Da circa un mese e mezzo si è conclusa la regular season, stagione a dir poco amara per i Philadelphia 76ers. La franchigia allenata da Brett Brown (ex vice allenatore in quel di San Antonio dal 2009 al 2013), ha concluso la stagione con un record di 19 vittorie a fronte di ben 63 sconfitte, culminate nella striscia di 26 L consecutive e conseguente record (a pari merito con Cleveland 2010-11) ,arrivato il 27 marzo salvo poi essere finalmente spezzato due notti dopo contro i Pistons.
Poco da dire naturalmente su una stagione che, nonostante tutto e pare incredibile dirlo, ha visto i Sixers “solo” penultimi nell’intera Lega, seguiti dai deludenti Milwakee Bucks. I soli a raggiungere numeri accettabili, ma che vanno comunque inquadrati in un contesto estremamente perdente e quindi non proprio rigoroso, sono stati Thaddeus Young, che ha concluso a 17.9 punti di media a partita, 6 rimbalzi e circa 2 assist e palle recuperate di media; il rookie dell’anno Micheal Carter-Williams, rivelazione nelle iniziali settimane che ha via via idimensionato in peggio le sue comunque brillanti statistiche, chiudendo a 16.7 di media conditi da 6.2 rimbalzi (il miglior del team) e 6.3 assistenze. Accanto a loro il vuoto o qualcosa di simile, nonostante James Anderson, Tony Wroten e Henry Sims (solo 26 partite giocate) abbiano comunque concluso rispettivamente a 13, 10.1 e 11.8 di media.
A ridosso della pausa per l’AllStar weekend poi, la seconda scelta assoluta del 2010, Evan Turner, è stata ceduta, assieme a Lavoy Allen e in cambio di Danny Granger (poi tagliato da Phily) ai Pacers. Un peccato per un giocatore dal carattere difficile ma comunque in grado di fornire prestazioni sempre in doppia cifra condite da grandi giocate come un buzzer beater il 7 dicembre contro i Boston Celtics.
Ora è però il momento di voltare pagina, e come vedremo le premesse ci sono tutte. Partiamo dalla situazione salariale: per il prossimo anno, 2014-15, i Sixers hanno sotto contratto Thaddeus Young per 9 milioni di dollari, un’opzione di Jason Richardson (desaparecidos ormai) da 6,6 milioni che con tutta probabilità il giocatore non si farà sfuggire, i 2,3 milioni del contratto da rookie di MCW, i 3,3 di Nerlens Noel, sesta scelta assoluta acquisita da Philadelphia la notte del draft (in cambio di Jrue Holiday) che ha però saltato tutta la stagione passata per via di problemi fisici piuttosto seri, i 2 milioni di Eric Maynor e i 2 di Wroten e Moultrie. Il totale, 26 milioni, li pone esattamente a metà rispetto ai salari pagati quest’anno (compreso quello di Granger poi amnistiato), con largo margine di operazioni ma, attualmente, scarso appeal verso i Free Agents. Sui probabili 57-58 milioni di salary cap, balza subito agli occhi la disponibilità di circa 30 milioni per aggredire il mercato e allestire una squadra giovane e competitiva da subito.
A rendere la situazione ancora più rosea ci sono le scelte:
2014: 3, 10, 32, 39, 47, 52, 55 ( il più alto numero di scelte per Philly dal 1987), frutto degli scambi con Cavaliers (Hawes), Mavericks, Bucks e Nets.
2015: sempre per merito degli scambi, due scelte al primo giro da Miami e Boston (le prime 14 sono “protette” però, quindi potranno scegliere dalla 15 in giù), la loro scelta al primo giro (non ceduta per ora), e due scelte al secondo giro ottenute dai Wizards e dai Pacers (nell’affare Turner). Per ora fermiamoci qui.
Con la possibilità di scegliere così tanti giocatori i Sixers, con un’oculata opera di selezione e una notevole attenzione ai vari work out che vedono attualmente impegnati i rookie in giro per l’NBA, avrebbero modo di costruire un gruppo che peccherebbe indubbiamente di esperienza, ma non avrebbe nulla da invidiare in ottica futura a squadre comunque giovani ma capaci già di raggiungere ottimi risultati nonostante l’età media, come Wizards e Toronto, e il tutto in attesa di capire cosa ne sarà di Miami e Indiana.
E’ ovvio che il mercato ci dirà le vere aspettative del team che, parole di Brett Brown, pare godere di scarsissima considerazione tra i futuri giocatori liberi dal contratto, che difficilmente per lui sceglieranno di far parte di un corposo processo di ricostruzione (si era parlato di Luol Deng e Pau Gasol come nomi più importanti, per passare a DeJuan Blair, Thabo Sefolosha, Jordan Hamilton e Micheal Beasley). Ciò nonostante, sono in molti a scommettere che, con le giuste mosse a ridosso del draft, il team potrebbe comunque riuscire a mettere le mani su un pezzo da 90. Lo stesso Charles Barkley, in una recente intervista, ha smentito le parole di Brett Brown e si è dichiarato fiducioso circa le possibilità di raggiungere un top f.a.
I Sixers sono comunque ancora al lavoro in cerca della giusta chimica, e notizia di questi giorni è la possibilità di intavolare una trattativa coi Lakers che comprenderebbe i 7 milioni in scadenza di Steve Nash e la settima chiamata in cambio di Thaddeus Young (per la verità, già messo più volte in vetrina per il migliore offerente) e della decima scelta. Una mossa che priverebbe i Sixers del loro migliore realizzatore, ma che li farebbe salire ulteriormente nel draft (e considerato il livello delle scelte di quest’anno l’accoppiata terza e settima scelta potrebbe dare anche due giocatori da 15-20 punti nelle mani ciascuno) senza sacrificare un giocatore amato da tifosi e dirigenza ma che, al contrario, ha sempre avuto parole non proprio dolcissime verso il proprio coach e il modo di giocare della squadra.
Al draft i recenti rumours danno per probabile la chiamata di Andrew Wiggins, considerato che gli stessi agenti del giocatore stanno spingendo per questa destinazione, e considerato anche che si sta tentando di cedere giocatori nella speranza di un (improbabile) scambio di posizioni coi Cavs ormai perennemente alla prima posizione (anche qui sarebbe coinvolto Young).

Altra paventata possibilità sarebbe quella di cedere addirittura Micheal Carter Williams per puntare sul talento di Dante Exum, point-guard australiana che sta positivamente impressionando la dirigenza del team e che viene ritenuto uno dei potenzialmente migliori uomini del draft. Sempre nel campo delle voci i Sixers sarebbero orientati a formulare una proposta agli Spurs per avere Patty Mills, ritenuto ottimo back up del play del futuro (che dovrebbe essere MCW o Exum a questo punto).
L’assetto del team del futuro dovrebbe o potrebbe essere: Micheal Carter Williams e Nerlens Noel asse di immenso potenziale, si spera nella chiamata di Wiggins (che formerebbe con gli altri due un trio potenziamente dominante negli anni a venire) e, con un po’ di fortuna e scelte azzardate di chi si trova davanti, o meglio ancora tramite scambi dell’ormai già noto Young e della 10ima posizione, uno tra Embiid e Jabari Parker. Tuttavia col primo che sembra già stato scelto dai Cavaliers e il secondo sulla triste via dei Milwakee Bucks, è più verosimile pensare a Randle, Gordon o Vonleh nel caso in cui non dovessero andare in porto i vari scambi di posizione.
Un quintetto con McW, Gordon, Wiggins e Noel dentro assieme non è fantascienza ed ha tutti i mezzi per soprendere, soprattutto se la mole di talento prodotta riuscisse ad attrarre uno dei grossi giocatori liberi sul mercato (Gasol?)
In ogni caso, avere problemi di scelta ma pressochè immenso potenziale economico e due giovani di sicuro affidamento come MCW e Noel ,oltre alla certezza di pescare il terzo miglior prospetto dell’annata, fanno ben sperare i tifosi di Philadelphia e, più in generale, i desiderosi di una Eastern Conference più competitiva!
Luca Mazzella





