Protagonista di una stagione da incorniciare, in cui sta mettendo a referto medie di 36.6 punti, 6.7 rimbalzi, 7.7 assist e 2.2 palle recuperate col 44% al tiro e il 37% da dietro l’arco, James Harden è pronto per il finale di stagione, in cui dovrà trascinare i suoi Houston Rockets il più in alto possibile.
A prescindere da come andrà la stagione dei Razzi, il Barba ha già fatto molto più di quanto gli si poteva chiedere, sopperendo alla grande alle assenze di giocatori chiave del calibro di Chris Paul, Eric Gordon e Clint Capela e riuscendo a portare i suoi dal quattordicesimo posto di inizio dicembre (11-14) al quinto (33-24) in un mese e mezzo in cui ha fatto registrare cifre a dir poco pazzesche, con una striscia (ancora attiva) di ben 31 partite consecutive con almeno 30 punti (secondo All-Time a pari merito con Wilt Chamberlain).
Le critiche non scompongono il Barba

36.6 punti, 6.7 rimbalzi, 7.7 assist e 2.2 recuperi per James Harden, in piena corsa per il secondo premio di MVP di fila.
Harden sta disputando un’annata che rievoca quelle dei grandi del passato, tra cui in particolar modo Michael Jordan, l’ultimo giocatore capace di mettere a referto più punti per partita del numero 13 dei Rockets in una singola stagione (37.1 nel 1986-1987). Ciò nonostante, il suo stile di gioco finisce spesso e volentieri nel mirino delle critiche dei suoi detrattori, non soltanto semplici tifosi, ma anche glorie del passato del calibro di Kobe Bryant, Scottie Pippen e Tracy McGrady.
“Sì, mi accorgo delle critiche, è difficile non rendersene conto, soprattutto ai giorni nostri, con i social media che permettono a chiunque di commentare. Ogni tanto le critiche fanno male, ma fa parte del mio lavoro gestire in maniera equilibrata critiche e complimenti. Mi fa riflettere riceverle anche da giocatori che hanno scritto pagine importanti della storia di questa lega, ma ognuno ha la sua opinione. Io mi limito a fare il massimo per la mia squadra e riesco a gestire il tutto senza difficoltà.”, ha dichiarato in merito Harden.
Il detentore dell’MVP, inoltre, ha parlato anche delle difficoltà incontrate dei suoi e della situazione attuale: “Quest’anno siamo partiti male ma ora siamo tornati nelle zone alte della classifica e intendiamo continuare su questa strada. Sono sicuro che se al mio posto ci fosse stato qualsiasi altro giocatore, ora non saremmo quinti a Ovest.”

