Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsKawhi Leonard e Kyrie Irving, due gare 4 decisive per oggi… e per domani

Kawhi Leonard e Kyrie Irving, due gare 4 decisive per oggi… e per domani

di Michele Gibin

In sole 24 ore, la stagione di due dei potenziali maggiori free agent estivi, Kawhi Leonard e Kyrie Irving, potrebbero prendere una piega definitiva.

Boston Celtics e Toronto Raptors lotteranno per la loro vita (cestistica) in un’accoppiata di gare 4 che difficilmente ammetteranno grandi repliche. I Celtics di Kyrie Irving saranno chiamati nella notte italiana tra lunedì 6 e martedì 7 maggio a difendere il campo di casa dal terribile Giannis Antetokounmpo e dai suoi Milwaukee Bucks, con la sconfitta di gara 3 ancora nella testa e la consapevolezza di dover tornare comunque a vincere a Milwaukee per superare il turno.

“Relax” è la parola d’ordine di coach Brad Stevens, nel momento più importante della stagione. Un Kyrie Irving competitivo fino alla compulsione “Bryantesca” ha accolto il risultato di gara 3 come un’offesa personale, criticando gli arbitri per i troppi fischi e per i troppi liberi concessi ad Antetokounmpo. E strigliando al contempo la squadra, invitandola a farsi trovare più pronta ed a non disunirsi al primo parziale avversario.

I Boston Celtics avranno necessità di variare piano tattico nella quarta partita, di proporre qualcosa di più (e di meglio) in una serie sinora giocata al ritmo degli avversari, i Milwaukee Bucks sconfitti in gara 1 a causa delle cattive percentuali ed alla grande – e conseguente – pressione difensiva rivolta contro Antetokounmpo.

Quale Irving scenderà in campo lunedì al TD Garden di Boston? Quello dominante e conciliante con i compagni di gara 1, o quello sfrontato, infine nervoso di post gara 2 e gara 3?

Kawhi Leonard ed i Raptors al dunque?

Di tutt’altra “pasta” rispetto ad Irving è fatto Kawhi Leonard. Più monosillabico del solito dopo la disfatta di gara 3 dei suoi Raptors contro i Philadelphia 76ers, Leonard è sembrato ancora più solo nella sua espressione che in campo, a causa anche dell’ennesimo e poco tempestivo “melt-down” (come dicono in USA) di post-season del generale in campo di Toronto Kyle Lowry.

Pascal Siakam è in dubbio per gara 4. I Raptors sono usciti dalla terza partita con le ossa rotte e lo spirito affranto, e con un problema enorme: Joel Embiid ha capito come si fa, e Marc Gasol fatica a prendere le misure al camerunense.

Proprio il lungo catalano, arrivato in coda alla trade deadline di febbraio come miglioramento rispetto al già performante ma spesso infortunato Jonas Valanciunas, potrebbe essere l’asso nella manica per Toronto. I Raptors hanno conosciuto in questi 4 mesi di “frequentazione” solo la versione da facilitatore di gioco di Gasol (3.9 tocchi al gomito a partita per l’ex Grizzlies ai playoffs, -5 rispetto ai tempi di Memphis).

Al Wells Fargo Center di Philadelphia, con un Siakam forse indisponibile e con Kyle Lowry purtroppo storicamente poco affidabile a questi livelli, Marc Gasol dovrà tornare per una notte quello dell’era “Grit & Grind” di Memphis, costringere Embiid a lavorare in difesa e non limitarsi ad una bella interpretazione del Jarrett Allen già affrontato dai 76ers un turno di playoffs fa.

Perdere gara 4 sarà un po’ come perdere un giocatore franchigia appena arrivato in città. La posta è troppo alta per sbagliare ancora, per dei Toronto Raptors all’ultima chiamata.

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