Niente allenamenti e facility di allenamento chiuse fino all’8 maggio per i giocatori NBA, e divieto di soluzioni “fai da te” in altre strutture lontano dai necessari protocolli di sicurezza per gli atleti, queste sono alcune delle regole dettate da lega e squadre che si preparano alla “fase 2″ dell’emergenza coronavirus” applicata allo sport.
Mentre negli Stati Uniti però la metà degli stati si prepara ad allentare le misure di contenimento e le chiusure imposte nel mese d’aprile per fronteggiare l’avanzata del virus, con Arizona, Colorado, Georgia, Indiana, Minnesota, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Tennessee, Texas e Utah già pronti, Joe Vardon e Sam Amick di The Athletic riportano come alcuni giocatori abbiano già iniziato ad allenarsi in strutture non previste, in barba ai divieti.
“Ad oggi, a nessun giocatore è concesso allenarsi presso la facility della propria squadra o in altre strutture, ne i preparatori possono lavorare con gli atleti (…) tanti giocatori non dispongono di palestre attrezzate, e si stanno allenando in segreto in strutture che dovrebbero essere chiuse“, così i due cronisti. La disparità nei tempi stato per stato, derivata dalla non omogenea distribuzione dell’epidemia (il solo Stato di New York pesa sui numeri nazionali per quasi un terzo tra casi positivi e decessi) ha generato confusione nelle direttive, con Washington impossibilitata ad imporre oltre i limiti costituzionali misure restrittive agli stati federali, e con governatori che agiscono di conseguenza con il classico “ordine sparso“. L’intenzione della NBA resta quella di garantire pari opportunità a tutte le squadre e non concedere vantaggi a nessuno, e con le attuali tempistiche solo la metà dei giocatori NBA avrebbe l’opportunità di tornare al lavoro dopo l’8 maggio.
Oggi nessuna squadra ha presentato date certe per la ripresa degli allenamenti, che in una prima fase dovranno essere rigorosamente individuali, e con tutti gli accorgimenti del caso come uso di mascherine, distanziamento sociale e dpi. Tra i 30 team ha finora prevalso la prudenza, difficile che in assenza di un calendario e di un piano chiaro per la ripresa della stagione qualche squadra possa tentare uno scatto in avanti.
Ma con l’impazienza e l’inattività dei giocatori che cresce, la necessità per la NBA di ottenere un via libera ufficiale agli allenamenti si fa sempre più pressante.

