fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationNBA News Damian Lillard: “NBA, giocare è il nostro mestiere, è giusto tornare”

Damian Lillard: “NBA, giocare è il nostro mestiere, è giusto tornare”

di Michele Gibin

Damian Lillard ospite speciale dell’intervista di ESPN con il commissioner NBA Adam Silver, che ha tentato di ricucire lo “strappo” del fronte del no alla ripresa della stagione, e ispirato da Kyrie Irving.

Lillard, che ha approfittato della pausa forzata per tornare in studio di registrazione per quello che sarà il suo quarto disco. sta promuovendo “Goat Spirit“, singolo co-prodotto con Raphael Saadiq.

La star dei Blazers fa anche parte dell’ufficioso “comitato” dei 9, che assieme a Chris Paul (presidente dell’associazione giocatori) ha voluto rappresentare le istanze dei giocatori durante le prime settimane di trattative tra le parti per il ritorno in campo. Lillard crede che, nonostante le condizioni tutt’altro che ideali e le preoccupazioni per la salute, tornare a giocare sia la cosa più giusta da fare.

Damian Lillard: “Giocare è il nostro mestiere, abbiamo responsabilità”

Se parliamo di razzismo e giustizia sociale, credo che l’agitazione tra noi atleti sia palpabile. La NBA è fatta per la maggior parte da giocatori neri, ed i nostri cuori sono con le nostra comunità oggi. Sentiamo che dobbiamo essere parte della battaglia, ed è qui che tanti ragazzi sentono che forse sarebbe meglio dedicarsi esclusivamente a questo, piuttosto che ritornare in sella e giocare“.

Qui parlo per me stesso, ma giocare è quello con cui supporto e mantengo la mia famiglia“, spiega Lillard “E facciamo tanto per la comunità. Abbiamo una grande responsabilità economica nel supportare le attività economiche nelle comunità nere. Da questo punto di vista, ha molto senso per noi tornare a giocare“.

Ma è anche vero che Kyrie Irving e Dwight Howard, per fare due nomi, hanno ragione, così come altri. Capisco le posizioni di tutti“.

La NBA ha messo in piedi un protocollo di controlli rigidi per atleti e staff ad Orlando, fatto di tamponi diagnostici ogni due giorni, isolamento dal resto del parco divertimenti a Disney World, Orlando, e dettami di comportamento come il distanziamento sociale, limite massimo di persone ammesse e quarantena per le persone positive al test. La lega farà di tutto per tenere isolata la “bolla”, in una Disney World che nel frattempo sarà però aperta al pubblico, ed in cui i dipendenti non avranno obblighi di isolamento e potranno entrare e uscire regolarmente.

La pandemia è stata qualcosa che nessuno ha mai provato prima in vita sua“, ancora Lillard “Il mondo intero si è fermato, non so nemmeno se sia mai successo prima o quando (…) Sarà difficile tornare a giocare, i nostri cuori saranno la fuori. Sarà difficile dare il meglio di sé, come lo è sempre quando qualcosa non va. Ma non c’è soluzione a questo. vedremo cosa succederà“.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi