Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiToronto Raptors, cosa prevede il futuro? Certezze e dubbi della prossima stagione

Toronto Raptors, cosa prevede il futuro? Certezze e dubbi della prossima stagione

di Giovanni Oriolo
Nick Nurse Toronto Raptors futuro

Si dice sempre che vincere è difficile, ma ripetersi è ancora più complicato.

Eppure questi Raptors sembravano almeno poter rigiocare la Finale di Conference e perché no anche le Finals. O meglio, questo lo abbiamo capito a stagione in corso. Perché tutti gli appassionati NBA davano i Raptors per finiti dopo gli addii pesanti di Kawhi Leonard e Danny Green. I più ottimisti parlavano di ottavo posto a Est e fuori al primo turno con onore i più pessimisti cessione di Ibaka, Gasol e Lowry e si rifonda da buone basi. Invece la squadra allenata da coach Nurse è andata a due stoppate e un paio di tiri liberi dal battere i Boston Celtics al secondo turno playoffs.

Adesso i Toronto Raptors devono pensare al futuro, alla prossima stagione. Tanti i dubbi dai rinnovi di Gasol e Ibaka, alla affidabilità di Siakam come primo violino.

Toronto Raptors è ora di pensare al futuro: tante certezze e giocatori di talento, ma manca un primo violino

E ora che si fa? La domanda a Toronto se stanno facendo in molti. Il quintetto di partenza sarà riconfermato quasi in tutto, a parte Marc Gasol che è in scadenza. Non sappiamo ancora se la squadra di Toronto proverà a rifirmarlo. Lo spagnolo ha dimostrato di poter essere ancora molto importante in difesa, ma gli anni iniziano a pesare (ben 34). Il rinnovo di Lowry firmato a inizio stagione significa che il veterano resterà ancora in Canada per cercare un nuovo assalto al titolo. Intorno a lui tanti giovani già affermati come Siakam, Powell e VanVleet e altri che stanno prendendo man man importanza nello schema di Nurse come Anunoby, Davis e Boucher. Il futuro di Ibaka, come quello di Marc, è anch’esso incerto. 4 anni in meno e qualche stagione in più ancora da disputare, ma forse i Raptors potrebbero sacrificarlo per l’assalto a una stella.

Pare invece scontato il nuovo contratto per Fred VanVleet, anche se il 26enne prodotto di Wichita State attirerà l’interesse di tante squadre, New York Knicks in primis che potrebbero puntare su di lui. Esiste per Ujiri una cifra oltre al quale il rinnovo di VanVleet sarà giudicato eccessivo?

Ecco, forse quello che manca ai canadesi per tornare alle Finals è un primo violino, ma che tra i free agent di quest’anno non compare. Perché Lowry ha dimostrato di essere un’ottima spalla, ma non ha il talento necessario per essere il primo in una squadra da titolo. Ujiri (presidente dei Raptors) e il resto del front office si aspettavano di avere in casa l’uomo giusto: Pascal Siakam. Dopo una scorsa stagione eccezionale alle spalle di Leonard e una regular season che gli è valsa la prima chiamata all’All-Star Game, il camerunense ha dimostrato ai playoffs di non poter (o non ancora) essere il primo violino di una squadra da titolo.

Siakam non ancora pronto per essere la stella principale di una contender

L’ala africana dei Raptors ha chiuso la stagione con 35 minuti, 22.9 punti, 7.3 rimbalzi, 3.5 assist, 0.9 stoppate e 1 rubata a partita conditi da 12 doppie doppie. Il tutto tirando con il 36% da tre, il 45% dal campo e 79% ai liberi. Nei playoffs, non sono tanto le cifre a scendere (a parte i punti e la percentuale da 3), quanto la qualità della prestazione e il suo impatto sul match. Al primo turno contro i Nets (ai quali mancano 8 giocatori tra cui KD, Irving, Dinwiddie, Prince e Jordan) poco da dire, ma non c’è mai stata storia: 4-0 e si va al secondo turno.

Contro i Celtics, invece, le prestazioni sono decisamente calate. Ma la cosa che più fa storcere il naso e che Siakam è mancato nei momenti chiave. Nelle diverse partite della serie contro Boston, a esser decisivi sono stati i vari Lowry, Powell, Anunoby, VanVleet e Ibaka. Mai Siakam. Che non si è mai preso una grande responsabilità o non ha mai fatto una giocata importante nei momenti decisivi. In gara 3 è stato OG Anunoby a mettere la tripla decisiva per vittoria, mentre in gara 6 sono state le giocate dei vari Lowry, VanVleet e Powell a forzare i due overtime e vincere la sfida (con Pascal che si è limitato a 12 punti e 8 rimbalzi in 54 minuti). L’unica gara in cui il suo apporto è stato deciso è stato il quarto match chiuso con 23 punti, 11 rimbalzi (ma anche un indegno 2/13 da oltre l’arco)

Il tiro dalla lunga distanza, in verità, è stato un problema per tutti i playoffs di Siakam. La percentuale è scesa drasticamente dal 36% di stagione regolare al 19% e anche i tentavi sono passati da 2.2 a partita a 0.9. Senza dubbio la grande post-season giocata l’anno scorso è stata agevolata dal giocare affianco a una stella come Kawhi Leonard, ma da un atleta dalle qualità di Pascal ci si aspettava di più.

Mercato Raptors: serve un centro. Rinnovo per Ibaka e Gasol o si punterà al colpaccio?

La certezza da cui sicuramente ripartiranno i Raptors è coach Nick Nurse. Il 53enne dell’Iowa era arrivato in Canada con molti dubbi e scetticismi, ma ha dimostrato sul campo che la gente si sbagliava. Al primo anno secondo a Est in regular season e anello contro i pluricampioni Warriors. Il secondo anno, senza Kawhi, ha chiuso ancora secondo la stagione regolare, premio di coach dell’anno con una netta preferenza e uscito al secondo turno in gara 7 contro Boston in una serie bella ed equilibrata.

Per la prossima i Raptors ripartono con le certezze Lowry, VanVleet (se confermato), Powell e Davis come guardie, tra le ali Siakam, Anunoby e Boucher, mentre un addio in contemporanea di Gasol e Ibaka svuoterebbe quasi del tutto i Raptors del ruolo di centro. Anche se Ibaka rimanesse, comunque il ruolo di 5 rimarrebbe il più debole e scoperto.

Proprio lì arriverà un rinforzo in free agency, ma chissà che non scappi una sorpresa. Ujiri è famoso soprattutto per far crescere i giovani in casa e magari pescandoli tra quelli meno conosciuti. Però, potrebbe imbastire una trade per arrivare un centro All-Star, anche sacrificando qualche giovane o scelte, sarebbe l’ideale.

D’altronde chi si sarebbe mai aspettato la mossa Leonard?

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