Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersDoc Rivers sul caso Jacob Blake: “Questo Paese non ci ama”

Doc Rivers sul caso Jacob Blake: “Questo Paese non ci ama”

di Francesco Schinea
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Anche Doc Rivers esprime il proprio pensiero sul caso Jacob Blake, che continua a rivestire un ruolo di primaria importanza all’interno della bolla NBA. Al termine della vittoria di gara 5, il coach dei Los Angeles Clippers ha rilasciato ai media forti dichiarazioni a proposito dell’afroamericano colpito con sette proiettili dalla polizia a Kenosha, nel Wisconsin, e che ora lotta fra la vita e la morte.

“Quello che mi colpisce è guardare la convention repubblicana e vedere che tutto quello che si sente è Donald Trump e tutti loro che parlano di paura. Siamo noi quelli che vengono uccisi. Siamo quelli che vengono colpiti. Siamo quelli a cui viene negato di vivere in determinate comunità. Siamo stati impiccati, ci hanno sparato, ma nonostante ciò si continua a parlare di paura. È sorprendente per me il motivo per cui continuiamo ad amare questo Paese mentre questo Paese non ricambia. È molto triste, io dovrei pensare solo ad essere un allenatore ma dobbiamo fare di meglio, dobbiamo chiedere di meglio. Protestiamo e loro mandano guardie antisommossa, mentre loro sputano sui poliziotti e non succede nulla. Mio padre era un poliziotto, quindi credo nei buoni poliziotti. Non stiamo cercando di portare via tutti i loro soldi, stiamo solo cercando di convincerli a proteggerci, proprio come proteggono tutti gli altri. Guardare quel video è molto difficile, non serve essere neri per sentirsi oltraggiati, basta essere americani. Con che coraggio i repubblicani parlano di paura? Siamo noi a dover aver paura! Quale padre bianco deve parlare a suo figlio per dire di stare attento se viene fermato dalla polizia? Chiediamo solamente di vivere secondo la Costituzione”.

Come riportato dalla CNN, Blake si sta riprendendo da un’operazione chirurgica, ma solo un miracolo gli consentirà di tornare a camminare sulle proprie gambe.

Quello del cambiamento sociale è uno dei temi cardine dell’NBA sin dall’annuncio della ripartenza del campionato nella bolla di Orlando. Non è un caso quindi che l’aggressione nei confronti di Jacob Blake abbia generato reazioni come quella di Doc Rivers. Non si prospetta essere tuttavia l’unica iniziativa, vista la possibilità che i Toronto Raptors decidano di boicottare la prima partita delle semifinali di Conference contro i Boston Celtics, come sottolineato da Fred VanVleet: “Non dirò molto, ne stiamo discutendo ed abbiamo discusso parecchio. Alla fine siamo noi giocatori quelli coi microfoni puntati in faccia, quelli a cui tocca prendere una posizione. Eppure, quelli oppressi siamo noi, di fatto, per cui la responsabilità di cambiare le cose e smettere di essere oppressi è nostra (…) se ne parla tra noi, ci chiediamo: cosa siamo disposti a sacrificare? Ci importa davvero qualcosa di tutto quello che sta accadendo? Oppure fa solo ‘figo’ indossare una t-shirt? Serve davvero a qualcosa?“.

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