La free agency per i Lakers è iniziata con l’unico obiettivo di regalare ai tifosi e a tutto l’ambiente una squadra nuovamente competitiva ad Ovest,dopo il deludente 27-55 dell’ultimo anno.Il giocatore individuato per risollevare la squadra insieme a Kobe, era Carmelo Anthony,a cui è stato offerto il massimo salariale (96 milioni in 4 anni),ma che ha accettato l’offerta dei Knicks.
Sicuramente Melo rappresentava il piano ‘A’ del GM Kupchak, che l’ofera anche preparato ad un possibile rifiuto dell’ex Syracuse e quindi pronto ad un eventuale piano ‘B’.Quest’ultimo è differente perchè non prevede nessuna offerta al massimo per gli altri free agent come Deng o Stephenson,che pretendono ricchi e soprattutto lunghi contratti,ma cercare di firmare qualche giocatore importante senza rinunciare a quella libertà finanziaria per le successive free agency come nel 2015 (Love) o nel 2016 (Durant).
Insomma la ricostruzione è iniziata partendo dall’immortale Kobe e da Randle,che erano gli unici sicuri di restare nel roster dell’anno prossimo,a cui sono stati affiancati nuovamente Nick Young (quadriennale da 21.5 milioni) ,Jordan Hill (biennale da 18 milioni) e inoltre anche Jeremy Lin,ottenuto da una trade con i Rockets, ma tutto questo ,per i Lakers, porta a pensare che Melo non andrà in California…
Per NBA Passion,
Giuliano Granata


