Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsStephen Curry:” Non ho più niente da dimostrare, adesso mi diverto”

Stephen Curry:” Non ho più niente da dimostrare, adesso mi diverto”

di Gabriele Bozzetti

Si è parlato tanto di questo All-Star Game 2021, dei suoi pro e soprattutto dei suoi contro, il fatto che non fosse necessario.

Dall’assenza di pubblico, alla necessità di dare risalto ad altri temi più importanti, dal covid-19 alle indisponibilità di giocatori, fino alle jersey indossate e disegnate da Jordan e Nike per l’All-Star Game di Indianapolis e non di Atlanta. Eppure, a prescindere dalle critiche la notte delle stelle si è giocata e ha fatto sicuramente divertire noi spettatori e le star in campo “abbracciando” il momento spensierato e divertente che rappresenta l’all Star Game.

Uno dei protagonisti della notte è stato sicuramente Stephen Curry, essendo uno dei giocatori più divertenti da veder giocare.

“Quello che mi spinge è divertirmi.” ha affermato la star degli Warriors. “Mi piace davvero giocare a basket, sappiamo tutti che le nostre carriere hanno una finestra limitata. Non sai mai quando gli dei del basket ti diranno di appendere le scarpe al chiodo. Quindi finché mi sento sano e forte, continuerò ad andare avanti. La gioia viene fuori naturalmente.”

È proprio ciò che ha fatto vedere in campo, tra alley-oop con Chris Paul, triple da lunga distanza creando una sorta di gara con Dame Lillard.

“È stato un momento piuttosto interessante per mettere in mostra tutto l’atletismo e la forza che abbiamo ancora nelle nostre vecchie gambe”, ha detto Curry, che domenica compirà 33 anni.

Stephen Curry:” Non ho più niente da dimostrare”

Ho molto da realizzare; Non ho niente da dimostrare. C’è una piccola differenza sottile.”

Così ha commentato a fine gara il numero 30. In effetti è vero, tutti sanno chi è Stephen Curry, “il ragazzino” che ha cambiato il gioco NBA.

Con i suoi Warriors, di cui è stato il primo fondamentale tassello della dinastia, ha vinto tutto. 3 titoli NBA, 2 mvp in back-to-back, record NBA 73-9, solo per citare i più prestigiosi ma ce ne sarebbero molti altri. L’unico premio che li manca in bacheca è l’MVP delle Finals, ma onestamente è impossibile pensare ai Warriors campioni NBA senza la loro stella più brillante.

La gara da 3 e la dedica a Klay Thompson

Curry ha vinto la gara 3 punti con il suo ultimo tiro, 28 punti contro i 27 di Mike Conley, facendo impazzire i social a colpi di post e tweet. Anthony Davis dei Lakers ha twittato che era “un cheat code, fratello“. L’ex veterano degli Warriors Andre Iguodala – il più grande fan di Curry – ha sottolineato che i tiri non toccavano nemmeno la rete e ha detto “non siete degni di assistere al mio ragazzo“, e poi ha consigliato a Curry di non fare più la gara e di “farsi dare una quota di presenza solo per menzionare il suo nome.” L’allenatore degli Warriors Steve Kerr ha semplicemente twittato: “BOOM!” quando il suo giocatore ha vinto.

Curry, naturalmente, ha dedicato il suo trofeo da 3 punti al suo compagno di merende Klay Thompson, che ha vinto il trofeo nel 2016 e che è out da due stagione a causa dell’infortunio al ginocchio e tendine d’Achille.

“Ogni volta che stai girando in questo ambiente, non puoi fare a meno di pensare a quanto Klay si sarebbe divertito là fuori”, ha detto Curry. “Sai che sta cercando di rimettersi in salute e sarà qui il prossimo anno. … (Il trofeo, ndr) è al suo posto giusto in questo momento. “

Ciò che Curry ha fatto e sta facendo su un parquet NBA non ha pari, e il modo rilassato e semplice con cui lo fa è unico. Il divertimento che emana lo rende il campione amato e rispettato che è diventato.  

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