Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors, Curry è fiducioso: “Questa squadra come quella del 2014”

Warriors, Curry è fiducioso: “Questa squadra come quella del 2014”

di Michele Gibin
stephen curry

I Golden State Warriors battono al Chase Center di San Francisco gli Utah Jazz grazie a 36 punti e una tripla decisiva di Stephen Curry, e confermano il loro ottavo posto a Ovest a mezza partita di vantaggio dai Memphis Grizzlies.

Vittoria importante per gli Warriors, i Jazz sono ancora privi di Mike Conley e di Donovan Mitchell e Jordan Clarkson segna 41 punti, ma non basta. Stephen Curry non tira bene da tre punti (3 su 13) ma segna la tripla del sorpasso Golden State sul 117-116 a 13.4 secondi dal termine, dopo un prezioso rimbalzo d’attacco controllato da Kevon Looney.

36 punti che servono anche a distanziare ancor di più Bradley Beal nella sfida per la classifica marcatori NBA 2021: Curry sta viaggiando finora a 31.9 punti di media il suo massimo in carriera.

Consuete rotazioni ridotte per Steve Kerr, che senza Eric Paschall (vicino al rientro), Kelly Oubre Jr e James Wiseman è costretto a fare di necessità virtù. E contro i Jazz pesca 20 punti in 19 minuti di Jordan Poole dalla panchina, oltre che 19 punti in 34 minuti di Kent Bazemore.

Se la stagione finisse oggi, gli Warriors se la dovrebbero vedere ai play-in contro i Los Angeles Lakers in una sfida 7-8 a Ovest, ma con 4 partite ancora da giocare e una classifica cortissima, nulla è ancora deciso. Quale che sarà la posizione di Golden State a fine stagione, Stephen Curry è consapevole che gli Warriors entreranno nella post-season da netti sfavoriti, una posizione che il 2 volte MVP ha già occupato, prima dei titoli e delle 5 finali NBA consecutive.

Dovremmo recuperare le vibrazioni delle stagioni 2013 e 2014, quando eravamo arrivati sulla scena come una squadra nuova, esordiente. Sappiamo come ci si sente quando nessuno ti dà molto credito in una serie di playoffs, e in fondo non è passato così tanto tempo da allora per non ricordarcelo“.

A essere cambiata è naturalmente la squadra. Curry, Draymond Green e Bazemore sono gli unici “superstiti” di quell’epoca, assieme all’infortunato Klay Thompson. La squadra era allenata da Mark Jackson cui poi subentrò Steve Kerr.

Ora come ora stiamo giocando in 8, per cui ognuno di noi conosce il suo ruolo e capisce di avere un’opportunità. Mi piace come vanno le cose ora, sappiamo che si tratta solo di scendere in campo, giocare e godersi l’opportunità che abbiamo. Siamo in grado di adattarci, come una buona squadra di basket sa fare“.

 
 
 
 
 
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