I Los Angeles Clippers non hanno mai avuto storicamente fortuna con in mano il match point per la qualificazione alle finali di conference, il record di squadra in tali situazioni è un netto 0-7, record “arricchito” dalle due sconfitte consecutive contro i Denver Nuggets in gara 5 e gara 6.
Soprattutto il modo in cui la sconfitta di gara 6 è arrivata, con una rimonta da -19 dei Nuggets ed una squadra bloccata in attacco nel secondo, ha alimentato i dubbi sulla coesione del gruppo di coach Doc Rivers, un roster nuovo e per la prima volta così sotto pressione in stagione.
Tra poche ore in gara 7, i Clippers affronteranno di nuovo la loro fama di squadra perdente, che mai è riuscita ad accedere alla finale di conference neppure all’epoca di “lob city”, di Chris Paul, Blake Griffin e Rivers. La squadra ha gli uomini e tutte le potenzialità per spezzare la maledizione: Kawhi Leonard è un due volte campione NBA, Paul George è già stato a certe altezze ai tempi degli Indiana Pacers, Doc Rivers ha una carriera lunga e di successo soprattutto a Boston.
Doc Rivers sui Clippers: “Gara 7? Bisogna essere all’altezza”
Rivers che resta convinto che la sua squadra potrà uscire da una situazione di cui sono in gran parte i primi responsabili: “Due cose non abbiamo fatto in gara 6. Nel secondo tempo i Nuggets hanno tirato col 60%, e sono andati in lunetta praticamente a ogni azione” e sui tanti liberi concessi a Denver: “Dopo l’infortunio di Murray è quasi normale. Vedi un giocatore a terra, niente fallo, e quindi dalle azioni successive iniziano a piovere tiri liberi. A Denver il merito di aver saputo sfruttare la situazione“.
“George dovrà poi evitare i problemi di falli, come è stato nelle ultime due partite“, prosegue Rivers “E quindi non ha potuto mai marcare gli uomini più pericolosi. Dobbiamo fare in modo che possa restare in campo di più. I problemi di falli delle nostra guardie ci hanno danneggiato per l’intera serie, e non deve più accadere altrimenti siamo costretti a mettere in campo quintetti che in difesa non sono l’ideale“.
“Per vincere una gara 7 non ci sono segreti o discorsi magici. Si tratta di difendere, giocare ed essere all’altezza della sfida. Fare tutto quello che è possibile“.
In gara 6, Pat Beverley ha giocato soli 18 minuti ed è uscito per raggiunto limite di falli ad inizio quarto periodo, e né Landry Shamet né Reggie Jackson si sono dimostrati sostituti efficaci.

