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NBA, Adam Silver informa le squadre: “Tempo quasi scaduto per inizio a Natale”

di Michele Gibin
NBA

Il commissioner NBA Adam Silver ha informato durante una calla conference con gli executive delle squadre che il tempo per iniziare la stagione 2020\21 entro il 22 dicembre “sta scadendo” e non potrà essere possibile senza un accordo con il sindacato dei giocatori nei prossimi giorni.

Negoziati con la NBPA diretta da Michele Roberts che sono proseguiti per tutto il weekend ma che non hanno portato frutti. I giocatori continuano a respingere un inizio al 22 dicembre, spingendo per il 18 gennaio come prima data utile per la prima palla a due del campionato.

A nulla sarebbe dunque valsa finora l’eventualità paventata da Silver di altri 500 milioni di dollari (almeno) di perdite economiche per la NBA in caso di partenza a gennaio, dopo il periodo natalizio. La bozza uscita due settimane fa dal board of governors di una stagione da 72 partite che parta a fine dicembre semplicemente non piace ai giocatori, che chiedono un periodo di offseason più lungo dopo la fine a ottobre della stagione precedente (portata a termine a Orlando, Florida).

Come riportato da ESPN, c’è pessimismo sulla possibilità di un accordo a breve tra NBA e NBPA, mentre il 6 novembre scadrà l’ennesima proroga (la quarta) sulla facoltà della lega di recedere unilateralmente dal contratto collettivo di lavoro (CBA). Uno scenario improbabile, ma che se si verificasse significherebbe rottura e lockout, come già nel 1999 e nel 2011.

NBA e NBPA dovranno inoltre trovare una quadra sui dettagli finanziari dell’intesa. Con meno partite da giocare e l’assenza di pubblico pagante almeno per i primi mesi di stagione a causa della pandemia, la lega dovrà trovare un metodo per finanziare per la prossima stagione un salary cap almeno sul livello della stagione 2019\20 (circa 109 milioni di dollari). Una delle soluzioni sarebbe quella di aumentare la quota di trattenute che la NBA applica sugli stipendi dei giocatori, che vanno a finanziare un deposito (Escrow fund) che a fine anno viene redistribuito alle 30 squadre.

Una soluzione per diminuire l’impatto su singola stagione di tale aumento sarebbe quella di spalmare tali trattenute su più anni e ridurne quindi la quota attuale (che per un semplice calcolo matematico potrebbe balzare dall’attuale 10% fino al 30-40%). su base annua.

NBA, per ridurre le perdite economiche si pensa al torneo di play-in

Gli uffici della NBA stanno lavorando a un formato che consentirebbe al campionato di partire a gennaio e rintuzzare comunque le perdite economiche. Allo studio la possibilità per le squadre di aprire a sponsorizzazioni con agenzie di scommesse sportive, casinò e brand di super alcolici, una fetta di mercato dal valore stimato di 80-100 milioni di dollari.

Dopo aver sperimentato a Orlando, la NBA potrebbe riproporre in forma estesa il formato dei play-in per accedere al tabellone principale dei playoffs. L’obiettivo della lega è quello di rendere più “telegeniche” le ultime partite di regular season coinvolgendo più squadre nella lotta playoffs, e aggiungere con il torneo di ammissione più partite di cartello sui palinsesti TV.

Per ognuna delle due conference, sarebbero le squadre dalla testa di serie numero 7 alla numero 10 a giocarsi gli ultimi due posti nella post-season tramite play-in, in un formato analogo a quello sperimentato a Orlando tra Portland Trail Blazers e Memphis Grizzlies.

In tale formato, le numero 7 affronterebbero le numero 8, con la vincitrice che occuperebbe la settima testa d serie nel tabellone principale. Le vincitrici degli scontri 9-10 affronterebbero le perdenti dei due turni 7-8 per sancire la testa di serie numero 8 ai playoffs per ogni conference.

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