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Rockets, James Harden gioca ma non parla, Wall: “Farà ciò che è meglio per lui”

di Michele Gibin
james harden

Houston Rockets, James Harden c’è ma non si sente, e non parla con i giornalisti dopo l’esordio stagionale in pre-season contro i San Antonio Spurs, una vittoria per 112-98 al Toyota Center.

Per Harden una prova da 21 minuti e 12 punti, con 3 rimbalzi e 4 assist e una forma fisica ancora da rifinire, ma con un paio di lampi da MVP. John Wall al suo fianco prosegue il percorso di riavvicinamento dopo la lunga assenza per infortunio e in 25 minuti segna 15 punti (6 su 13 al tiro) con 3 assist e 3 recuperi difensivi.

Per i Rockets è la seconda vittoria in pre-stagione, anche senza Christian Wood e Gerald Green tenuti a riposo e con 15 punti in uscita dalla panchina per Ben McLemore. Dopo la partita, James Harden non ha incontrato i media per evitare domande sulla sua richiesta di trade, che il “Barba” non pare voler ritrattare e che terrà banco per le prossime settimane.

I Rockets non hanno alcuna intenzione di cedere ora la loro superstar, ancora prima di poter verificare il livello della squadra e l’intesa di Harden con i volti nuovi John Wall, DeMarcus Cousins e Christian Wood. Tra le questioni spinose in casa Houston Rockets c’è anche il rinnovo contrattuale di P.J. Tucker, che tarda ad arrivare e con il giocatore che non ha nascosto la sua frustrazione. Tucker ha giocato 21 minuti e segnato 8 punti contro gli Spurs.

Coach Stephen Silas ha visto “un buon Harden, è ovviamente un grandissimo giocatore e può incidere sia palla in mano che lontano dalla palla, e anche in difesa con le sue mani veloci. E’ un passatore intelligente, averlo in campo ci fa bene. Il suo stato di forma? Mi è parso buono, ma non ho ancora potuto valutarlo come si deve“.

John Wall non ha voluto dopo la partita riflettere troppo sulla situazione Harden: “Non ne parliamo perché sono cose che riguardano lui, quello a cui penso è come rendere migliore la nostra squadra mentre tutti siamo ancora qui. Alla fine, James farà ciò che è meglio per lui e così farà anche la squadra“.

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