“Occhio a Minnesota”. È una di quelle frasi che si sono sentite più e più volte negli ultimi anni, ma che però non si è mai vista concretizzare. Eppure, nonostante siamo solo all’inizio, quest’anno sembra poter essere finalmente quello in cui dalle chiacchiere si passa ai fatti. Questo perché, nonostante alcune vicende extra campo, i Minnesota Timberwolves hanno sconfitto i Miami Heat vincendo così la loro quinta partita consecutiva, cosa che non accadeva da 4 anni, e insidiandosi in zona play-in grazie all’ottava posizione nella Western Conference. “È stata una grande serata. I nostri ragazzi erano pronti a giocare per tutte le ovvie ragioni, giocavamo contro una buona squadra, c’era tanta gente e qualcuno aveva qualche motivazione personale in più,” ha detto coach Chris Finch a fine gara.
Non solo Anthony Edwards. I Twolves vincono grazie anche al supporting cast
La vittoria sugli Heat è arrivata grazie ad un insieme di prestazioni. Ci sono stati i 29 punti dalla panchina di Malik Beasley, i 20 di D’Angelo Russell, ma il protagonista principale è stato Anthony Edwards, dall’alto dei suoi 33 punti, 14 rimbalzi, 6 assist e 3 palle rubate. “Ha preso in mano la partita. Semplice,” ha detto l’ex giocatore dei Nets sulla prestazione di Edwards. “Difendeva, correva, lottava, prendeva rimbalzi. Penso che lo stiamo vedendo crescere proprio davanti a noi, in tutto e per tutto.”
“Stavo solo cercando di stare il più vicino possibile (al ferro, ndr) fino al ritorno del ragazzone,” ha detto la prima scelta del draft del 2020 riferendosi al fatto di cercare di prendere più rimbalzi possibile finché Karl-Anthony Towns non sarebbe tornato in campo (dato che fin da subito ha avuto problemi di falli che quindi hanno limitato il suo minutaggio). All’inizio del quarto periodo, Anthony Edwards avrebbe tirato fuori quella che poteva già essere considerata la schiacciata dell’anno, se non fosse che gli arbitri gli hanno fischiato fallo in attacco. “Le zebre, amico (riferendosi agli arbitri, ndr). Io non lo so. Se io avessi arbitrato la partita e uno schiaccia su qualcuno in quella maniera, io non chiamo sfondamento. E tu sei a casa? Io non chiamo sfondamento.”

