Dopo anni di tentativi finalmente Carmelo Anthony sarà un giocatore dei Los Angeles Lakers (avendo firmato un contratto annuale al minimo) e finalmente giocherà insieme all’amico di sempre LeBron James. Melo, però, arriva in una squadra piena di stelle e che contende al titolo e il suo ruolo sarà probabilmente ridimensionato rispetto a quanto è stato abituato lui nel corso della sua carriera. Anche se nell’ultimo anno a Portland ha imparato a saper incidere anche uscendo dalla panchina.
Carmelo Anthony e la metamorfosi da stella a riserva di lusso: il suo nuovo ruolo ai Lakers
L’ex stella dei Knicks ha rivelato in una recente intervista a Lakers Nation che gli ultimi anni ai Blazers gli sono serviti proprio per imparare a saper essere importante per la sua squadra anche non partendo in quintetto.
“Io sarò sicuramente un aiuto dalla panchina per i Lakers, ormai ho imparato a giocare anche così. L’anno scorso è stata la prima stagione in cui sono stato ridimensionato a un ruolo di panchinaro. Perché nella prima a Portland mi hanno schierato come titolare, ma in quella successiva il coaching staff mi ha detto che era meglio per la squadra se non avessi giocato da titolare. Io ho accettato quella decisione, non l’avevo mai fatto prima. O meglio lo avevo fatto solo con il Team USA e per poche partite a Houston. Ma in quel momento alla squadra serviva che io guidassi la second unit e questo mi ha dato la motivazione per fare questo nuovo ruolo”
“Ovviamente non è stata una decisione facile da accettare. Quando per 16/17 anni tu sei la stella delle tue squadre e all’improvviso qualcuno ti dice di diventare un panchinaro non è facile da accettare. Ho dovuto sopprimere il mio ego, ingoiare quell’orgoglio che mi avrebbe fatto dire di no. Però senza però farli sparire perché sono quell’ego e quell’orgoglio che mi caricano e tengono motivato per continuare. Alla fine ce l’ho fatto ed è andata bene a Portland. Era la prima volta che lo facevo e mi è piaciuto il nuovo ruolo. Giocando così sono ancora in grado di dire la mia, essere decisivo, fare le mie giocate e divertirmi mentre gioco lo sporto più bello al mondo”
Melo, come da lui stesso ammesso nei giorni scorsi, deve molto ai Blazers che riuscendo a ridimensionare il suo ruolo (e il suo ego) gli hanno permesso di allungare la sua carriera NBA. Dopo i fallimenti di OKC e Houston, Anthony è stato anche vicino al ritiro. Ma l’opportunità datagli da Portland ha sancito la sua rinascita e ha chiarito che Melo può ancora dare tanto a questa lega.
Melo e LeBron finalmente nella stessa squadra per coronare il sogno di vincere l’anello insieme
Come detto prima sono anni che Anthony viene accostato in tutte le finestre di mercato come una possibile aggiunta dei Lakers e finalmente i rumors si sono tramutati in realtà. Melo arriva da comprimario di eccellenza in una squadra che vanta un terzetto composto da: LeBron James, Anthony Davis e Russell Westbrook. Anthony parla proprio di come la presenza di LeBron è stata importante per il suo arrivo.
“Penso che il tempismo sia tutto. Per anni con LeBron abbiamo riso e parlato della possibilità di giocare insieme, di come sarebbe condividere il parquet da compagni. Abbiamo vissuto un po’ quest’esperienza in Nazionale, ma lì è completamente diverso da giocare in NBA insieme”
“Dopo tutti questi anni ho pensato, e ha pensato lui, che questo era il momento giusto per giocare nella stessa squadra. E per me non poteva esserci momento migliore di questo”
La nuovo avventura del nativo di Brooklyn a Los Angeles è alla porte e per lui vuol dire una nuova possibilità di vincere il suo primo anello. Il quale sarebbe il giusto premio di una eccezionale carriera.

