Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsKnicks, Obi Toppin convince in Summer League: pronto a ruolo più importante?

Knicks, Obi Toppin convince in Summer League: pronto a ruolo più importante?

di Gabriele Melina
Obi Toppin

I New York Knicks hanno concluso quest’oggi la loro Summer League con una vittoria contro gli Atlanta Hawks, ed uno dei giovani che più ha convinto all’interno di questo torneo estivo è stato Obi Toppin, selezionato al draft NBA del 2020 con la scelta numero otto.

Il prodotto di Dayton ha vissuto un primo anno nella lega abbastanza complesso: nonostante le aspettative iniziali fossero alte, Toppin non ha mai trovato minuti nella rotazione di coach Tom Thibodeau ed è rimasto nell’ombra per gran parte della stagione. Uno dei motivi principali circa il suo scarso minutaggio è legato alla fase difensiva, aspetto del gioco in cui il ventitreenne ha faticato e non di poco.

E’ risaputo che Thibodeau sia un allenatore dalla mentalità difensiva, ed il fatto che Toppin trovi le proprie maggiori difficoltà proprio in quella metà capo gli ha recluso, in modo inevitabile, minuti significativi di stagione regolare. Ciò nonostante la giovane ala newyorchese non ha di certo perso fiducia in se stesso, ma anzi ha intravisto nella Summer League l’occasione per mettere in mostra tutto il suo potenziale.

I Knicks vincono e terminano la Summer League, molto bene Toppin: “Grande esperienza”

La Summer League è da sempre quel palcoscenico dove giocatori già sotto contratto, ma con la necessità di redimersi, o giocatori ancora senza contratto, ma con il forte desiderio di firmarne uno, si riuniscono per far colpo sulle rispettive squadre. Obi Toppin rientra ovviamente nel primo caso, anche se la sete di redenzione è ancora poca vista la sua giovane età e la minima esperienza ai massimi livelli.

In sei gare disputate, Toppin ha viaggiato a 21.0 punti ed 8.3 rimbalzi, accompagnati dal 44.5% dal campo ed il 34.3% dalla lunga distanza. L’aspetto più attraente ed accattivante del suo gioco riguarda esattamente una versatilità rara che consente a Toppin di far canestro spalle a canestro, concludendo al ferro, dalla media distanza o ancora dai tre punti.

Come spesso accade, però, questa versatilità deve essere supportata da delle buone percentuali per essere definita tale. In stagione regolare il ventitreenne ha avuto davvero poche occasioni per mettersi in mostra, difatti egli ha giocato una media di 11.0 minuti a gara e tentato solo 3.4 tiri dal campo ed 1.4 da oltre l’arco dei tre punti.

La Summer League ha quindi svolto l’operazione chirurgica di rimettere in moto il motore di Toppin, il quale, seppur in un palcoscenico minore, ha comunque giocato ben 35.1 minuti a serata. Non c’è da stupirsi che la sua fiducia nel gioco e la sua contentezza siano aumentate, per di più il suo compagno di squadra Julius Randle lo ha anche telefonato per incoraggiarlo di persona.

“Ottimo lavoro, devi solo continuare a giocare come sai fare. Si vede chiaramente che ti stai divertendo in quel che fai, continua ad apprezzarlo”, queste le parole di Randle rivolte a Toppin, semplici ma dirette ed efficaci.

“E’ una grande sensazione quella che sto provando in questi giorni”, ha poi aggiunto Toppin. “Mi sto semplicemente divertendo nel giocare a pallacanestro, scendere in campo e guidare in veste di leader i ragazzi verso la vittoria”.

Come Obi Toppin può fare la differenza nella Grande Mela

Oltre ad aver vinto il premio di giocare più migliorato dell’anno, Randle è il detentore di un dato piuttosto unico ed impressionante: non solo l’ex New Orleans Pelicans ha giocato 71 gare su 72, ma in queste ha viaggiato a ben 37.4 minuti, maggior minutaggio di tutta la lega.

Certo, Randle ha vissuto una stagione piuttosto positiva sotto diversi punti di vista, e sarebbe stato insensato sottrargli dei minuti in questo contesto storico, tuttavia l’aver raggiunto un dato così elevato sottolinea come i Knicks abbiano sofferto molto nel reparto ali grandi. La risposta a tale problema c’è già, e New York non la deve cercare da nessun altra parte se non tra le file della propria rotazione.

Obi Toppin dovrà fare il cambio di Randle, dovrà consentirgli sacri minuti di riposo così che non arrivi senza fiato ai playoffs, ad esempio. Per fare ciò, Toppin è più che consapevole di doversi focalizzare in primis sulla metà campo difensiva, vista appunto la presenza di coach Thibodeau. “Sento di conoscere quale è il mio ruolo”, ha riportato Toppin.

“Ho cercato di concentrarmi sui rimbalzi e sulla difesa. Credo sia la parte più importante quando giochi per coach Thibodeau, o anzi quando giochi in generale. Il resto verrà da sé. Devo giocare d’intensità in difesa, una stoppata o una palla rubata che diano energia alla mia squadra”.

Per i Knicks la stagione 2021/22 potrebbe essere la più decisiva dell’ultimo decennio: a seguito dell’exploit dello scorso anno, i newyorchesi dovranno confermare che i loro risultati positivi siano veramente reali e non frutto delle circostanze insolite e tutt’altro che ordinarie. Il loro recente mercato può essere discutibile sotto diversi aspetti: la presa di Kemba Walker (a quelle cifre) e la permanenza per altri tre anni di Rose sono due buone mosse, tuttavia il contratto di Evan Fournier sembra leggermente eccessivo come lo sono le estensioni di Nerlens Noel ed Alec Burks.

Al di là di tali mosse salariali, e al di là dei futuri record dei Knicks, nel reparto ali Toppin troverà poca concorrenza escluso Randle, quindi l’opportunità di entrare definitivamente nella rotazione sarà lì presente.

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