Ieri notte c’è stata la cerimonia dell’Hall of Fame e, solamente 13 dei tanti giocatori in lista, sono entrati “nell’olimpo della NBA”. Tra questi: Ray Allen, Jason Kidd, Steve Nash, Grant Hill e Maurice Cheeks.
Senza ombra di dubbio questa una serata speciale per tutti i nuovi Hall of Fame e il momento più commovente è sempre quello del discorso degli eletti. Discorsi che negli anni sono sempre stati il momento centrale della cerimonia e che hanno commosso milioni di persone. Andiamone a vedere alcuni davvero incredibili anche recenti:
Shaquille O’Neal
L’ex centro dei Los Angeles Lakers ha iniziato a parlare usando il suo solito umorismo che lo ha sempre caratterizzato, però ha chiuso il suo discorso spendendo parole molto dolci per il suo l’ex compagno di squadra , Kobe Bryant.
“Kobe è un ragazzo eccezionale, è soprattutto grazie al suo aiuto che sono riuscito a vincere i titoli“ ha detto O’Neal. “Però non è stato fondamentale solo per le vittorie, ma anche fuori dal campo”
Dennis Rodman
L’infanzia non felice di Dennis Rodman è ben nota, come la strada che lo ha portato in NBA. E’ stato scartato da tutti al liceo e, dopo essersi laureato h lavorato come bidello prima di riuscire a diventare il giocatore che abbiamo ammirato e il personaggio che conosciamo. E’ stato proprio il racconto del suo passato il centro delle sue parole e il motivo per cui Rodman, uomo tutto di un pezzo, si è veramente commosso per la sua elezione ad Hall of Fame.
“Io ci penso, se non fossi riuscito a diventare un giocatore di basket, non sarei mai potuto diventare qualcuno” ha detto l’ex centro dei Chicago Bulls. “A quest’ora sarei potuto essere morto o diventato uno spacciatore o un senzatetto“.

Steve Kerr su Iverson
Allen Iverson
Il discorso dell’ex playmaker dei Philadelphia Sixer, Iverson, ha rispecchiato in tutto e per tutto la sua personalità: seria e incisiva. Allen ha voluto ringraziare tutte le persone che lo hanno aiutato a essere ciò che, e tra queste ha citato il rapper Tupac. In più ha usato parole incredibili per descrivere la prima volta che ha giocato contro Jordan. Le sue parole sono state letteralmente: “Ho visto realmente la sua aura“.
Michael Jordan 2009
Quello di Michael Jordan è il discorso per eccellenza e passa alla storia, principalmente per due motivi: il primo è quel pianto sincero che dimostra che oltre a essere un campione, MJ è pure un uomo come tutti, il secondo (meno serio) è che su quel pianto è nato il famoso meme Crying Michael, che ha fatto il giro del mondo.
Quella sera Jordan mise a nudo le sue emozioni raccontando il suo passato, si scusò con i suoi figli per il “pesante fardello” che devono sostenere visto che portano il suo cognome e chiuse parlando anche dell’ex GM dei Bulls Jerry Krause. “Krause una volta mi disse: sono le squadre organizzate che vincono i campionati’. Allora io gli risposi, non ho mai visto squadre organizzate che fanno giocare i loro giocatori con l’influenza o con una caviglia infortunata‘”.

