Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsPau Gasol alla sua quinta Olimpiade: “Privilegio essere qui, Kobe la mia motivazione”

Pau Gasol alla sua quinta Olimpiade: “Privilegio essere qui, Kobe la mia motivazione”

di Filippo Beltrami

La Spagna di Sergio Scariolo ha cominciato nel migliore dei modi questa Olimpiade grazie alla vittoria per 88-77 sul Giappone. “La prima partita serve generalmente per trovare il ritmo e cominciare a capirsi tra compagni. Oggi abbiamo avuto molte rotazioni, che probabilmente saranno meno nelle prossime partite,” ha detto Pau Gasol. “Siamo felici di questo risultato e penso che abbiamo avuto dei momenti in cui abbiamo giocato davvero bene. Abbiamo vinto una gara importante ma senza dubbio abbiamo ancora margini di miglioramento.”

MVP della partita è stato Ricky Rubio autore di 20 punti e 9 assist. Ma l’attenzione dei media si è soprattutto concentrata su Pau Gasol.

Grazie alla partita disputata questa notte, il 41enne di Barcellona ha partecipato alla sua quinta Olimpiade. La sua prima apparizione ai giochi è stata quella di Atene 2004, per poi partecipare anche a quelli dei Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016. “È un onore per me far parte di questa squadra e giocare per il nostro paese, specialmente nelle Olimpiadi. Essere qui è un grande privilegio e una grande ricompensa per tutto il lavoro fatto. Mi sto godendo ogni secondo.”

Contro i nipponici il giocatore del Barcellona ha fatto registrare 9 punti e 4 rimbalzi, tirando 4 su 5 dal campo. Ma prima della loro partita, ieri, si è giocata quella tra Slovenia e Argentina, nella quale Luka Doncic ha segnato 48 punti. L’abbiamo visto. Questo ragazzo è un talento straordinario. Ma nella prossima partita giocheremo contro l’Argentina e a noi adesso interessa solamente la prossima partita.”

Il due volte campione NBA ha parlato anche di Juancho Hernangomez e di come i Minnesota Timberwolves abbiano deciso di non farlo giocare con La Roja. “È una brutta perdita sia per lui che per la squadra. Credo che sia un po’ ingiusto come si siano svolti gli eventi.”

Alla fine ha spiegato anche la motivazione per cui, nonostante abbia 41 anni, giochi ancora a questi livelli. “Kobe. Ce l’ho sempre in mente e mi dico ‘Kobe avrebbe trovato le motivazioni per farlo’. Kobe non avrebbe trovato delle scuse per saltare qualcosa o non prendere seriamente gli allenamenti. Lui sarebbe stato molto disciplinato, avendo fiducia e pensando al 100% a lavorare. Ha davvero una grande presenza in me. Sarà per sempre un motivo di ispirazione e motivazione nella mia vita. Si è davvero spinto sempre al limite. Non gli importava se fosse infortunato o se provasse dolore o sconforto. Era sempre inflessibile è molto disciplinato per quanto riguardavo il suo recupero e la sua riabilitazione. Durante la mia riabilitazione lui c’era sempre.”

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