MILWAUKEE BUCKS : TEMPO DI VOLTARE PAGINA
Dopo la stagione conclusasi nel peggiore dei modi, con il peggior record dell’intera Lega non compensato comunque dalla lottery del draft che ha visto trionfare di nuovo i Cavaliers di Dan Gilbert, i Milwaukee Sucks si apprestano a vivere un’altra estate di mosse drastiche, nell’attesa dell’ennesima rivoluzione. D’altronde, il 15-67 lascia pochi dubbi sulla disfunzionalità di un gruppo privatosi ad anno in corso di Caron Butler e Drew Gooden, e ancora scottato dall’incauta scelta di puntare su Oj Majo, talentuoso ma, a quanto pare (e la sua carriera per ora parla in questo senso), uomo difficilmente gestibile nello spogliatoio e poco favorevole a sacrifico e sforzo fisico.
Sono rimasti, e rimarranno probabilmente anche il prossimo anno, Ersan Ilyasova, quest’anno al primo step di un contratto fino al 2017 da 32 milioni di dollari; Zaza Pachulia (tantini i 5,2 annuali per 3 anni); Ekpe Udoh, che chiama per altri 6 milioni la prossima annata; Carlos Delfino che ha passato tutta la stagione ai box per infortunio, Brandon Knight (unica nota piacevole della stagione, arrivato dalla trade che ha portato Jennings a Detroit) e Larry Sanders, 23 partite giocate per colpa di un infortunio e proprio alle porte della sua nuova decorrenza contrattuale, gli frutterà al lungo classe ’88, 44 milioni di dollari fino al 2018.
La mossa che proprio sembrano non perdonarsi ai Bucks sembra proprio quest’ultima, visto il carattere non certo semplice del giocatore e una inspiegata fretta nel rinnovare al rialzo il contratto a un giocatore che comunque, nonostante i grandi margini di miglioramento, ha concluso l’annata 2012-13 a 9.8 pp e 9.5 rimbalzi, mostrando si una certa solidità ma forse non tale da giustificare questo suicidio economico.

In più, via trade, sono arrivati Ramon Session (per lui si tratta di un ritorno, ha stabilito con 24 assistenze il suo record personale e la miglior prestazione degli ultimi decenni dai tempi di Scott Skyles) e Jeff Adrien, in cambio di Gary Neal (altro erroraccio e giocatore che hanno sopravvalutato, folgorati dalla funzionalità e efficacia mostrata nel sistema Spurs) e Luke Ridnour, passati ai Bobcats.
A complicare la già triste stagione ci ha pensato il proprietario, Herb Kohl, che dopo 30 anni ha lasciato la società, vendendola per 550 milioni di dollari a Wesley Edens e Marc Lasry e facendo scappare la lacrima a tanti tifosi con una sua ormai celebre lettera d’addio.
Per fortuna, sebbene sia fallita la possibilità di scegliere per primi, ai Bucks l’urna ha riservato la seconda posizione assoluta, e la garanzia di poter prendere uno tra Parker e Wiggins, escludendo almeno ad oggi Embiid vista la presenza di Sanders e Ilyasova. Proprio nell’ultima settimana Andrew Wiggins (su cui però ora sembra aver definitivamente virato Cleveland) ha svolto a Santa Barbara un workout per la squadra appena passata da Kohl a Edens, e ancora più recente è la notizia per cui anche Dante Exum verrà osservato nel prossimo weekend (anche se con Knight sembrano coperti anche lì). Insomma, tutte le strade portano a Jabari Parker, secondo i draftexpress netto favorito per il secondo gradino del podio, Milwaukee vede il giocatore complementare ad Antetokoumpo, altra piacevole sorpresa di questa stagione, con notevoli margini di miglioramento, fisici e tecnici (può aspirare a diventare come Batum, in prospettiva?).
In più, i Bucks sembrano coinvolti in discussioni coi Kings, intenzionati a cedere la propria ottava scelta in cambio di qualche interessante pacchetto (Knight e Sanders, sotto questo punto di vista, sembrano gli unici appetibili) .
In ogni caso, anche se pare regnare il pessimismo per il futuro prossimo, la possibilità di schierare un quintetto con Knight, Parker o Wiggins, Antetokounmpo, Ilyasova e Sanders finalmente recuperato sembra possibilissima e anche abbastanza affascinante. Altri 10 giorni e, la notte del draft, ci toglierà gli ultimi dubbi.
Che sia l’ora del riscatto per i Bucks?




