Senza Kevin Durant la vita per i Brooklyn Nets è meno semplice di quanto la squadra stessa potesse pensare, e contro i modesti Detroit Pistons è arrivata la terza sconfitta consecutiva, valida per un record di 14-12.
Una prova definita “mediocre” da Kyrie Irving, capofila del coro dei delusi assieme a coach Steve Nash. I Nets hanno ceduto per 122-111, concedendo il 56% al tiro ai Pistons con i 32 punti di Jerami Grant e la partita offensiva perfetta del rookie Saddiq Bey che segna 15 punti senza mai sbagliare (6 su 6 con 3 triple a bersaglio). Senza Durant e con James Harden ormai calato nel ruolo della point guard “deferente”, Kyrie Irving si prende tutte le responsabilità offensive, segna 27 punti con 28 tiri (12 su 28) e 2 su 9 da tre, ma la partita inizia già in salita per i Nets con Detroit che chiude il primo quarto a quota 38 punti ed è sempre avanti nel punteggio.
Brooklyn tocca il -2 (79-77) a metà terzo quarto ma non si riavvicinerà mai di più, i Pistons arrivano anche a +14 a fine quarto periodo per ciudere la contesa.
Le sconfitte di fila sono 3 e Kyrie Irving è inquieto a fine gara: “Non penso proprio che il nostro obiettivo, quello per cui lavoriamo e facciamo sacrifici tutti i giorni, sia quello di essere mediocri. Ma ora mediocri lo siamo, e invece abbiamo abbastanza talento, anche a occhio, per dominare“.
Come riportato da ESPN, i Nets in questa stagione sono 7-11 contro squadre con un record perdente, prima dei Pistons erano arrivate scnfitte contro i Raptors (nella partita del fattaccio e dello stop a Kevin Durant) e contro gli Washington Wizards in un finale rocabolesco.
Brooklyn Nets, DeAndre Jordan: “Devo fare meglio in difesa”
James Harden ha chiuso con 24 punti, 12 assist e 7 palle perse, con 5 stoppate e 14 tiri. Dalla panchina Nash pesca Bruce Brown, Timothe Luwawu-Cabarrot e Landry Shamet che fanno però molto poco, soprattutto in confronto a quella di Detroit con Josh Jackson e Bey. Nel primo quarto le telecamere pescano una discussione tra DeAndre Jordan e James Harden, che parlano di difesa con l’ex star dei Rockets che cerca di spiegare le sue ragioni al lungo. La tenuta difensiva della squadra è sempre il tema principale quando si parla di Brooklyn, e Jordan si sente particolarmente investito di tale responsabilita.
“Dobbiamo migliorare tutti, io devo fare meglio. Da questa parte del campo mi sento più chiamato in causa perché è una fase del gioco che amo e perché sono qui soprattutto per questo, per cui per buona parte è mia responsabilità“.
Irving non è contento dello stato attuale delle cose, ma resta fiducioso e osa: “Diciamo che dobbiamo ancora girare quell’angolo, e quando lo faremo se ne accorgeranno tutti. Oggi chi gioca contro di noi non fa fatica a sentirsi a proprio agio mentre noi dobbiamo sempre rincorrere, e non è un bene“.

