I New York Knicks targati Phil Jackson faticano a ripartire. Il lungo corteggiamento all’ex Bulls Steve Kerr, ex “President of basketball operations” dei Suns e ora, dopo una breve parentesi da commentatore, coach dei Golden State Warriors, non ha quindi avuto l’esito sperato e Carmelo Anthony e compagni si ritrovano ancora a non avere il coach con cui dare, si spera già dalla prossima stagione, l’assalto quanto meno a una posizione playoff importante.
Il lavoro di Phil Jackson come Presidente è ancora all’inizio ma si sta dimostrando, sin dalla scelta dell’allenatore, particolarmente difficile. Non che la panchina dei Knicks non sia gradita e ambita, ma logicamente servono prima di tutto garanzia tecniche, oltre a un lauto compenso (Kerr ha firmato per 25 milioni in 5 anni). I Knicks sotto questo punto di vista sono forse, dopo Brooklyn (che però ha centrato i playoff e il 4-1 con cui sono stati eliminati per mano degli Heat non mostra la reale lotta che c’è stata nella serie e fa ben sperare almeno per il prossimo anno ancora), la squadra con più problemi in quanto a salary cap e vincoli alla lotteria per i prossimi anni. Volendo limitare il discorso al prossimo biennio, sono 4 i giocatori ancora legati a contratti importanti: Anthony, Chandler, Stoudemire e il nostro Bargnani, per non parlare delle scelte al draft, praticamente tutte cedute fino al 2017(fatta eccezione per una prima scelta il prossimo anno e un’altra prima scelta nel 2017) in quanto cedute nei numerosi scambi con cui la proprietà ha tentato di dare uno scossone definitivo a un ambiente sempre più nel pallone ma allo stesso tempo sempre esigente. Il destino dei Knicks passa quindi inesorabilmente dagli scambi, ma prima di tutto dalla scelta della nuova guida tecnica.
Nelle ultime settimane sono rimbalzati vari rumors che vedevano favorito prima Kerr, poi Marc Jackson, proprio in uscita dai Warriors, per passare a George Karl, Mike Dunleavy (che ha dichiarato, per rendersi appetibile agli occhi di Phil Jackson, di conoscere benissimo il triangolo offensivo), Brian Shaw (che ha fatto sapere però di essere felice ai Nuggets), Tyronn Lue (attualmente secondo allenatore ai Clippers e in procinto di vendere la sua villa a Los Angeles, cosa che mostra per la sua volontà di accettare un’eventuale offerta) e secondo sheridanhoops.com perfino l’ex Treviso, fresco vincitore dell’ultima Eurolega col Maccabi, David Blatt.
Tuttavia il favorito di Coach Zen secondo gli addetti ai lavori sarebbe un giocatore ancora in attività, Derek Fisher, attualmente impegnato nelle Finali di Conference con i suoi Oklahoma contro gli Spurs, che conducono 2-0 la serie. Proprio il 39enne ex-play dei Lakers, con cui ha vinto 5 titoli (tutti con Jackson al timone), si sarebbe dichiarato “onorato” di tale interessamento, posticipando però un’eventuale decisione solo a fine playoffs.
Sembra comunque abbastanza chiara la volontà di Phil Jackson di affidarsi a suoi vecchi giocatori, già abituati al suo famoso triangolo offensivo. In questo senso, le candidature di Kerr, Lue, Shaw e ora Fisher non lasciano tanti dubbi sulle sue preferenze. Non resta che aspettare, certi del fatto che Phil difficilmente sbaglia…


