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NBA, Adam Silver: “Stiamo tentando di ripartire, capisco i dubbi dei giocatori”

di Michele Gibin
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Parla di situazione “tutt’altro che ideale”  il commissioner Adam Silver, sulle condizioni con cui la stagione NBA 2019\20 ripartirà dalla bolla di Orlando, Florida, dal prossimo 30 luglio. Silver ha spiegato durante un’intervista su ESPN che nonostante le condizioni eccezionali, la NBA è determinata a fare di tutto per ascoltare e ricevere le istanze dei giocatori.

Le riserve degli atleti, preoccupati per le condizioni di isolamento in cui si troveranno a Disney World e soprattutto per il momento storico difficile e importante per la comunità nera americana, sono ormai note e pubbliche. Alcuni giocatori hanno messo persino in dubbio il loro ritorno in campo, persuasi che oggi il basket possa diventare solo “distrazione” da temi più importanti.

Kyrie Irving dei Brooklyn Nets si è proposto come leader di tale fronda contraria al ritorno in campo, ed ha trovato le sponde di giocatori come Dwight Howard, Avery Bradley, George Hill e Lou Williams, tra gli altri.

Stiamo tentando un ritorno alla normalità nel pieno di una pandemia“, dice Silver “E nel pieno di una recessione economica in cui ci sono 40 milioni di disoccupati e tensioni sociali che montano in tutto il paese. Quello che dobbiamo fare è convivere con questa situazione e fare del nostro meglio, capisco come si sentano alcuni atleti. C’è la famiglia, i timori per la salute, ed il pensiero che oggi potrebbero spendere il loro tempo in un altro modo (…) le cose stanno cambiando attorno a noi. Quello che sta accadendo in America dopo la morte di George Floyd non ha precedenti, ed io provo profonda empatia verso tutto questo, per cosa sta accadendo nella vite delle persone. Stiamo tentando di ripartire, di riprendere ed avere un nuovo campione“.

NBA, Adam Silver: “Giocare è la miglior piattaforma possibile, occasione unica”

Come noto, saranno 22 le squadre che dal prossimo 9-11 luglio inizieranno i training camp per prepararsi alla ripresa al Walt Disney World Resort di Orlando Florida. La stagione riprenderà il prossimo 30 luglio, con 8 partite di regular season prima dei playoffs.

Le implicazioni economiche della ripresa sono ovviamente tra le preoccupazioni maggiori dei giocatori, preoccupazioni che Adam Silver condivide: “La differenza in termini economici sul giocare e non giocare è davvero così grande, considerata a che l’enorme sforzo fatto (per Orlando, ndr). Ma quello che più si avverte è il dovere di provaci, come comunità NBA. L’alternativa è stare a guardare e darla vinta al virus. Crediamo che tornare a giocare possa essere un grosso sollievo per tante persone in difficoltà oggi“.

Silver è naturalmente dell’idea che giocare ed essere in campo sia per gli atleti la miglior piattaforma possibile per chiedere giustizia sociale e fare sentire la propria voce, far valere il proprio peso: “Sarà una grande occasione per spostare l’attenzione, tutti gli occhi saranno su Orlando, se riusciremo a partire. Ho percepito forte e chiara la domanda: cosa dovrebbe fare la NBA in risposta alla morte di George Floyd, per combattere il razzismo endemico nella nostra società? (…) ci si aspetta che si possa fare ancora di più. E gli atleti saranno coinvolti, stabiliremo come usare al meglio la nostra piattaforma, come una grande famiglia, per provocare davvero un cambiamento“.

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