Indubbiamente l’anno scorso Phoenix è stata la sorpresa, la mina vagante della season 2013-2014, conclusasi con il mancato accesso ai playoffs per un soffio, a causa della forte competitività della Western, sebbene fosse considerata una squadra in pieno rebuilding.
Quest’anno l’effetto sorpresa è svanito e in questa offseason i Suns hanno rinnovato Bledsoe (con cui si hanno avute molti problemi per ri-firmarlo), ma hanno perso un buon tiratore come Channing Frye, fondamentale nell’attacco dello scorso anno, sostituito in quintetto da Markieff Morris che si è dimostrato, comunque, all’altezza della situazione.
I Suns hanno inoltre acquistato dalla free agency, un grande ball-handler come Isaiah Thomas che, con Bledsoe e Dragic, forma il trio più spettacolare ed esplosivo dell’intera lega.
Il tutto contornato da una discreta panchina. Tra i vari bench-man, spesso, coach Hornacek ha trovato il jolly in grado di spaccare la partita.
Ma purtroppo, non sono una macchina perfetta e anche loro hanno un vero e proprio tallone d’Achille: la difesa. Ad un eccellente attacco corrisponde, purtroppo, una poco eccelsa fase difensiva, dovuta in primis alla mancanza di un lungo in grado di farsi sentire nel pitturato.
L’unico componente valido del frontcourt è il sophomore Alex Len che sta dimostrando in parte il proprio valore ma che essendo giovane incorre frequentemente in problemi di falli che gli condizionano le partite.
Altra pecca: l’esperienza. Questo roster, inoltre, è molto giovane e pecca di inesperienza nei momenti decisivi.
In questo periodo, Phoenix sta rendendo un po’ sotto le aspettative a causa di ciò, con un record di dodici vinte e dodici perse, occupa l’ottava piazza. Questa crisi mostrata rischia di portare i Suns fuori dalla lotta PO, complice la grande risalita degli Oklahoma City Thunder, con Kevin Durant e Russell Westbrook di nuovo in campo, Un vero peccato per una squadra in completa ascesa…

