E’ conferenza di fine anno per Adam Silver, Commissioner NBA. Il “grande capo” NBA ha incontrato i cronisti al termine di un vertice col Board of Governors della lega (tavola rotonda che riunisce i 30 proprietari NBA ed i vertici dirigenziali NBA).
L’attenzione di Silver e dei cronisti si è concentrata su alcune proposte di riforma della lunga stagione regolare da 82 partite, storicamente uno dei temi “caldi” nei rapporti tra lega, giocatori e sponsor, partner commerciali e network televisivi nazionali.
Adam Silver ha parlato delle possibilità sul tavolo per la revisione della stagione regolare ad 82 partite, introducendo alcune variazioni:
“Il punto su cui dobbiamo focalizzarci è l’attenzione dei fan. Siamo oggi in un mondo in cui ogni giorno devi conquistare l’interesse del pubblico, ed indurlo a seguire il prodotto che gli offri. Sulle 82 partite, mettendosi nell’ottica del pubblico: se la scienza domani ci dicesse che 82 gare sono troppe perché i giocatori possano essere sempre al meglio (delle loro possibilità, ndr), allora forse non dovremmo avere una stagione da 82 partite, o forse non partite da 48 minuti (…) è una situazione che continueremo a monitorare“.
Adam Silver: “Le 82 gare? Possibilità di mini-tornei di metà stagione”
Tra le proposte introdotte da Silver per ovviare alla fatica ed al tedio di una lunga processione di 82 gare, c’è un vecchio “pallino” del successore di David Stern: “Potrebbe essere che (il formato da) 82 partite non debba essere per forza il più interessante per il pubblico. E’ per questo che sono interessato ad esplorare diversi formati, tra cui dei piccoli tornei di metà stagione, magari con delle teste di serie e turni di qualificazione. Mantenendo il numero di 82 partite, queste potrebbero però essere organizzate in modo diverso“.
Biggest takeaway from Adam Silver’s press conference: he’s clearly intrigued by the prospect of a mid season tournament. Obviously isn’t something that will happen immediately, but the idea has momentum.
— Tim Bontemps (@TimBontemps) April 12, 2019
L’obiettivo per Adam Silver è quello di “mescolare le carte“, attribuendo maggior rilevanza ad un gruppo ristretto di partite nell’arco delle 82 gare di stagione regolare. Un concetto mutuato dalle leghe sportive europee, che prevedono mini-tornei (ad esempio la Final Eight di coppa Italia di Lega A) di metà ed inizio stagione, ma che Silver è consapevole essere estraneo ad una platea americana:
“So che per un pubblico americano è un concetto un poco “esotico”, non siamo abituati a vedere stagioni che prevedano obiettivi multipli. ad esempio è una cosa che si fa nel calcio internazionale. Ci vorrebbe tempo ed una certa opera di convincimento per introdurli (i tornei di metà stagione, ndr), il formato corrente da 82 partite è in vigore da ormai 50 anni, e bisogna fare attenzione nel maneggiare tutte le potenziali novità per un pubblico che ha le sue abitudini ed il suo metodo di fruizione dello spettacolo offerto, ormai multimediale e rapido come non mai”
Adam Silver says he’s “incredibly sympathetic” to fans who miss chances to see players because they are sitting out due to load management. Defends players, saying usually teams are doing this over their objections. Points out how this is an idea that’s come from soccer.
— Tim Bontemps (@TimBontemps) April 12, 2019
“La NBA di oggi non è mai stata così popolare, così di alto livello e così globale, i giocatori non sono mai stati così forti ed atletici. Ma qual è il modo migliore di organizzare la stagione regolare? Questo è ciò a cui gli uffici della lega lavorano“
Una rivoluzione che comporterebbe una larga adesione da parte delle tante parti in causa, e soprattutto un’intenso lavoro di ricerca ed ottimizzazione delle proposte: “Alla normale negoziazione con l’Associazione Giocatori (NBPA), che non mi preoccupa (…) la riforma della stagione regolare è un processo che richiede anni di studi, riflessione e lavoro comune tra NBA, proprietari e giocatori“.

