Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsJoe Harris dall’arco: storia di un cecchino proveniente da Virginia

Joe Harris dall’arco: storia di un cecchino proveniente da Virginia

di Giuseppe Russo
Joe Harris

Joe Harris era “on fire” nell’All-Star Saturday Night contro alcuni dei migliori tiratori che la lega abbia mai visto.

Il tiratore scelto dei Brooklyn Nets è scappato verso la vittoria dell’MTN DEW Three-Point Contest allo Spectrum Center di Charlotte, battendo il favorito di casa Stephen Curry dei Golden State Warriors e la guardia dei Sacramento Kings Buddy Hield nel turno finale, con uno score di 26 punti.

“Chiaramente è incredibile,” ha affermato Harris sulla vittoria, intervistato da Nick Friedel di ESPN. “Steph è il più grande tiratore di tutti i tempi. Ovviamente, tirare da un cartello per un minuto non significa essere un tiratore migliore rispetto a Curry. Non voglio che nessuno pensi questo. Lui è già venuto qui e ha vinto uno volta nel 2015. Ci ha già partecipato più volte. Quindi per me venire per la prima volta è vincere è ovviamente un’esperienza surreale”

Un Three-Point Contest di altissimo livello 

HARRIS attualmente è secondo classifica dei tiratori da 3 per percentuale, con un 47%, ed è 16esimo assoluto in stagione, con 132 tiri messi a segno da dietro l’arco.

La gara da 3 ha visto protagonisti stelle del calibro di Dirk Novitsky e Damien Lillard, oltre al già citato Curry.

Il primo turno si è concluso con l’accesso alle finali di Curry (27 punti per il fenomeno di Golden State), Buddy Hield(quota 26 punti), e appunto Joe Harris (25 punti). Abbastanza deludenti le prestazioni di Novitsky (anche un airball per il tedesco), e di Middleton (solo 11 punti per l’ala di Milwaukee).

In finale Harris si è aggiudicato la sfida con 26 punti, grazie ad uno streak di 11 canestri consecutivi. Curry invece, dopo un partenza sprint con 9/9 di realizzazione, si è fermato a 24 punti. Hield infine non pervenuto.

Grande soddisfazione in casa Nets, la vittoria di Harris al Three-Point Contest non fa che confermare i grandi progressi della franchigia di New York, che si ritrova in corsa per i playoff, e che dopo svariate stagioni nell’anonimato ha finalmente un record in positivo, grazie ad un roster di talento e pieno di giovani interessanti.

 

 

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