Lakers-Nuggets: Hart in quintetto questa la prova di Walton. Due giorno dopo la sfida di San Diego, nuovamente in campo Los Angeles Lakers e Denver Nuggets, per la prima uscita sul parquet amico di LeBron James.
Walton recupera Beasley, preferisce Hart a KCP e conferma gli altri starter – Rondo, Ingram, LBJ, McGee – della sfida precedente. Lo Staples Center – come il Valley View Casino Center – si accende ed accoglie con un boato la presentazione del quattro volte MVP.
Coach Michael Malone deve rinunciare – oltre all’ex Thomas ed Harris – a Jamal Murray. Scelta dettata dalle condizioni fisiche dell’ex Kentucky o dal feud iniziato la scorsa stagione? Chissà.
In avvio i lacustri soffrono a rimbalzo – a parte Hart, scarsa applicazione nel taglia fuori – e concedono seconde chance alle pepite, inoltre sono troppo fallosi e concedono subito il bonus. Rajon Rondo prova a suonare lo stesso spartito della sfida domenicale innescando JaVale McGee.
L’approccio di LeBron è più intenso rispetto all’opener ed il ritmo della sfida sale. Il #23 innesca McGee prima ed Hart poi, prima di concludere in transizione alla sua maniera.
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— Los Angeles Lakers (@Lakers) October 3, 2018
Small Ball al potere: Lakers-Nuggets
Walton ripropone il quintetto small senza centro di ruolo. Kuzma accoppiato a Jokic, commette subito dei falli ma mostra un approccio migliore rispetto al confronto di San Diego. All’ingresso delle second unit, il figlio di Bill schiera Alex Caruso, al fine di aver maggiore lucidità in attacco e ridurre le perse.
Kyle Kuzma schiaccia in transizione prima del rientro dei titolari, James e Brandon Ingram creano la transizione chiusa da McGee ed è subito Showtime!.
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La tripla di Barton allo scadere fissa il punteggio sul +11 Lakers, 59-48 all’intervallo lungo.
Lakers-Nuggets: le seconde e terze linee non reggono l’urto
In avvio di terzo quarto Walton lascia riposare James – che non entrerà più – inserendo Kuzma che, accoppiato con Millsap, soffre meno ed in attacco sfrutta range e velocità. I Lakers partono forte e volano sul +18.
Dopo l’inevitabile timeout Nikola Jokic prende il controllo delle operazioni, servendo a ripetizione i compagni oltre a segnare due triple, 69-62. Kuz a metà frazione torna nella locker room per problemi di crampi, mentre Ivica Zubac e Svi Mykhailiuk – dopo qualche errore iniziale – trovano la via del canestro. Il duo però palesa ancora evidenti limiti difensivi, soprattuto sui pick and roll.
I Lakers, ad eccezione di Zu non trovano la via del canestro mentre in difesa non riescono a contenere Mason Plumlee che a cavallo dei due quarti finali segna 9 canestri consecutivi, quasi tutti da rollante indisturbato.
Una fiammata di Lance Stephenson riporta sotto i gialloviola a metà ultimo quarto, regalando un finale equilibrato. Malik Beasley segna tre triple consecutive, risponde due volte Joel Berry II prima della tripla di Donald Sloan che sembra chiudere la gara.
Non è così per il più navigato tra le terze linee lacustre, Travis Wear, che segna la tripla del -2 e subisce lo sfondamento che consegna ai Lakers l’ultimo possesso. Fatale l’inesperienza del rookie Isaac Bonga, che anziché tentare la tripla della vittoria cerca l’extra pass a tempo ormai scaduto. Finale 111-113 per il team del Colorado.
Lakers-Nuggets: bene Hart, male KCP e B-Easy
LeBron James chiude con 13 punti, 5/6 dal campo con una tripla, 3 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi e 4 perse. L’ex Cavs ed Heat ha condotto spesso la transizione, apparendo abbastanza a suo agio all’elevato ritmo imposto da Walton.
McGee è ancora il top scorer lacustre: 15 punti con 5/8 dal campo e 5/6 ai liberi. JaVale ha catturato anche 8 rimbalzi e stoppato 5 volte gli avversari, riuscendo a contenere i falli, solo 3.
Positiva la prova di Josh Hart (14 punti, 3 rimbalzi, 4 assist, 2/8 dal campo) apparso più in palla dello spento ed impreciso Kentavious Caldwell-Pope (2/7 dal campo). Josh ha giocato anche in posizione più alta rispetto al passato, ricoprendo spesso il ruolo di rollante per sfruttare le migliorate capacità di finire vicino al ferro oltre ad essere pericolo al tiro nelle situazioni di pop.
Rondo (11 punti, 7 assist, 3/3 dall’arco) ha condiviso il timone con James, mentre Ingram dirottato più vicino al canestro ha avuto problemi di falli (5) che ne hanno limitato minuti e possessi, pur collezionando il miglior Net Rating della gara: 32.9.
Kuzma è apparso più lucido in attacco, selezionando meglio i tiri e provando a limitare i danni in difesa. Born Ready ha provato a condurre la rimonta nel finale, mentre Michael Beasley è stato tra i peggiori: 1/5 dal campo, 3 perse e 5 falli.
Lakers-Nuggets: per Walton qualche passo in avanti
I gialloviola hanno provato ad applicare i dettami richiesti dal coach: switch su ogni possesso, ricerca – a volte eccessiva – dell’extra pass e tanti pick and roll per ribaltare in attacco i mismatch negativi in difesa.
In particolare Hart si è ben disimpegnato nell’inedito ruolo di rollante, come evidenziato dal coach:
Josh ha fatto tante piccole cose – ha lottato dietro i blocchi ed a rimbalzo – che aiutano la squadra. Tutti gli starter hanno disputato una buona gara questa sera.
Note dolenti dalla difesa: le rotazioni sono efficaci a momenti alterni, buone esecuzioni sono state spesso seguite da clamorose amnesie. Alcuni elementi faticano troppo sul p’n’r mentre il controllo dei rimbalzi difensivi è sotto la media.
La scelta – voluta ma in parte obbligata – del quintetto small paga dividendi solo se in attacco si produce con continuità. Kuzma al momento è ancora lontanissimo dal poter essere efficace come un Green o un Tucker, anche se per Walton:
Kuzma da 5 stasera è stato migliore in difesa. Ha difeso e recuperato bene, ha lottato. Molto meglio rispetto a Domenica.
…ci sono stati passi in avanti sia da parte di Kuz, che di tutta la squadra:
Stasera siamo stato molto di più la squadra che vorremmo costruire.
Nella notte italiana tra Giovedì e Venerdì, alle 4:30, allo Staples Center arrivano i Sacramento Kings, terza tappa della preseason gialloviola.

