Un gioco fluido, lineare, senza sbavature. Si trovano già a meraviglia questi nuovi Miami Heat, e ce lo hanno dimostrato in queste prime partite di regular season. Anche nelle difficoltà, la squadra trova sempre un modo per reagire e quando decide di premere sull’acceleratore, non sembra davvero essercene per nessuno. Mercoledì, nella vittoriosa trasferta di Detroit, pur essendo stata sotto anche di 14 lunghezze, Miami ha trovato una forza di squadra semplicemente sbalorditiva, riuscendo a rimontare e a portare a casa la partita contro i talentuosi giovani dei Pistons. Rispetto alla passata stagione, il collettivo ha trovato davvero un grande spazio nel gioco degli Heat. Lo ha notato subito Erik Spoelstra, affermando più volte che la squadra quest’anno è più unita che mai e può davvero ambire a grandi obiettivi. Non sono i favoriti, ma sicuramente un team davvero fastidioso per chiunque. Il dato sbalorditivo arriva però dalla difesa; in 19 partite complessive, gli Heat sono riusciti per ben 8 volte a concedere meno di 100 punti agli avversari, cosa non banale in una lega in cui le giocate offensive e spettacolari sono all’ordine del giorno.
D’altronde, una squadra che aveva già a roster giocatori come Bam Adebayo, Jimmy Butler e Victor Oladipo (che ancora dobbiamo vedere in campo in questa stagione, speriamo il prima possibile) e aggiunge altri due esperti del settore come Kyle Lowry e soprattutto PJ Tucker (che nei recenti playoffs, con le sue memorabili giocate difensive, è stato un fattore decisivo per la vittoria dell’anello dei Bucks) deve per forza essere una delle prime della classe sotto questo punto di vista.
Ancora una volta però non possiamo non notare il grande lavoro compiuto durante la recente off-season da una società che si conferma essere una delle migliori della lega, con un Pat Riley che, anche a 76 anni, non perde mai la sua incredibile lucidità. Mosse sempre molto mirate e mai fatte a caso. E tutti i giocatori acquisiti sembrano già trovarsi a memoria nelle gerarchie di squadra e con il gioco di un coach meticoloso e coinvolgente come Spoelstra, che fa della forza e delle salute del gruppo uno dei suoi principali capisaldi.
Tyler Herro tonight:
— NBA Central (@TheNBACentral) November 24, 2021
31 points
8 rebounds
3 assists
57% FG
He’s taking that leap ?? pic.twitter.com/fsCGQIFwAe
Parlando della rinascita di squadra, non possiamo che partire da questo fenomeno con la faccia ancora da ragazzino. Dopo l’incredibile exploit avvenuto nella bolla di Orlando, Tyler Herro di inizio stagione era il principale indiziato a lasciare Miami, dopo la pesante involuzione subita nel corso della stagione 2020\21. Ma tuttavia, nonostante tutte le polemiche di inizio stagione, tra cui quella riguardante il presunto sospetto doping a inizio anno per via della famosa foto del suo nuovo fisico, il ragazzo non si è fatto scoraggiare ed è riuscito a mettere a tacere tutti mostrando dei miglioramenti incredibili sotto tutti i punti di vista. Nel suo ormai abituale ruolo di finto sesto uomo, il prodotto di Kentucky si è dimostrato in grado di poter ribaltare le partite da solo grazie a dei numeri davvero sbalorditivi. Herro sta viaggiando infatti sta viaggiando a oltre 22 punti di media a partita, e sta tirando con oltre il 40% dall’arco ed oltre il 45% in totale, confermandosi come il principale candidato alla vittoria del sesto uomo dell’anno. Nella partita contro Detroit ha messo a referto 31 punti, 8 rimbalzi e 3 assist in 32 minuti con 4 su 8 dalla lunga distanza. Sono numeri obiettivamente da paura. Nell’intervista post-partita ha dichiarato: “Mi sento bene, amo prendermi più responsabilità quest’anno. La squadra reagisce bene anche in situazioni di svantaggio come stasera, sono contento della vittoria”.
Parole che smentiscono ogni dubbio e confermano come il ragazzo abbia riacquisito fiducia in sé stesso.
Kyle Lowry did a bit of everything (15 PTS, 8 AST, 6 REB, 2 STL, 2 BLK) in Miami's road-win over Detroit! pic.twitter.com/aVW4py47j1
— NBA Canada (@NBACanada) November 24, 2021
Ma, parlando dei nuovi arrivi, merita un discorso a se il capitolo Kyle Lowry. Dopo essersi allontanato a malincuore dopo 6 stagioni dal Canada e dai suoi Toronto Raptors, dopo uno storico anello vinto e senza neppure avere la possibilità di salutare un’ultima volta i tifosi alla ScotiaBank Arena, visto l’esilio forzato causa Covid a Tampa Bay nella passata stagione per i campioni NBA 2019, Kyle ha ritrovato linfa ed entusiasmo a Miami, diventandone uno dei punti cardine. Non mette a referto quasi mai prestazioni dominanti, ma riesce sempre a dare una mano ai compagni soprattutto in difesa, ed è diventato un punto di riferimento per i giovani. Non nega di essere arrivato in Florida per portare gli Heat al titolo. “Sono qui per vincere afferma “E poi ho sempre avuto il desiderio di giocare insieme a Jimmy (Butler, ndr). Sono alla mia sedicesima stagione in NBA, e sono arrivato qui per provare a dare una mano alla squadra, che è già molto forte e deve ambire a grandi obiettivi”.
Parole nette e molto marcate. Miami ha deciso di puntare forte su di lui, offrendogli anche un ricco contratto (85 milioni in 3 anni; già quest’anno percepirà più di 28 milioni di dollari, non pochissimo per un giocatore di 35 anni). Tuttavia le ultime prestazioni non hanno lasciato dubbi. Lowry, come vediamo dal tweet, riesce a fare tutto e nella partita di martedì notte ha messo a referto 15 punti, 8 rimbalzi, 6 assist, 2 palle recuperate e 2 stoppate. Un giocatore quindi che si mette a disposizione del collettivo più di come faceva a Toronto, dove invece lo conoscevano per le sue notevoli abilità in transizione e per essere un gran realizzatore dalla media.
E l’età non sembra dare alcun fastidio. In una recente intervista rilasciata a Marc J. Spears di The Undefeated, Lowry ha dichiarato: “Per me questo è il primo anno a Miami, ma appena arrivato ho avuto la sensazione che qualcosa qui sarebbe dovuta cambiare. Io sono qui anche per questo, e non importa l’età. Io riesco ancora a giocare ad alti livelli. Il mio compito è cercare di far migliorare qualcosa, a partire dalla squadra.”
In queste parole si concentrano la serietà e la determinazione di un professionista vero, che mette tutto se stesso in qualunque ambiente si ritrovi (commovente in tal senso la sua dichiarazione di questi giorni di voler concludere il suo cammino a Toronto, che considera casa sua, e decidendo di firmare, quando terminerà la sua carriera, un simbolico contratto di un un giorno stile Luol Deng con Chicago due anni fa).
Lowry in questa stagione sta viaggiando a 12.2 punti, 5 rimbalzi e 7.6 assist di media (uno dei dati più alti della sua carriera) di media a partita, dimostrandosi come questa squadra abbia un grande bisogno di un giocatore come lui, che a quasi 36 candeline è venuto a Miami per mettersi di nuovo in mostra e cercare di vincere ancora. Non sappiamo se riuscirà in questo, ma le premesse di questo inizio stagione sono più che positive.

