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Rockets, crollo totale coi Lakers. Harden: “Per noi stagione durissima”

di Dennis Izzo

Ennesima prova di solidità e coesione da parte dei Los Angeles Lakers, che asfaltano degli Houston Rockets a dir poco passivi e rinunciatari (eccezion fatta per un parziale a inizio secondo quarto che illude i texani). I gialloviola, infatti, chiudono la pratica in appena cinque partite, imponendosi per 119-96 in gara 5 e staccando il pass per le Finali di Conference per la prima volta dal 2010. Per LeBron James, autore di una doppia doppia da 29 punti, 11 rimbalzi, 7 assist e 2 recuperi col 50% al tiro (9/18) e il 37.5% da tre (3/8), si tratterà dell’undicesima apparizione al penultimo atto dei playoffs in diciassette anni di carriera.

Interrogato circa il suo futuro, essendo in scadenza di contratto, coach Mike D’Antoni ha aperto alla possibilità di restare in quel di Houston, senza però sbilanciarsi più di tanto. “Vedremo che cosa succederà. Avevo un contratto di quattro anni ed è ormai giunto al termine. Magari potremmo andare avanti ancora insieme, ma è difficile affermarlo con certezza ora.”, il suo commento in merito. I Rockets tirano con appena il 37% dal campo (33/89) e con un misero 26.5% da dietro l’arco (13/49), non riuscendo mai a dare l’impressione di poter vincere la partita e allungare la serie.

I Lakers, al contrario, dominano in lungo e in largo sin dall’inizio, mandando in doppia cifra ben sei giocatori: tutto il quintetto titolare, con 13 punti e 11 rimbalzi per Anthony Davis, 10 punti con 4/5 dal campo e 2/3 dalla lunga distanza per Kentavious Caldwell-Pope, 14 punti col 67% da dietro l’arco per Danny Green e 16 punti col 100% da tre (4/4) per Markieff Morris), più Kyle Kuzma, che si rende autore di 17 punti col 56% al tiro (5/9) e il 50% dalla lunga distanza (3/6) in uscita dalla panchina. Gli uomini di Vogel tirano con un incredibile 51.4% da tre (19/37) e vincono ancora una volta la battaglia coi Rockets a rimbalzo (50-31), battendo Houston non solo sfruttando i propri punti di forza, ma anche avvalendosi dell’arma che avrebbe dovuto penalizzare i gialloviola, il tiro da tre appunto, e che invece li ha aiutati ad avere la meglio.

“Tra le ragioni per cui ho scelto di venire a Los Angeles rientra sicuramente la volontà di riportare i Lakers in un posto che compete a una squadra storica. Per me è un onore indossare la maglia dei Lakers e giocare un bel basket per far divertire i nostri tifosi. Ogni partita ci insegna tante cose e rappresenta un’opportunità per migliorarci, sia come collettivo che individualmente. Vogliamo continuare su questa strada.”, le parole di LeBron James, pronto a trascinare i suoi Lakers nel duello con una tra Denver Nuggets e i rivali cittadini dei Los Angeles Clippers, attualmente in vantaggio per 3-2 nella serie.

Rockets spazzati via, il sogno dei Lakers continua

Tra le file dei Rockets, James Harden chiude i suoi playoffs con una serata da 30 punti, 6 rimbalzi, 5 assist, un recupero e una stoppata col 60% dal campo (12/20), mentre Russell Westbrook disputa un’altra gara deludente (per lui i peggiori playoffs in carriera, con medie di appena 17.9 punti, 7 rimbalzi e 4.6 assist in 8 apparizioni), non andando oltre quota 10 punti, 4 rimbalzi, 6 assist e 2 palle rubate e rendendosi protagonista di un battibecco col fratello di Rondo nel finale di gara. Si salvano davvero in pochi in casa Rockets, con Jeff Green (13 punti e 2 stoppate in 25′ in uscita dalla panchina) che risulta essere il solo giocatore in doppia cifra oltre Harden e Westbrook.

“Per noi è stata una stagione davvero dura e ovviamente non si è conclusa come avremmo voluto, quindi dobbiamo sistemare le cose. È molto, molto frustrante, soprattutto dopo tutto il lavoro che ho fatto individualmente, ma devo continuare a premere l’acceleratore senza fermarmi mai. Mi sento come se non fossimo troppo lontani dall’obiettivo, ma dobbiamo capire cosa ci manca per raggiungerlo e quali pezzi serviranno attorno a me e Russ per cercare di aiutarci a centrare questo traguardo.”, ha dichiarato James Harden al termine della gara che sancisce la sesta sconfitta nelle ultime sette partite da dentro o fuori disputate dai suoi Rockets.

Il Barba ha poi commentato la questione relativa al suo compagno di squadra Danuel House, espulso dalla bolla prima di gara 5 per aver fatto entrare nella sua stanza per svariate ore una ragazza non autorizzata lo scorso 8 settembre: “Si è trattato di una vicenda che ci ha spiazzato e ci ha sicuramente fatto distrarre più del dovuto, non sarebbe dovuta accadere una cosa del genere.”

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