I Golden State Warriors hanno attraversato un periodo buio, il peggiore a detta dell’allenatore Steve Kerr, e a parlarne recentemente è stato Kevin Durant. L’ex giocatore di OKC spiega come ha affrontato quel momento difficile della squadra, senza Curry e Green oltretutto.
Il lavoro di Kevin Durant
Golden State Warriors – Los Angeles Clippers sarà ricordata come una partita spartiacque della stagione degli Warriors. Una corazzata che da quattro anni a questa parte ha perso il titolo solo nel 2016 per via di un LeBron James incontenibile. La sconfitta contro la squadra allenata da Doc Rivers si è rivelata molto di più di una partita persa. Ha aperto un vaso di Pandora che ha faticato a richiudersi.
Una incomprensione in campo tra Draymond Green e Kevin Durant si è protratta nello spogliatoio gialloblu, nel quale sono volate parole pesanti. Oltre a questo, Steph Curry si fermava ai box per poi rientrare dopo diverse partite. I Warriors collezionarono quattro sconfitte in cinque partite, allarmando gli addetti ai lavori e lo spogliatoio stesso. Tra Green e KD le storie sembrano meno tese e si sono rivisti in campo insieme questa notte contro i Twolves.
Visualizza questo post su Instagram
Per sopperire a queste mancanze e cercare di riportare i Warriors a competere, Kevin Durant ha lavorato molto duramente, come confessato a Shams Charania di The Athletic:
Ho cercato solamente di rimanere concentrato e pensare a giocare. Ci sono stati momenti dove non ho tirato al meglio, non riuscivo a trovare la mia strada, ma ho continuato per superare il periodo. Durante la stagione non è semplice allenarsi per via dei lunghi spostamenti. Si incontrano ostacoli e bisogna superarli
Oltre al lavoro sul campo, Kevin Durant ha specificato come le sue amicizie e le persone che gli girano attorno siano state fondamentali in questo periodo. L’assenza di Steph Curry e Draymond Green sono state superate grazie al lavoro psicologico attuato dal 35.
Vai ad allenarti. Questo mi hanno detto le persone che mi appoggiano. Mi hanno detto di rimanere concentrato con i miei pensieri e le mie emozioni. Ho avuto veramente molte persone che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. I miei ex allenatori mi hanno consigliato di andare avanti e spingere il piede sul gas. In quel periodo stavamo perdendo molte partite, i tifosi erano tristi ed era facile scoraggiarsi. Bisognava rimanere positivi e lavorare duramente
Il periodo nero degli Warriors
Nella striscia negativa di sconfitte, a parte la vittoria contro gli Atlanta Hawks, Golden State ha impattato con le tre squadre del Texas: Houston Rockets, Dallas Mavericks e San Antonio Spurs. La sconfitta contro OKC ha spedito i Warriors in quinta posizione nella Western Conference, posizione nemmeno sfiorata nelle scorse stagioni. Da lì in poi la risalita. Solo due le sconfitte (Raptors e Pistons) poi solo vittorie. I campioni in carica arrivano da una striscia positiva di quattro vittorie consecutive, dimostrando di essere ancora i favoriti per il titolo.
Curry è tornato sabato contro i Bucks, mentre Green la scorsa notte nella sfida con Minnesota, vinta 116-108 grazie a un sontuoso numero 30 da:
- 38 punti
- 7 rimbalzi
- 6 assist
Visualizza questo post su Instagram
Kevin Durant chiosa il suo intervento a The Athletic con queste parole:
Noi giocatori siamo come artisti. La nostra arte la esprimiamo sul campo da basket. Quando giochi da così tanto tempo devi trovare il modo giusto di esprimerti anche fuori dal campo. Ogni giocatore parla e ti spiega che cosa ha passato mentre si trova sul parquet. Questa è la bellezza del gioco, quello di cui sono innamorato. Mi piace al 100%, il resto è m***a

