Era un obiettivo: il matrimonio Paul George-Lakers stava per compiersi in questa estate dopo l’approdo di LeBron a Los Angeles. L’All-Star aveva espresso il desiderio di giocare con la squadra della sua città natale, pronta a offrirgli un contratto al massimo salariale.
Paul George-Lakers: un legame mai sbocciato
Il contratto Paul George-Lakers e la volontà del giocatore di tornare nella sua città sono stati i motivi per i quali molti sono rimasti basiti quando George ha respinto i gialloviola – senza nemmeno incontrare la squadra – per rimanere con gli Oklahoma City Thunder. Per lui un contratto di quattro anni .
Così George ha parlato – in una recente apparizione sul podcast “Short Story Long” con Chris Pfaff – del suo rapporto con i Lakers durante e dopo la trattativa che realmente non c’è mai stata.
LA si è arrabbiata con me e lo comprendo. Non ho dato la possibilità a Magic (Johnson) di organizzare un incontro. Ma in quel momento sapevo già quello che volevo. Non avevo intenzione di prolungare e far sprecare del tempo alle persone
Quando è iniziata la free agency, George partecipò alla “Summer Hype House Party” organizzata dal compagno di squadra ad OKC, Russell Westbrook e lì dichiarò che sarebbe rimasto a Oklahoma City.
Nel mio primo anno lì mi sono semplicemente sentito a mio agio. Mi sentivo come se fossi stato con quei giocatori da sempre. Era una sensazione, non sembrava che fossi in una nuova squadra. Mi sentivo come se fossero ragazzi con cui volevo giocare. Ho voluto dare un’altra possibilità alla squadra, una possibilità per provare a vincere
L’età è a favore dell’ex giocatore di Indiana che a 28 anni può ambire a un nuovo contratto quando scadrà, nella stagione 2021-2022, quello che lo lega agli Oklahoma City Thunder.
Volevo, volevo sinceramente tornare a casa. Ho 28 anni. Ho ancora un altro contratto da poter firmare
George, che ha firmato un contratto quadriennale da 137 milioni di dollari coi Thunder, nella passata stagione ha messo a referto in media:
- 21.9 punti
- 5.7 rimbalzi

