Il grado di competitività ed agonismo che può offrire una gara di stagione regolare pare spesso sottostimato. Per quanto ogni squadra sia attenta a muoversi nella giusta direzione bilanciando energie fisiche e mentali, è costante la ricerca di mettere alla prova le proprie doti al cospetto di avversari di assoluto livello. Tanto individualmente, quanto come organico. I Philadelphia 76ers e gli Utah Jazz sono attualmente le migliori squadre delle rispettive Conference. Un primo riconoscimento per i due allenatori, seppur esiguo e non così rilevante da esporre nei propri curriculum, è la selezione come head-coach all’All-Star Game di Atlanta. In programma questa domenica. Due squadre estremamente abili a mantenere ampie le spaziature, ma talmente ben orchestrate da riconoscere gli sviluppi del gioco e apportare una forte presenza nel pitturato. In aggiunta a questa prima cornice, si presenta una prospettiva più ingrandita verso i singoli protagonisti. Tra questi, un posto in prima fila è riservato a Joel Embiid.
Il centro dei Philadephia 76ers sta disputando la stagione di maggiore livello della sua carriera. Trasportato da una eccellente condizione fisica, con 30 partite disputate sulle 36 totali, ha finalmente inserito con egregi meriti il suo nome nella conversazione contornante il premio di MVP. In questa stagione, Joel Embiid ha innalzato la sua media punti da 23.2 a 30.2, unico giocatore assieme a Bradley Beal a soverchiare questa quota. Di conseguenza, ogni statistica ha visto una positiva evoluzione. L’integrità che il suo corpo possiede lo rende più solido nel pitturato, più resistente nella capacità di assorbire un contatto e mobile nella fase difensiva. Finora, Joel Embiid è per distacco il giocatore che ottiene il maggior numero di tiri liberi a partita (11.6). Nella vittoria contro gli Utah Jazz, ha centrato la nona gara da almeno 40 punti e 15 rimbalzi.
Joel Embiid dominante: “Rudy Gobert il mio bersaglio”
Per giocatori di questo livello, assume una certa tipicità la creazione di una condizione mentale per cui sia ulteriormente necessario trovare stimoli aggiuntivi per innalzare il proprio livello di gioco. In questa occasione, il mirino di Joel Embiid si posizionava ben centrato su Rudy Gobert. Come riportato da Tim Bontemps di ESPN, il centro dei Philadelphia 76ers ha raccontato di non aver accettato lo snob dal terzo quintetto All-NBA nella passata stagione. In quanto fu proprio il giocatore francese a prevalere nella nomina. “Giocare contro di lui è qualcosa che tende ad elevare il mio gioco. Affrontare questo tipo di avversari è sempre stimolante, perché uno dei miei primi obiettivi è vincere il premio di Difensore dell’anno. Lui è uno dei migliori, perché fa tante cose positive che non finiscono nei tabellini. Ma io voglio dominare. Su entrambi i lati del campo, sin dall’inizio della stagione.”
Perciò, Joel Embiid ha fatto leva su un fatto passato per trarre delle motivazioni che lo portassero a siglare una delle più totali prestazioni stagionali, considerando la qualità delle giocate e la caratura dell’avversario. Nella sua prestazione, da 40 punti, 19 rimbalzi e 3 assist, meritano menzione le due giocate che hanno cambiato il corso della gara, tenendo in vita i Philadelphia 76ers. Prima la stoppata su Donovan Mitchell, a 40 secondi dal termine con gli Utah Jazz avanti per 113-116. Ed in seguito la tripla decisiva che pareggia la gara e rimanda l’esito finale al tempo supplementare. Una realizzazione tipica da shooting guard, ma pienamente nelle corde di Joel Embiid.
Prossima fermata: All-Star Game
Infine, ha sottolineato come il raggiungimento di successi di squadra sia la chiave per ottenere dei premi individuali. Tra questi, prevale il desiderio di ottenere il DPOY ancor prima che quello di MVP. “La prima cosa è vincere, poi entri nelle conversazioni importanti. Il passato è passato, ma non permetterò che accada più un simile errore. Ho sfruttato tutto quanto per cambiare la mia mentalità per questa stagione.” L’ottima stagione dei Philadelphia 76ers non passa solamente dalle sue dirompenti cifre, ma da un sistema coeso e coinvolto nel processo. La squadra ha chiuso la prima parte di stagione alla guida della Eastern Conference, ed ha resistito a diversi incidenti di percorso. Nella pausa, Joel Embiid è prossimo a partecipare, come starter, al suo quarto All-Star Game in carriera.

