gennaio per i soliti problemi al quadricipite destro. La franchigia texana sta vivendo un periodo di preoccupante flessione: solo una vittoria nelle ultime 8 partite, per giunta ottenuta contro dei Suns in totale sbando. Guai però a darli per morti perchè hanno sempre storicamente compiuto grandi prestazioni contro le squadre al vertice. Nel loro sistema di gioco gli Spurs tendono a muoversi senza palla, smarcarsi attraverso una fitta serie di blocchi e sfruttare tutti i 24 secondi per creare la miglior conclusione possibile. Nelle situazioni di pick and roll il play di turno (Tony Parker o Dejounte Murray) predilige il lob per il rollante, mentre nel pop LaMarcus Aldridge o Pau Gasol dopo aver portato il blocco si aprono per il tiro da tre punti, soluzione che quest’anno si sta rivelando molto efficace (lo spagnolo in particolare sta viaggiando col 40% da oltre l’arco).

Il roster di Pop conta validi giocatori difensivi, su tutti Kawhi Leonard e Danny Green. Durante la fase del pick an droll usano la soluzione contenimento: il piccolo spezza il blocco per poi inseguire l’avversario e al contrario il lungo si stacca dal suo uomo per contenere la penetrazione in attesa del rientro difensivo del compagno. Ciò che però più stupisce del sistema texano è la cura nei dettagli come il tagliafuori oppure la comunicazione che troppe volte si tende a sottovalutare nella pallacanestro moderna. Non è un caso infatti che gli Spurs detengano una delle migliori difese della lega.

Aldilà del risultato finale si preannuncia una sfida spettacolare dove anche le motivazioni individuali potranno avere un peso determinante. Prevarrà il gioco corale degli speroni oppure lo strapotere individuale di LeBron? Ancora poche ore e lo scopriremo.

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