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Trail Blazers-Lakers: non basta LeBron, la maledizione continua

di Giovanni Rossi
calendario nba ufficiale 2019-20

Trail Blazers-Lakers: a poco meno di tre mesi dalla firma che ha scosso la Lega, il Moda Center di Portland ospita la prima gara in jersey purple & gold di LeBron James.

Esordio tutt’altro che facile per i californiani, battuti nelle ultime 15 sfide contro Rip City. Inoltre, la franchigia dell’Oregon – vincitrice delle ultime 17 opener casalinghe – vorrà onorare l’owner Paul Allen mancato nei giorni scorsi.

Trail Blazers-Lakers, Walton sceglie Rondo e KCP

Nessuna sorpresa tra gli starter dei Los Angeles Lakers: Rondo e KCP vengono preferiti a Ball ed Hart e chiudono il quintetto con Ingram, James e McGee. I Portland Trail Blazers rispondono con Lillard, McCollum, Layman, Aminu e Nurkic.

Dopo qualche minuto di stasi, il ritmo della gara cresce vertiginosamente ed il quattro volte MVP…

…? schiaccia due volte in 20″, dimostrando tutt’altro approccio rispetto alle uscite della NBA Preseason.

Ingram prova a contenere il backcourt Blazers ed in attacco lascia il controllo delle operazioni a LBJ e Rondo, accontentandosi di ricevere sugli scarichi.

Dopo solo 5 minuti di gara, Walton schiera Kuzma per ribaltare il mismatch con Nurkic. La frontline small lacustre attacca il ferro in velocità ed il ritmo forsennato imposto consente ai Lakers il primo allungo, 25-15.

Per la gioia dell’imparzialissimo Chris Webber – in postazione di commento per la TNT – grazie ai liberi Portland riduce i danni.Tiny Dog sfrutta le leve in difesa, riuscendo a contestare tiri e sporcare linee di passaggio nonostante l’accoppiamento con esterni veloci come Dame e CJ lo metta in difficoltà.

Le croniche lacune a rimbalzo – propensione, box out – e l’ingresso di Lance e Beasley rimettono in scia i padroni di casa, fino alle due triple del sorpasso di Stauskas che chiudono il quarto, 31-34.

Il prodotto di Michigan segna 7 punti consecutivi in avvio del secondo periodo, mentre l’attacco lacustre contro la difesa schierata è sterile, le polveri (dall’arco) sono più che bagnate e qualche canestro arriva solo in transizione – and-one di Hart – o nel pitturato.

Le rotazioni approssimative ed i cambi lenti sui pick and roll consentono a Nick Stauskas di colpire con continuità, 16 per l’ex 76ers. La second unit di coach Terry Stotts continua a produrre ed i Blazers trovano il +10.

A metà quarto rientrano gli starter, ma James non è efficace come in avvio e soffre Aminu. Tocca quindi al personaggio meno atteso ergersi a protagonista: JaVale McGee. Il centro gialloviola converte un lob di Rondo, poi stoppa Nurkic e Lillard…

…prima di chiudere la transizione alla sua maniera.

Hart, subentrato a LeBron, appare più in palla rispetto all’avvio oltre ad essere qualcosa in più di omino con la casacca nella metà campo difensiva.

Si corre meno e la gara resta in equilibrio: Jusuf Nurkic sfrutta kg e cm sotto le plance, mentre Rajon Rondo con un paio delle sue signature move prove a restituire in attacco quanto sottrae in difesa. Dopo il floater di RR, l’ennesima seconda chance consente ad Evan Turner di spezzare l’equilibrio, 63-65 all’intervallo.

Trail Blazers-Lakers, l’ora della Core Lineup

Ad inizio terzo quarto Brandon Ingram riesce a produrre trovando diverse volte la via del canestro consentendo ai Lakers di restare a contatto, tuttavia sono ancora le amnesie difensive ad incidere: rotazioni lente e spazi ampi sono un invito a nozze irrinunciabile per Damian Lillard e CJ McCollum che colpiscono dall’arco, 72-79.

Coach Luke Walton ferma la gara e schiera la Core Lineup: ovvero Zo, Hart, Ingram ed Ball in compagnia di James. Gli switch ripetuti e la maggiore pressione sugli esterni producono due recuperi di Hart, convertiti in transizione dallo stesso Josh e Kyle Kuzma

…prima che Josh Hart interrompa il digiuno dall’arco dei Lakers ???, 85-83 a 2′ dalla fine. Zach Collins chiude il pitturato, Turner produce ma le triple (!!!) di Rondo ed Hart tengono  accesa la gara, 91-93 a fine periodo.

Il quarto finale inizia con l’unico lampo della serata di Lonzo Ball – una tripla – troppo poco per contrastare Lillard e compagni, che rispondono dall’arco ed allungano.

James prova a caricarsi l’attacco gialloviola ma è impreciso dal perimetro e perde qualche pallone di troppo. Walton rimette gli starter, Ingram prova a mettere la museruola a Stauskas ma senza la guardia di Slenderman McCollum punisce gli esterni lacustri, +10.

Il figlio di Bill rimette – finalmente, ma toglie Ingram – il positivo Hart per KCP, ma l’attacco continua faticare. Le triple di Josh e Kuz sembrano poter riaprire il match ma Portland controlla fino al 119-128 finale.

Trail Blazers-Lakers, 26 punti per LeBron James

Esordio amaro per James, che non riesce a spezzare la maledizione Trail Blazers che colpisce da anni ormai la franchigia dei Buss. Per LeBron 26 punti (9/16, 0/4 dall’arco), 12 rimbalzi, 6 assist ed altrettante perse. L’ex Cavs ed Heat dopo un avvio scintillante non è riuscito a trascinare al successo i giovani compagni.

Positivo Hart – 20 con 3/5 dall’arco – produttivo in attacco e presente in difesa. 16 per Ingram (7/15, 0/4) che sale di colpi nella ripresa ma in generale soffre in attacco l’enorme sforzo profuso in difesa. Kuzma (15) fa quello che può contro i lunghi avversarsi, ma per funzionare il quintetto piccolo necessita del suo tiro (1/7 dall’arco). Impalpabile Ball, troppo spesso impiegato con quintetti disfunzionali alle sue caratteristiche.

13 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate in 21 minuti per McGee, autore di una prestazione in linea con le aspettative. 13 punti ed 11 assist per Rondo, tanto positivo in attacco quanto assente in difesa. Male KCP e Lance, pochi minuti per Beasley.

Lillard (28) top scorer per Portland, 21 per McCollum, 16+9 per Nurkic oltre agli ottimi Stauskas (24) e Turner (13) dalla panca.

Box Score su NBA.com

Azzardato trarre giudizi sulla base di una sola prestazione, anche in considerazione del fatto di aver affrontato avversari ostici e rodati come i Blazers.

Tuttavia, nonostante LeBron si focalizzi sulle intese da costruire…

Non è così veloce. Ci vuole un po’ di tempo prima che la chimica arrivi al punto in cui chiudi gli occhi e sai dove sono i tuoi compagni. Questo è quello per cui lavoreremo.

…le lacune evidenziate sembrano più imputabili alla costruzione del roster (tiro da tre, rimbalzo) ed all’attitudine di alcuni (difesa); da migliorare sicuramente l’esecuzione offensiva a difesa schierata e le rotazioni, come il core anche Walton dovrà dimostrare di poter essere all’altezza della situazione.

Prossima sfida per i Los Angeles Lakers contro gli Houston Rockets, attesi allo Staples Center nella notte – 4:30 italiane – tra Sabato 20 e Domenica 21 Ottobre.

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