Home NBA, National Basketball AssociationLeBron JamesLeBron James su Twitter: “tu sei il prossimo”, all’agente che ha ucciso Ma’Khia Bryant

LeBron James su Twitter: “tu sei il prossimo”, all’agente che ha ucciso Ma’Khia Bryant

di Michele Gibin
LeBron James

LeBron James va su Twitter e scrive: “You’re next“, sei il prossimo, poi ci aggiunge l’emoji della clessidra e ci aggiunge l’hashtag #accountability, usato per riferirsi via social nelle ultime ore alla sentenza che ha condannato l’agente di polizia Derek Chauvin per l’omicidio lo scorso 25 maggio a Minneapolis di George Floyd.

Poi LeBron aggiunge al suo Tweet uno screenshot, una foto di Nicholas Reardon, agente di polizia della Contea di Columbus, Ohio, accusato di aver ucciso la 16enne Ma’Khia Bryant durante un’operazione lo scorso 20 aprile.

Poi si pente, e cancella il tweet. Troppo tardi però per impedire agli screenshot del suo messaggio di fare il consueto giro del web e l’altrettanto atteso “rumore” sui social, attacchi compresi. Un chiaro errore di comunicazione e toni, quasi una scorrettezza in un caso, quello della morte di Ma’Khia Bryant, ancora in piena fase di verifica. Errore di cui LeBron James si è poi preso la responsabilità, spiegando le sue ragioni e scusandosi, sempre via social.

LeBron James: “La rabbia non serve. Giustizia per Ma’Khia Bryant”

La RABBIA non serve a nulla e a nessuno, me compreso. Raccogliere tutte le informazioni e i fatti è invece utile, la mia rabbia è ancora viva per quello che è successo a quella povera ragazza, le mie condoglianze e solidarietà alla sua famiglia e possa la giustizia prevalere“.

Sono davvero troppo stanco di vedere neri uccisi dalla polizia, ho rimosso quel tweet perché veniva usato per diffondere ulteriore odio. Qui non è il punto di un singolo poliziotto, ma di un intero sistema che usa le nostre stesse parole per alimentare il razzismo. Io chiedo disperatamente che via sia l’obbligo di rispondere delle proprie azioni, accountability“.

I fatti sulla morte di Ma’Khia Bryant

Ma’Khia Bryant, 16 anni, è morta lo scorso 20 aprile all’ospedale di Columbus, Ohio, dopo essere stata ferita a morte dai colpi di pistola alla schiena sparati dall’agente Nicholas Reardon. La polizia aveva risposto a una chiamata d’emergenza per aggressione, Bryant avrebbe tentato di accoltellare due persone e al suo arrivo gli agenti avrebbero trovato 4 persone coinvolte in una lite. Dai video ripresi dalla body cam degli agenti si vedrebbe Ma’Khia Bryant avvicinarsi armata di coltello a un’altra ragazza, a terra, e quindi verso una terza ragazza costretta contro una delle auto parcheggiate. dai video si sentono gli agenti intimare alla ragazza di fermarsi, prima che uno di questi, Reardon, aprisse il fuoco almeno 4 volte, ferendola a morte.

Dopo la sparatoria gli agenti hanno fornito assistenza medica a Ma’Khia Bryant, che è però morta dopo il trasporto il ospedale. Per il dipartimento di polizia di Columbus, Ohio, si è trattato di un “giorno tragico” e di una situazione in cui l’uso della forza letale da parte degli agenti andrà verificato in sede di indagine.

You may also like

Lascia un commento