Coach Frank Vogel è riuscito quest’anno in una piccola impresa, quella di vincere il titolo NBA alla prima stagione sulla panchina di una nuova squadra, e lo ha fatto ai Los Angeles Lakers, dove la pressione di dover riportare il Larry O’Brien Trophy a LA dopo 10 anni avrebbe potuto schiacciare chiunque.
Invece, coach Vogel che non allenava una squadra NBA dal 2017 si è imposto per gradi quale uno dei leader della squadra, una leadership che ha cementato nelle difficilissime settimane dopo la morte tragica e scioccante di Kobe Bryant.
Quello che è accaduto dopo quel 26 gennaio 2020, la sospensione della stagione a causa del virus, la ripresa nella bolla di Orlando dopo 4 mesi di stop, ed i 90 giorni passati lontano da casa e famiglia, Frank Vogel li ha affrontati da “padrone del vapore” ai Lakers, e nella squadra di LeBron James.
Un vecchio e celebre spot sulle TV italiane di qualche anno fa vedeva uno dei personaggi recitare lo slogan; “Passione, e la forza della lucidità”. Qualità che descrivono in modo efficace coach Frank Vogel.
“Una delle sfide più grandi a Orlando nella bolla è stato sopportare così a lungo tutta quella tensione, un ambiente dove non c’erano valvole di sfogo, tutto era analizzato a fondo, sopportare tutti quei meeting di squadra o qualsiasi altra attività senza avere la propria famiglia accanto… quello è stato duro. Non tutti sono arrivati lì con la stessa propensione d’animo“.
Un cambio di scenario a 180 gradi che i giocatori e allenatori NBA hanno dovuto subire in modo piuttosto repentino quello della “bolla”, come spiegato da Vogel. “Siamo passati dall’essere confinati in casa 24 ore al giorno ogni giorno, ad essere lontani dalla famiglia per oltre tre mesi. Per la mia famiglia sono stati due estremi difficili da vivere ma allo stesso tempo qualcosa di cui essere fieri, per come è andata“.
La perfetta organizzazione della NBA a Orlando ha aiutato gli ospiti del campus del Walt Disney World Resort ad adattarsi: “Per un’impresa che non aveva assolutamente precedenti, è stato fatto tutto alla perfezione. La cosa migliore della bolla? Ha convinto appieno il 99% delle persone che ci hanno vissuto, a ripensarci ci si sentiva davvero al sicuro là“.
“La vittoria del titolo è stato il omento più sentito, ero felice di esserci arrivato ma soprattutto ero felice per il nostro gruppo, per i ragazzi. Avevamo lavorato così duro per un solo obiettivo, ci sono stati tanti alti e bassi. Felice per il mio e nostro percorso, e per come è andata a finire“.

