Il “toto-allenatori” in casa Los Angeles Lakers ha preso il via non appena le speranze di post-season per LeBron James e compagni hanno iniziato a rarefarsi, ormai tre settimane fa.
Il fallimento della squadra è il fallimento di coach Luke Walton, che – complici i tanti, gravi e ripetuti infortuni che hanno interessato una squadra male assemblata – non è mai riuscito a trovare un ordine e delle rotazioni affidabili, mentre le crescenti difficoltà offensive della squadra la facevano precipitare sino al 22esimo per net offensive rating nell’intera lega.
Kenny racks up a season-high 35 points, yet the road trip ends in a loss to the league leaders. pic.twitter.com/a2RYT9EGjg
— Los Angeles Lakers (@Lakers) March 20, 2019
Dando dunque per cosa fatta l’uscita di scena di coach Walton a stagione terminata, ai Los Angeles Lakers rimane il difficile compito di trovare la figura giusta per la propria panchina. La off-season 2019, quella dei grandi free-agent e del secondo e definitivo assalto a Anthony Davis incombe, la ricerca del nuovo capo allenatore graverebbe ulteriormente il carico di decisioni importanti che la dirigenza giallo-viola sarà chiamata a prendere nei prossimi mesi.
La rida dei nomi circolati e diffusi da fonti del tutto ufficiose ha visto soluzioni fantasiose (Mike Krzyzewski), “banali” (Tyronn Lue, l’ex capo allenatore di LeBron James ai Cleveland Cavs) e semplicemente impraticabili, come quella che ha coinvolto l’head coach dei Los Angeles Clippers Doc Rivers.
Doc Rivers: “I Lakers? Non vado da nessuna parte, voglio il titolo con i Clippers”
La star indiscussa di una squadra (al momento) priva di star come i Los Angeles Clippers è Doc Rivers, capo allenatore dei Clips da 2013.
La seconda squadra di L.A. veleggia oggi tra l’ottava e la quinta piazza nella Western Conference, in una classifica ristrettissima, e Rivers è il condottiero di un team in grado di qualificarsi alla post-season dopo aver ceduto per ragioni salariali Tobias Harris, il miglior giocatore della squadra (Danilo Gallinari permettendo), in chiusura di mercato a febbraio.
La presenza in plancia di comando dell’ex capo allenatore dei Boston Celtics campioni NBA 2007 sarà fondamentale per attrarre a Los Angeles, sponda Clippers, uno dei nomi caldi della prossima free agency.
Kawhi Leonard, Kevin Durant, persino Kyrie Irving, Klay Thompson verranno reclutati mostrando loro il volto migliore della Los Angeles dei canestri, quella di una proprietà entusiasta, danarosa e che guarda al futuro (Steve Ballmer), di una struttura societaria collaudata (Rivers, il presidente Lawrence Frank ed il grande vecchio Jerry West nel ruolo di nume tutelare) e di una squadra che cerca il sorpasso sui leggendari cugini giallo-viola, ed un titolo NBA.
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— DANILO GALLINARI (@gallinari8888) March 20, 2019
A ridosso della sfida casalinga tra i suoi Clippers e gli Indiana Pacers (vinta da Gallinari e compagni per 115-109, 24 punti per Danilo), Doc Rivers ha interrotto sul nascere qualsiasi tipo di speculazione su un suo futuro ai Los Angeles Lakers, annunciando anzi di essere in trattative con la proprietà per un rinnovo contrattuale:
“Al momento io ho un posto di lavoro, ed i Lakers hanno un allenatore. Io non mi muovo da qui. Posso dirvi già qui e ora che io rimarrò ai Clippers finché Steve Ballmer non mi caccerà. Prevedo di rimanere qui ancora a lungo“
Il contratto di Rivers avrebbe previsto una clausola di uscita al termine della presente stagione. Clausola che l’ex allenatore degli Orlando Magic ha deciso di non esercitare, accordandosi per un prolungamento contrattuale le cui trattative sono già in fase avanzata:
“Io sono venuto qui (ai Clippers, ndr) per tante ragioni, tra cui ovviamente tentare di vincere un titolo. L’altro grande obiettivo era fare dei Clippers un posto dove la gente desiderasse venire. Credo che su questo punto abbiamo fato un buon lavoro, ora tocca alla seconda parte del piano. Ecco quali sono i miei piani per il futuro, quindi non parliamo più dei Lakers o di altre soluzioni (…) Ballmer è un uomo di parola, mi ha lasciato la possibilità di scegliere autonomamente ed io ho scelto di rimanere qui“
