Home NBA, National Basketball AssociationSpurs vincenti ad Istanbul con i big three. Parker: “Ho ancora fame, ma ho già raggiunto l’apice. Vogliamo ripeterci”

Spurs vincenti ad Istanbul con i big three. Parker: “Ho ancora fame, ma ho già raggiunto l’apice. Vogliamo ripeterci”

di Luca Fazzini

Buona la seconda per i San Antonio Spurs. Dopo il clamoroso scivolone nella prima gara del GlobalGame contro l’Alba Berlino, Duncan e compagni battono 96-90 il Fenerbache ad Istambul. Partita combattuta, con il massimo vantaggio degli speroni sempre sotto i 14 punti. Ottima prova dei Big Three: Duncan chiude con 23 punti, 7 rimbalzi e 9/13 dal campo. Bene anche Parker (22+7+7) e Ginobili (12+8 rimbalzi). 27 minuti per Marco Belinelli, autore però solamente di due punti (1/6 dal campo). A riposo Leonard, da segnalare i 9 punti del rookie Kyle Anderson. Per il Fenerbache, 30 dell’ex Lakers Goudelock.

Tony Parker in azione

Tony Parker in azione

Prima della gara, Tony Parker ha concesso un’intervista a Yahoo!Sports. Ecco gli spunti più importanti: “Essere padre cambia la vita. Io contribuisco e aiuto mia moglie (cambio i pannolini!). Essere sposato è fondametale. Aiuta, dà sostegno e supporto, soprattutto per uno sportivo. La moglie e gli amici sono indispensabili, averli vicini durante la carriera è stato un dono. Mi sento sempre francese: torno per la Nazionale, per la famiglia, gli sponsor e la mia fondazione. Negli USA ho cercato il successo ed ora cerco di essere un ambasciatore del basket della mia patria. Voglio fare per la Francia ciò che MJ ha fatto per il basket. Per vincere serve essere un professionista, essere attento ai particolari: sembra banale, ma non lo è. Non basta avere talento, serve disciplina. Ho ancora fame, fisicamente sto bene. Anche se ho vinto tutto, mi e ci aspetta la sfida più importante: ripeterci. E poi, ci sono gli Europei in Francia… Ho già raggiunto l’apice. Sì, posso migliorare come difensore e tiratore, posso avere più esperienza, ma la velocità e la forza ce li hai tra i 28 e i 32 anni. A guardare indietro mi sento strano. Pensare a quel che ho vinto, i record che ho superato, ciò che ho passato con Tim, Manu e coach Pop è incredibile“.

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