Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLuka Doncic: ritagliarsi il proprio spazio

Luka Doncic: ritagliarsi il proprio spazio

di Olivio Daniele Maggio
bucks mavs porzingis

La chiamata di Luka Doncic da parte dei Dallas Mavericks ha subito allettato fan e addetti ai lavori. Soprattutto per il fatto che secondo tutti il giovane sloveno è in grado di raccogliere il testimone di un certo Dirk Nowitzki, arrivato anni fa dall’Europa e autore di una gloriosa carriera con la casacca texana.

Alcuni però hanno tralasciato il fatto che l’ex Real Madrid sia finito alla corte di Rick Carlisle, acuto e versatile coach che ha sempre valorizzare il materiale umano a sua disposizione, mettendo ognuno al suo posto e assegnando le mansioni più adatte in base alle caratteristiche. Ecco, svolgere l’apprendistato in NBA proprio assieme a Carlisle può essere utile alla crescita del ragazzo.

Se al Real è stato utilizzato prevalentemente da guardia, Luka Doncic ai Mavs ha trovato posto nel frontcourt, nelle vesti di eclettica ala. Un ruolo a più sfaccettature, dato che il compito è quello di svariare ed agire in base a quello che fanno i compagni di squadra (e più strettamente quelli di reparto): leggere, pensare, eseguire. Tutto in poco tempo. In fondo lo sloveno possiede la testa e le mani adatte al lavoro chiestogli da Carlisle, per non parlare del fatto che il roster è composto da giocatori dalle caratteristiche complementari tra loro e ciò agevola la rotazione degli ingranaggi tattici.

LUKA DONCIC: IL CONTRIBUTO IN OTTICA SCORING

La regia primaria, come è noto, è affidata a Dennis Smith, esplosiva point guard che cerca spazi per le sue brucianti penetrazioni. Mentre il prodotto di NC State porta il pallone, Doncic attende di essere chiamato in causa per poi decidere come finire o proseguire l’azione. Se decide di cercare la gloria personale, appena viene servito scocca la tripla con un rilascio veloce e pulito; la soluzione ‘catch and shoot‘, che a Dallas regala più o meno 5 punti di media a gara (percentuale superiore al 40%)  è gradita anche quando il difensore fa closeout su di lui.

L’alternativa è ubriacare l’avversario diretto grazie ad un fine ball handling e svelti crossover che ricavano il momento apposito per tirare. Il numero 77 riesce ad eludere possibili recuperi in maniera essenziale: punta l’uomo, fa passare il pallone da una mano all’altra in men che non si dica, lo disorienta, andando poi a tirare. Dal palleggio riesce agevolmente a concludere (infatti siamo sui 7 punti di media a referto), così come nel traffico, dove assorbe i contatti e può di conseguenza guadagnare falli preziosi. E non si fa problemi a liberare un discreto jumper. Insomma, a livello realizzativo il buon Luka è abbastanza affidabile e concreto, tanto è che negli isolamenti (dove ha sfoggiato uno step back niente male) ha già dimostrato di essere freddo e incline a prendersi le sue responsabilità.

Luka riceve, valuta il da farsi e poi colpisce.

TESSERE LA TRAMA

Ovviamente quel che balza più all’occhio è la capacità di dettare i tempi e innescare i compagni. Il dialogo in pick and roll coi lunghi sembra filare liscio, in quanto lo schema vengono eseguite cercando di eludere le contromosse avversarie: ad esempio, può entrare in area assieme al rollante, temporeggiare di fronte al cambio marcatura e mimare la conclusione, per poi servirlo; oppure fermarsi all’improvviso in punta ed effettuare un passaggio schiacciato. La qualità di Luka Doncic sta nel prendere rapidamente la giusta decisione e capire quando è opportuno premere il piede sull’acceleratore o meno.

Luka Doncic & DeAndre Jordan: l’intesa c’è.

Una nuova verve pulsante, acuti di pregevole fattura all’interno di uno spartito pragmatico e ordinato. Il classe 1999 si ritaglia anche un piccolo varco tra le linee per alimentare il possesso e dare la cosiddetta marcia in più. La sua pericolosità dall’arco costringe alla propria controparte di convergere su di lui e di non venir battezzato, così da poter far girare il pallone e punire eventuali buchi o amnesie in marcatura: in presenza di pressione accanita e di aiuti della difesa viene utile la sua visione oltre la media, grazie alla quale legge la situazione e agisce di conseguenza. La manovra è fluida, nitida e ben ritmata.

Ritmata come le transizioni che Doncic genera non appena acciuffa un rimbalzo (la sua attitudine in tal senso è importante) o riceve la palla nella sua metà campo.  Le sue sgroppate permettono ai Mavericks di viaggiare su un pace alto, aumentato di quasi 6 punti rispetto a all’annata passata ( il ventiseiesimo nella graduatoria ad hoc, 96.61). Per lui è un gioco da ragazzi imbeccare il tagliante in area e anche il fromboliere che si piazza in un angolo. Non si perde tempo verrebbe da dire, si fa tutto in fretta trovando possibilmente il canestro. E qui può far anche da sé,  con una tripla in arresto e tiro o un layup.

 

Ovviamente non possono mancare idee del genere.

COSA MIGLIORARE 

Il golden boy brilla di luce propria ma c’è qualche alone che va tolto. In primis quello relativo alla difesa, ambito in cui sta mostrando poca esplosività laterale e lentezza nei cambi; a volte abbocca spesso alle finte e non è reattivo sulle penetrazioni. Nulla di preoccupante. C’è il tempo per rimediare, finora qualche intervento d’astuzia c’è stato in occasioni degli aiuti. Secondo, vanno ridotte le palle perse (sulle 4 a partita), dovute ad un eccesso di sicurezza nella giocata e nel voler cercare per forza il tocco di fino.

La speranza made in Lubiana dei Mavericks sta facendo valere lo sforzo fatto durante la notte del draft 2018 dalla franchigia, che riuscì ad aggiudicarsi la terza scelta assoluta in cambio della quinta. Il talento è tanto, la fiducia nei mezzi idem, le sbavature da eliminare altrettanto. Luka Doncic sa il fatto suo, ma urge tempo e pazienza per vederlo formarsi appieno. Bisogna andarci coi piedi di piombo ed evitare facili entusiasmi E chissà, magari a Dallas ci sarà l’alba di un nuovo giorno luminoso

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3 commenti

Dudley Smith 12 Novembre 2018 - 11:37

Se tessi la trama, scocchi la tripla ed imbecchi il fromboliere il premio di rookie dell’anno è già assegnato.

Risposta
Daniele 11 Novembre 2018 - 23:02

…le sgroppate come se fosse Colombo del Milan.. il fromboliere…ahagahahahahahahaha vabbè
usare vocaboli desueti non migliora le doti di scrittura.
di Fusaro ce ne basta uno.

Risposta
Vick Mackie 11 Novembre 2018 - 23:01

Il fromboliere in angolo è un qualcosa di maggico

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