Joel Embiid, Tobias Harris e Matisse Thybulle erano pronti a volare a Los Angeles per convincere Ben Simmons a presentarsi al training camp dei Philadelphia 76ers, ma il giocatore australiano avrebbe detto loro “di stare a casa“.
E’ questo l’ultimo sviluppo della vicenda Ben Simmons-76ers, con il 3 volte All-Star ormai in rotta completa con la squadra, e che attende solo una trade e di conoscere la sua prossima destinazione NBA. A nulla sarebbe dunque servito un tentativo di mediazione, se non di persuasione, da parte dei suoi compagni di squadra.
Secondo Shams Charania di The Athletic, Simmons avrebbe di fatto smesso di considerarsi un giocatore dei Philadelphia 76ers. Più facile a dirsi che a farsi: Ben Simmons è ancora sotto contratto al massimo salariale per 4 anni e 147 milioni di dollari totali con i Sixers, che potrebbero sospenderlo e multarlo per tutte le partite e allenamenti saltati, con trattenute di stipendio.
Il training camp dei Sixers si aprirà tra 28 e 29 settembre, sarà difficile per i vertici della squadra, tra allenatori e executive come coach Doc Rivers o Daryl Morey, e giocatori come Joel Embiid, evitare l’imbarazzo di una situazione in totale stallo.
Simmons è sul mercato dalla fine della scorsa stagione, finale disastroso peraltro sia per i 76ers che per lo stesso giocatore, apparso scarico, in confusione mentale ed esitante in campo e ai tiri liberi. Nessuna offerta seria è mai arrivata a Philadelphia, in questo momento Ben Simmons è un giocatore svalutato e chi fosse interessato a prelevarlo via trade, sa che potrà giocare al ribasso con Morey sfruttando l’attuale empasse.

