Toronto Raptors, è qui la festa, Kawhi Leonard, Kyle Lowry e Masai Ujiri gli eroi

Toronto Raptors festa

E’ il giorno della festa per i Toronto Raptors. E solo in una parata da campioni NBA il mondo avrebbe potuto vedere un Kawhi Leonard pubblico diverso da quello glaciale e letale visto in campo ai playoffs 2019.

I Toronto Raptors chiudono a City Hall il loro tour cittadino per mostrare ad oltre un milione e mezzo di persone il Larry O’Brien Trophy vinto abbattendo i Golden State Warriors in 6 partite alle finali NBA 2019.

Sul palco c’è Masai Ujiri, presidente e “architetto” dei Raptors campioni, c’è coach Nick Nurse, in grado di vincere l’anello al suo primo anno da capo allenatore NBA. C’è il nume tutelare della squadra Drake, che lascia ovviamente spazio ai campioni, prima di prendersi da par suo il palcoscenico per chiudere la serata. C’è, tra la folla, l’altro super tifoso Nav Bathia.

Poi ci sono i giocatori. Chris Boucher che è l’unico canadese della squadra. Serge Ibaka, Pascal Siakam col sigaro della vittoria, Danny Green che dimostra la sua conoscenza del Canada, Norm Powell che mette in mostra le sue doti da showman, il leader Kyle Lowry che per l’occasione indossa una canotta vintage di Damon Stoudamire, quella anni ’90 bianca a righe, col dinosauro in bella vista.

C’è Marc Gasol, che 5 mesi era a Memphis e non s’immaginava un titolo NBA a 34 anni, e dopo la fine dell’epoca “Grit and Grind” dei Grizzlies suoi e dei sodali Mike Conley, Zach Randolph e Tony Allen, e che ora si cala nel clima della festa trangugiandosi nel tragitto che porta il pullman della squadra a City Hall un’intera bottiglia di vino spagnolo, tutta d’un fiato.

C’è Fred VanVleet, che non è stato – tecnicamente – uno starter in questa stagione ma che ha siglato il record di tiri da tre punti realizzati in una finale NBA per un giocatore in uscita dalla panchina. Tanta roba.

I nostri tifosi…” Coach Nurse “Dopo averli sentiti cantare ‘Oh, Canada’ dopo la vittoria di gara 1, gli Warriors sapevano che sarebbe stata durissima per loro, bastava guardarli in faccia“.

La festa dei Toronto Raptors, Kawhi: “Mi avete accolto a braccia aperte”

Le immagini aeree da Toronto lasciano solo intuire la folla oceanica presente a celebrare un raro titolo sportivo in uno dei 4 maggiori sport nordamericani. La polizia canadese rende noti alcuni episodi di violenza che hanno caratterizzato la giornata (risse, alcuni accoltellamenti e persino una pericolosa sparatoria che interrompe per alcuni minuti la parata, ma che non provoca vittime).

Presenti in città le autorità del caso: ovviamente il sindaco John Tory, che fa da maestro di cerimonie e consegna a Kawhi Leonard le Chiavi della Città; il Primo Ministro canadese Justin Trudeau, che indossa per l’occasione la maglietta celebrativa dei Raptors campioni NBA, stringe mani, concede selfie a tutti e raggiunge la squadra sul palco.

Kawhi Leonard è però la star indiscussa della giornata di Toronto, la cui forza tranquilla riesce (a malapena) a fare ombra persino all’onnipresente Drake. Presentato sul palco appena prima del capitano Kyle Lowry, Leonard ringrazia la città per l’accoglienza, concedendosi persino un siparietto:

Grazie a tutti per avermi accolto qui a braccia aperte dopo la trade, non avrei potuto essere in una situazione migliore, un gruppo ed una città fantastica. I ragazzi e lo staff mi hanno messo nelle migliori condizioni per rendere la meglio in campo, ed ora siamo campioni. Divertitevi, godetevi questo giorno… Ah-Ah-Ah-Ah (citando la sua goffa risata, divenuta virale, di inizio stagione, ndr)”

Una festa incredibile” Prosegue Kawhi, che sceglie per l’occasione una t-shirt griffata “Board Man Gets Paid”, slogan lanciato durante le finali NBA “Tanta gente felice di essere qui con noi. Quando abbiamo capito di poter vincere? Da subito, è stato il nostro obiettivo da subito (…) gli ultimi giorni qui sono stati incredibili, poco sonno, tanta festa, un titolo diversi dal primo per me, altra città, altra situazione, persino un altro Paese, sono onorato di averne fatto parte“.

La festa dei Toronto Raptors, Lowry: “Abbiamo vinto e l’abbiamo fatto insieme, siamo fratelli”

La pallacanestro è questa” Marc Gasol “Abbiamo in squadra uno spagnolo come me, un giocatore del Camerun, uno di Philadelphia (Lowry, ndr)… è uno sport che unisce le persone, vincere naturalmente aiuta, ma questa stagione a Toronto è stata fantastica per me, e non avrebbe potuto finire in modo migliore“.

Kyle Lowry si merita tutti gli onori del caso, introdotto per ultimo sul palco dei vincitori: “Per prima cosa, al pubblico, fatevi un applauso perché questo titolo è anche vostro (…) ai ragazzi, allo staff tecnico e d a quello del front office, grazie, questo è il nostro titolo, abbiamo lottato dal primo giorno per ottenerlo, abbiamo lavorato duro, e l’abbiamo fatto insieme. Ed insieme siamo diventati campioni NBA. Siamo una gruppo di fratelli, siete dei fratelli per me“.

La festa dei Toronto Raptors, Ujiri: “I cambiamenti? Volevamo vincere”

Ad ogni angolo della strada, ad ogni tappa del tragitto del pullman aperto fino a City Hall, non si contano i cori inneggianti a Kawhi Leonard, e gli “appelli” all’ex San Antonio Spurs per rimanere a Toronto. Leonard diventerà free agent a partire dal prossimo 30 giugno, e le sue intenzioni sono lontane dall’essere chiare. Il richiamo di casa, Los Angeles, potrebbe rivelarsi troppo forte per resistervi, ed al contempo l’essere stato il motore principale del primo titolo NBA della storia dei Toronto Raptors – franchigia d’espansione nata appena 27 anni fa – un motivo troppo grande per non legarsi (per cinque anni, per due?) alla squadra canadese.

Atmosfera incredibile, vedere così tante persone è pazzescoMasai Ujiri è un protagonista assoluto della giornata “E’ tutto merito dei ragazzi, dei giocatori e del mio staff, lavorare per questa squadra è stata un’occasione unica per me (…) i Toronto Raptors rappresentano il mondo intero, ed è per questo che l’attenzione si è spostata tutta qui, su di noi (riferendosi alla presenza di tanti giocatori internazionali in squadra, ndr). Volevamo essere un esempio per tutti, questa squadra ha vinto e continuerà a vincere qui a Toronto“.

Kawhi, Marc, Kyle, Fred… tutti abbiamo sempre sognato in grande, eravamo tutti motivati per fare il massimo (…). I tanti cambiamenti? Volevamo vincere (coach Casey e DeMar  DeRozan, ndr) sono stati una parte fondamentale di questo processo, hanno fatto tanto. Ora la squadra è questa, e siamo contenti di ciò che abbiamo“.

I Toronto Raptors toccano il cielo con un dito: è anello, Kawhi: “Ho creduto in me stesso”

Toronto Raptors festa

I Toronto Raptors hanno superato i Golden State Warriors in gara 6 delle Finals 2019, aggiudicandosi titolo ed anello. Al netto della sfortuna dal punto di vista degli infortuni dei californiani, la storica vittoria di Kawhi Leonard e compagni verrà ricordata a lungo. La vittoria, ottenuta per 114-110, è valsa il primo trionfo NBA per una squadra canadese.

La partita è stata entusiasmante, dai mille volti. Le due squadre hanno sempre risposto l’una al fuoco dell’altra, senza perdere mai contatto. Kyle Lowry ha giocato una partita monumentale per i suoi, segnando 15 punti nel solo primo quarto, chiudendo il primo tempo con 21 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. E’ stato il primo Raptor nella storia a far registrare 20-5-5  nei primi due quarti di una partita playoff. Ha chiuso l’incontro con 26-7-10, segnando 4 triple su 7 tentate.

Di lui VanVleet ha detto, in un simpatico siparietto in conferenza stampa: “E’ tutto più facile quando hai in squadra uno come lui. Lo hanno sempre criticato più di chiunque altro nei playoff, per cui vederlo alzare quel trofeo significa moltissimo per noi.”

Dalla panchina entrano con incisività non indifferente sia Serge Ibaka che Fred VanVleet. Lo spagnolo mette a segno 15 punti e tante giocate decisive sotto i due ferri, mentre il numero 23 ne mette a referto 22, segnando 5 tiri da oltre l’arco, su 11 lasciati partire. Bene anche Pascal Siakam, con 26 punti, 10 rimbalzi e il canestro decisivo del 111-108.

Per tutta la partita, invece, Kawhi Leonard dà l’impressione di essere in attesa del momento giusto per accendersi davvero. Questo momento sembra non arrivare mai, ma l’MVP di queste Finals segna i 3 tiri liberi decisivi che portano il titolo ai suoi. Kawhi è inoltre il primo a ottenere il riconoscimento di Finals MVP in due Conference diverse.

Ho continuato a credere in me stesso. Con l’aiuto e il supporto di famiglia e amici sono riuscito a prendermi il mio tempo per tornare in campo.”

Le parole dei Raptors freschi di anello

Le belle parole non sono mancate ai Raptors, dal parquet e dalla sala stampa della Oracle Arena.

Kyle Lowry ha dedicato subito il titolo ai suoi affezionatissimi tifosi:

“Toronto, Canada: l’abbiamo portato a casa!”

Coach Nick Nurse ha espresso tutta la sua gioia per il suo playmaker:

“Non potrei essere più felice per lui. Sei anni fa, quando sono arrivato, lui era solo un titolare part-time. Io e lui abbiamo avuto da subito un’ottima intesa ed è arrivato ad un livello sempre migliore, anche a livello difensivo. (…) Ha giocato così bene in questi playoff, forse non l’aveva mai fatto e io ne sono felicissimo.”

Il numero 7 di Toronto ha ripercorso così la sua storica prestazione:

“Volevo essere aggressivo fin da subito. So che in tutte le partite che abbiamo vinto ho tirato tanto e bene, per cui volevo fare lo stesso fin dai primi momenti di questa gara.”

Infine, Marc Gasol ha ammesso di aver capito subito che la squadra fosse speciale:

“Ho capito che il roster aveva grandi possibilità solo leggendolo nel mio volo tra Memphis e Toronto. Masai Ujiri me l’ha detto subito, puntava a competere già da quest’anno.”

Ora i Raptors saranno attesi in patria da una folla estatica, pronta e vogliosa di festeggiare l’anello con i suoi beniamini. Questa notte si è davvero scritta la storia di uno sport per un paese intero.

Toronto Raptors verso gara 6, Lowry: “Warriors pronti a battersi, anche noi lo siamo”

toronto raptors

In una serata sportivamente drammatica è sfumato il primo dei due match point per il titolo NBA 2019 per i Toronto Raptors.

I Golden State Warriors hanno resistito al devastante infortunio di Kevin Durant, alla rimonta dei Raptors guidata da Kawhi Leonard e da un ultimo minuto da incubo di DeMarcus Cousins per forzare un’ultima partita alla Oracle Arena di Oakland.

Quale sarà – se vi sarà – il contraccolpo mentale dopo l’infortunio di Durant per gli Warriors, solo il campo potrà dirlo nella notte italiana tra giovedì e venerdì. Ciò su cui i Toronto Raptors vogliono focalizzarsi è la seconda opportunità, per assicurarsi di non sprecarla.

Non vedo l’ora di allenare un’altra partita di queste finali” Coach Nick Nurse conta i minuti alla palla a due “Tutto ciò che è successo, tutte le emozioni, le azioni, le cose che sai di aver potuto fare meglio (…) se riguardiamo oggi (gara 5, ndr), ci sono state delle occasioni in cui abbiamo giocato bene e preso i tiri che volevamo, poi c’è stata un’azione in cui Marc (Gasol, ndr) ha subito un fallo evidente, ma niente fischio, e poi un minuti dopo Kyle (Lowry, ndr) ha preso un buon tiro da tre… piccole cose che avrebbero potuto cambiare tutto“.

Toronto Raptors verso gara 6, Lowry: “Ci siamo”

I Raptors avranno in gara 6 il (presunto) vantaggio di una squadra in salute migliore rispetto ai malmessi Warriors: Kevon Looney sarà della partita nonostante un infortunio al costato, DeMarcus Cousins rimane in difesa un anello debolissimo per coach Kerr, Andre Iguodala e Klay Thompson stanno giocando su alcuni piccoli problemi muscolari.

Dobbiamo solo scendere in campo e fare il nostro dovereKyle Lowry vuole lasciarsi alle spalle l’errore sulla sirena di gara 5 e la stoppata di Draymond Green “Non è una situazione nuova per noi, sappiamo cosa dobbiamo fare. Non siamo una squadra che vive di picchi e cali vistosi, viviamo il momento. Sappiamo che incontreremo una squadra pronta a battersi, ma lo siamo anche noi“.

La vittoria di gara 5 gara ha regalato ai tifosi di Oakland un’ultima recita alla vecchia Oracle Arena, che andrà in pensione dalla prossima stagione. I Golden State Warriors dovranno forzare tra le mura amiche una gara 7 che terrebbe aperto il sogno “Three-Peat” per gli uomini di coach Kerr.

Steph Curry, Klay Thompson, Draymond Green ed il nucleo storico degli Warriors hanno già testato in passato entrambi i lati di una rimonta da uno svantaggio di 1-3, il record casalingo ai playoffs di Golden State non è a dire il vero il viatico migliore per affrontare una partita da dentro o fuori, ma per tanti motivi di versa da tutte le altre già disputate.

Nick Nurse ed i timeout nel 4 quarto: “Riposo, sull’ultimo tiro fiducia in Kawhi”

nick nurse-team canada

Ha suscitato qualche dubbio nel post partita di gara 5 delle finali NBA la scelta di coach Nick Nurse di utilizzare uno dei timeout a disposizione a 3 minuti dal termine, subito dopo il parziale 10-2 firmato da Kawhi Leonard che aveva “spaccato” la partita per i Toronto Raptors.

Un’impressionante scarica dell’ex stella dei San Antonio Spurs aveva regalato ai suoi il massimo vantaggio in una partita passata ad inseguire per oltre tre quarti, acceso il pubblico della ScotiaBank Arena e spostato l’inerzia della gara dalla parte dei padroni di casa.

Dopo il timeout speso da Nurse, i Golden State Warriors erano però riusciti a reagire con contro-parziale di 6-2 per rientrare in gara, prima dell’ultimo, selvaggio minuto di partita che ha visto gli uomini di Steve Kerr prevalere per 106-105.

Avevamo ancora due timeout a disposizione” Così Coach Nurse nel post gara “Ed uno l’avremmo perso negli ultimi tree minuti, come da regolamento, allora abbiamo deciso di spenderne uno per dare un giro di riposo ai ragazzi“.

Timeout che Nick Nurse ha poi deciso di non usare per organizzare l’ultimo possesso Raptors, a circa 15 secondi dal termine sul -1, e dopo la palla persa (fallo in attacco di DeMarcus Cousins) dei Golden State Warriors. Sull’ultima azione, Kawhi Leonard ha ceduto il pallone sul raddoppio a Fred VanVleet, che ha poi trovato nell’angolo sinistro Kyle Lowry per un tiro piazzato, tiro deviato però dal recupero di Draymond Green.

Ho lasciato giocare sull’ultimo possesso” Ancora Nurse “Kawhi è stato raddoppiato ed ha scelto di far girare il pallone, avevo fiducia nella capacità dei miei giocatori di trovare un buon tiro, e non cambierò idea“.

Rimandati i Raptors, in gara 5 la serie è riaperta, VanVleet: “Non siamo stati abbastanza bravi”

toronto raptors

I Toronto Raptors hanno sprecato il primo matchpoint a loro disposizione per vincere l’anello NBA in gara 5 delle Finali. Davanti al pubblico amico sono infatti stati superati dai Golden State Warriors, che l’hanno spuntata sul 106-105. Per i Raptors, alla Scotiabank Arena, si trattava forse della miglior possibilità di vittoria, con la serie che ora tornerà, riaperta, sul parquet ostile della Oracle Arena nella notte tra giovedì e venerdì.

I padroni di casa sono partiti subito indietro rispetto ai campioni in carica, che, forti del ritorno di Kevin Durant, sono riusciti a tirare in maniera quasi perfetta. Dopo la sfortunata ricaduta dell’infortunio del numero 35, i Raptors non sono riusciti comunque ad avvicinarsi. Sono andati sotto fino a 11 punti, chiudendo il primo tempo in svantaggio di 6, sul 62-56. Nei primi due quarti tutti i giocatori di Toronto, a parte Marc Gasol, hanno sparato a salve da tre punti. Lo spagnolo ha segnato due tiri da oltre l’arco nel primo tempo.

Nel terzo quarto si unisce a lui Fred VanVleet, che ne segna altri due mentre i Raptors cercano disperatamente di non perdere terreno. Per vedere una tripla segnata da qualcun altro bisogna aspettare di vedere 8 minuti rimanenti sul cronometro del quarto periodo. A metterla a segno è Kyle Lowry. Dopodiché, quando ne mancavano cinque, Kawhi Leonard, che fino ad allora non aveva brillato, mette a referto 10 punti consecutivi nel giro di meno di due minuti.

A quel punto, però, sul 97-103, i Raptors non sono riusciti a gestire il vantaggio e, rimontati sul 106-105, hanno chiuso la partita con un tentativo da tre sulla sirena di Lowry andato a sbattere contro il sostegno laterale del tabellone.

Leonard ha chiuso una prestazione un po’ opaca, riscattata solo da quel filotto di punti nel finale, con 26 punti, 12 rimbalzi e 9/24 al tiro, di cui 2/7 da tre. Gasol ne segna 17, con 4/6 al tiro e 7/8 ai liberi, mentre Lowry 18 con 8/16 al tiro. Entrambi giocano una partita ottima, macchiata però dai minuti finali. Pascal Siakam non brilla e non scende in campo per tutto il quarto quarto, chiudendo con 12 punti. Anche Ibaka e VanVleet cercano di dare il massimo dalla panchina, l’uno in area, l’altro con il tiro da fuori. I due chiudono rispettivamente con 15 e 11 punti.

Le impressioni dei Raptors dopo gara 5

Molte delle domande del post-partita hanno riguardato l’azione finale, che ha portato al tiro di Kyle Lowry. In molti si sono interrogati riguardo la gestione dei time-out di Coach Nick Nurse e quella della palla da parte dei giocatori in campo, in particolare di Kawhi Leonard.

Il numero 2, quando interrogato riguardo quell’ultima sequenza di gioco, ha risposto:

“Non ho tirato io perché in due mi sono venuti a chiudere. Non so come avrei potuto mettere a segno un buon tiro…”

Kyle Lowry ha ripercorso i momenti del suo ultimo tiro, arrivato sulla sirena finale:

“Stavamo cercando di trovare Kawhi sul suo lato destro. Lui l’ha scaricata fuori per VanVleet che mi ha pescato nell’angolo. Green però mi ha deviato la conclusione. E’ questo che fanno i grandi difensori. Vedremo come migliorare in vista della prossima uscita.”

Infine, Coach Nurse ha speso qualche parola per l’infortunio di Kevin Durant:

“Mi è dispiaciuto per lui davvero. So che non era al 100% ma che ci ha voluto provare. Si è fatto male da solo, quindi forse sapeva di non essere al massimo. Adoro KD, vederlo giocare, per cui mi è dispiaciuto molto. Quando un grande giocatore si fa male è quasi scioccante.”

Ora, nella notte italiana tra giovedì e venerdì, Toronto avrà la seconda delle sue tre opportunità per chiudere la serie e la stagione. Gli Warriors dovranno fare ancora a meno di Durant, ma avranno il vantaggio del campo casalingo, in quella che sarà, in ogni caso, l’ultima partita della loro storia tra le mura della Oracle Arena. Si preannuncia un’altra battaglia, da non perdere.

L’azionista degli Warriors che ha spinto Lowry ha ricevuto una squalifica di un anno, Green e Lebron: “Noi indifesi”

Durante il terzo quarto di gara 3 delle Finali NBA, sul parquet della Oracle Arena, si era svolto un episodio spiacevole. Un tifoso dei Golden State Warriors aveva spintonato Kyle Lowry, che si era lanciato verso la prima fila per recuperare un pallone vagante. Il giocatore dei Toronto Raptors, visibilmente infastidito, aveva fatto di tutto per far notare il brutto gesto agli ufficiali di gara.

In un primo momento lo spettatore era stato semplicemente allontanato dalla partita. L’episodio ha generato non poco clamore mediatico, e nelle ore successive si è scoperto che si trattava nientemeno che di un azionista della franchigia californiana, e non di un semplice tifoso. L’investitore, al secolo Mark Stevens, è andato così, inevitabilmente, incontro ad una pena più corposa.

L’NBA ha deciso di squalificarlo per un anno e di multarlo per ben 500.000 dollari. La squalifica avrà effettività immediata e riguarderà ogni tipo di attività degli Warriors. La lega ha commentato la sua decisione con un comunicato:

“Un rappresentante di una franchigia dovrebbe mantenere sempre il miglior standard possibile. La condotta del rappresentante dei Golden State Warriors, Mark Stevens, ieri notte è stata più che inaccettabile e non può avere spazio nella nostra lega. Mentre questi fatti continueranno ad essere rivisti, Mr. Stevens non potrà seguire alcuna partita NBA.”

Dal canto suo, Stevens ha rilasciato delle dichiarazioni di scuse, nelle quali accetta la decisione della lega e si scusa con giocatori ed organizzazioni:

“Ho sbagliato e non ho scuse (…) Ho provato a mettermi in contatto e scusarmi con i membri delle due franchigie, grazie a chi ha accettato le mie chiamate (…) Ora non aspetto altro che agire nel giusto per rimettere le cose a posto. Accetto completamente i provvedimenti della lega e degli Warriors.”

Anche la franchigia di Oakland ha voluto prendere le distanze dal brutto comportamento del suo rappresentante:

“Il comportamento di Mr. Stevens della scorsa notte non riflette gli standard alti che vorremmo sempre proporre come organizzazione (…) Ci uniamo alle sue scuse verso Kyle Lowry e i Toronto Raptors (…).”

A favore di Kyle Lowry si sono espressi anche alcuni colleghi. Draymond Green, suo avversario nella serie valida per l’assegnazione dell’anello, ha parlato così delle questioni che si vanno a creare in queste situazioni tra giocatori e tifosi:

“Noi giocatori siamo vulnerabili. In qualsiasi situazione in cui non puoi difenderti, perché altrimenti passi dalla parte del torto, lo sei sempre. I tifosi possono dirci ciò che vogliono, mentre se noi rispondiamo veniamo multati. (…) In qualsiasi situazione in cui sei indifeso, perché letteralmente non ti è permesso difenderti, diventi vulnerabile. (…) Per noi è così, siamo sotto standard differenti rispetto ai giocatori di 20 anni fa. (…) Se Lowry si fosse difeso, avrebbe ricevuto una punizione più corposa di quanto inflitto al tifoso.”

Anche Shaun Livingston ha parlato della differenza tra oggi e qualche anno fa:

“La punizione è giusta, ciò che è giusto è giusto. (…) Tutte queste questioni oggi vengono amplificate anche dai social media, che offrono una copertura mediatica incredibile. Funzionano come forum che danno la base affinché questi eventi accadano.”

Infine, con un lungo post Instagram, anche Lebron James ha speso parole decise a sostegno del giocatore dei Toronto Raptors:

“Non c’è posto nel nostro bellissimo gioco per tutto ciò. (…) Come membro della proprietà lui sapeva benissimo che ciò che stava facendo era così gratuito e sbagliato, e per questo deve essere punito. Provate ad immaginare se Kyle Lowry avesse reagito rispondendo mettendogli le mani addosso. Sareste tutti usciti di testa! (…) Ho guardato tutti i playoffs (senza saltare una gara) in silenzio , ma dopo quanto visto non potevo tacere i miei pensieri!”.

Spinge Kyle Lowry, tifoso espulso dalla Oracle Arena in gara 3

kyle lowry

Uno spettatore seduto tra le prime file alla Oracle Arena di Oakland è stato allontanato dal palazzo a seguito di un incidente con Kyle Lowry dei Toronto Raptors, durante il terzo quarto della vittoria degli ospiti sui Golden State Warriors.

Nel tentativo di tenere viva una palla vagante, Lowry si è tuffato tra il pubblico, e nel tentare di rialzarsi è stato vistosamente trattenuto per la maglia e spintonato da uno degli spettatori “travolti” dalla massiccia point-guard dei Raptors.

Kyle Lowry ha immediatamente segnalato l’episodio agli arbitri, e nel post partita ha denunciato alla NBA gli insulti ricevuti dallo spettatore: “Non c’è spazio per comportamenti del genere, (il tifoso, ndr) non aveva alcuna ragione per toccarmi, per alzarsi e sporgersi due file in avanti come ha fatto, ed insultarmi (…) speriamo di non doverlo mai più vedere ad una partita NBA“.

La NBA ha avviato un’indagine sull’accaduto, e visionerà le immagini.

Raptors, superati agevolmente gli Warriors ridotti all’osso, Lowry: “Imparato da gara 2”

Warriors-Raptors

I Toronto Raptors, dopo la sconfitta incassata davanti al tifo amico in gara 2, ottengono una vittoria importante sui Golden State Warriors nella terza uscita della serie. I canadesi sono stati in controllo della partita per quasi la sua intera durata. I padroni di casa, che hanno dovuto fare a meno delle stelle Klay Thompson e Kevin Durant, e della riserva fondamentale, Kevon Looney, sono stati superati per 123-109.

Toronto è sempre riuscita a mantenere un margine di vantaggio rassicurante. I ragazzi di Coach Nick Nurse hanno inoltre avuto il merito, questa volta, di riuscire a fermare sul nascere ogni accenno di rimonta avversaria. Quando infatti gli Warriors provavano a rifarsi sotto, trovando una buona inerzia, Kawhi Leonard e compagni hanno messo a segno giocate importanti per arginarli. Come affermato da Kyle Lowry“si sa che loro creeranno quei parziali segnando diversi tiri. Noi abbiamo riguardato il terzo quarto di gara 2 e ora dobbiamo continuare a giocare con un buon ritmo.”

Con lui è d’accordo Steph Curry, che, dopo un’ottima partita disputata, ha parlato così dei Raptors“ogni volta che noi creavamo un parziale coinvolgendo i tifosi, loro segnavano una tripla difficile o mettevano a segno una giocata pesante.”

Alcuni Raptors, infatti, hanno tirato molto bene da oltre l’arco. Danny Green ha chiuso con 18 punti segnati esclusivamente con 6 tentativi messi a segno su 10 da oltre l’arco. Lowry chiude con 23 punti, di cui 15 generati da un buon 5/9 al tiro da tre, e serve 9 assist. Kawhi non brilla da oltre l’arco (2/6), me segna comunque 30 punti, conditi da 7 rimbalzi e 6 assist. Pascal Siakam continua ad offrire prestazioni a tutto tondo: 18 punti, 9 rimbalzi e 6 assist. Con i 17 segnati da Marc Gasol tutti e cinque i titolari sono andati in doppia cifra. Bene anche Fred VanVleet che aggiunge 11 punti con 3/6 da tre in uscita dalla panchina.

Le parole post gara 3

Diversi membri dei Raptors si sono fatti avanti con prestazioni importanti per superare gli Warriors in trasferta. Serviva infatti una forte dimostrazione collettiva per ottenere una vittoria del genere. E questa dimostrazione è arrivata davvero.

Uno dei protagonisti della nottata è stato Danny Green, che ha parlato di un suo motivatore molto speciale:

“Sì, Shaq (Shaquille O’Neal, ndr) mi ha dato dei consigli sul tiro nel pre-partita, insomma lui era un grande tiratore (ridono tutti, ndr). A parte gli scherzi, per me Shaq ha sempre avuto belle parole, di conforto e di motivazione. Spesso lo incontro in campo perché è lì con la troupe di TNT, e stanotte mi ha solo consigliato di stare tranquillo e fare ciò che so.”

Dopo la promessa di una buona prestazione in gara 3, invece, Kyle Lowry non ha deluso le aspettative. Coach Nurse ne ha parlato così:

“Ci avevo parlato, e mi ha detto che avrebbe dato tutto stanotte. Abbiamo visto che ha corso molto in transizione, attaccava il pitturato. Quando fa queste cose è un buon segno, sappiamo che sta sfruttando gran parte del suo potenziale offensivo.”

Infine, Pascal Siakam ha speso belle parole per i suoi compagni:

“Quando non gioco bene non è facile tornare al massimo. Ma avere veterani esperti in squadra come Kawhi e Kyle mi porta ad essere tranquillo. Loro mi ricordano che ho le capacità di continuare a fare bene.”

Ora Toronto conduce i giochi per 2-1. Nella notte tra venerdì e sabato si terrà gara 4, sempre alla Oracle Arena, Se gli Warriors spereranno di recuperare i loro infortunati per riportare la serie in parità, i Raptors dovranno puntare a replicare quanto di buono visto stanotte nel tiro da tre e nel ritmo di gioco.

Kyle Lowry scalpita per gara 3: “In trasferta do il meglio di me”

Kyle Lowry

Kyle Lowry ha saltato gli ultimi tre minuti di gara 2, ed assistito dalla panchina al tiro da tre punti di Andre Iguodala che ha sigillato l’1-1 nella serie di Finale NBA tra Toronto Raptors e Golden State Warriors, per raggiunto limite di falli.

Particolarmente evitabile per Lowry il sesto fallo della sua gara, speso cercando di cacciare la palla da dietro a DeMarcus Cousins dopo un rimbalzo difensivo. Un errore comprensibile in una finale di partita così teso, ma comunque grave per un giocatore dell’esperienza del prodotto di Villanova.

Ne è pienamente consapevole la point guard dei Raptros, che con la finale NBA 2019 pronta a riaprirsi per gara 3 alla Oracle Arena di Oakland, è pronto a dare il meglio di sé:

In gara 3 proverò ad essere più aggressivo, guarderò di più il canestro” Così Kyle Lowry dopo due gare da 6 su 20 al tiro complessivo a Toronto “Storicamente, gioco meglio in trasferta, è lì che bisogna dare quel qualcosa di più ed io mi ci sono sempre trovato a mio agio. Il sesto fallo? Un fallo di frustrazione, un fallo stupido: ho rischiato e cercato il pallone, ed ho commesso un errore“.

In gara 1, la sontuosa prestazione balistica di Pascal Siakam è bastata a supportare Kawhi Leonard in attacco. Il camerunense non si è però ripetuto in gara 2, partita che i Raptors hanno chiuso con il 36% al tiro ed in cui hanno vissuto un terzo periodo da incubo, da 0 su 8 al tiro e 5 palle perse in sei minuti.

I Toronto Raptors avranno in gara 3 una possibilità forse irripetibile di tornare in vantaggio nella serie, se riusciranno ad approfittare delle difficoltà fisiche degli avversari. Kevin Durant non è ancora pronto, Klay Thompson farà di tutto per esserci ma le sue condizioni saranno rivalutate solo nei minuti precedenti la palla a due, ed Andre Iguodala sarà in campo gettando il cuore oltre l’ostacolo, nonostante gli acciacchi.

DeMarcus Cousins è apparso brillante in 28 minuti di gioco nella sua seconda partita dallo scorso 15 aprile, ed i tre giorni di riposo gioveranno sicuramente alla freschezza atletica del possente ex giocatore dei New Orleans Pelicans, così come alle gambe affaticate di Kawhi Leonard dall’altra parte.

Kyle Lowry non teme l’atmosfera rovente della Oracle Arena, uno dei palazzetti più rumorosi della NBA, e per di più giunto all’ultimo atto di una gloriosa carriera: “Io gioco sempre per dimostrare qualcosa, specialmente qui (ad Oakland, ndr). Sarà rumoroso, sarà frenetico e pieno di gente, dovrò essere più aggressivo“.

Raptors, il terzo quarto è da incubo e vengono puniti nel finale da Iguodala, Lowry: “Troppi errori”

fred vanvleet

Dopo la buona vittoria nella prima uscita della serie, i Toronto Raptors si sono arresi ai campioni in carica in gara 2. I Golden State Warriors hanno ottenuto così una vittoria fondamentale sul campo ostile della Scotiabank Arena. La partita si è chiusa sul 109-104 e nel suo sviluppo è stata tutt’altro che lineare.

Infatti, dopo un primo quarto equilibrato, i Raptors erano stati pressoché in controllo del secondo e avevano chiuso il primo tempo avanti sul 54-59. Nel terzo periodo, però, i canadesi hanno dato l’impressione di essere rimasti negli spogliatoi, a differenza degli Warriors, che hanno costruito così un parziale da 18-0 nei primi 6 minuti della ripresa. Se considerati i 2 punti segnati sul finale di secondo quarto, il parziale da 20-0 messo a segno da Steph Curry e compagni risulta essere il più corposo mai fatto registrare in una Finale dal 1976/77 ad oggi.

Toronto ha poi provato a riprendere gli avversari nell’ultimo periodo, ma senza mai avvicinarsi davvero abbastanza a portata. La partita è stata decisa nel finale da una tripla di Andre Iguodala, arrivata nel momento di massima pericolosità dei canadesi, sul 106-104. La scelta della difesa di concedere il tiro all’MVP delle Finals 2015 non ha pagato, con l’ala di Golden State che ha messo a segno la seconda tripla della sua serata.

La partita dei Raptors è stata segnata da tanti errori al tiro. Errori che hanno anche favorito la corsa da 20 punti consecutivi degli avversari. I padroni di casa chiudono infatti con un basso 37% collettivo dal campo e un altrettanto negativo 29% da tre punti. Kawhi Leonard è il miglior marcatore dei suoi, con 34 punti, di cui ben 16 realizzati dalla lunetta dei tiri liberi: dal campo si ferma a 8/20 e da tre a 2/9.

Kyle Lowry e Pascal Siakam cercano di fare il possibile, ma, vittime della serata no di squadra, si fermano rispettivamente a 13 e 12 punti. Si interrompe anche la striscia positiva del tiro da oltre l’arco di Fred VanVleet, che segna 17 punti ma muove la retina solo 2 volte su 9 tentativi da tre punti.

“Male il terzo quarto, troppi errori”

A fine partita il tema della serata è stato senza dubbio il parziale inanellato da Golden State. Kyle Lowry ha commentato così il terzo quarto dei suoi:

“Nel terzo periodo non abbiamo giocato abbastanza bene. Abbiamo sbagliato troppi tiri, loro hanno potuto correre in transizione e guadagnare la sicurezza giusta. La partita l’abbiamo persa in quei momenti.”

Concorda con lui anche Kawhi Leonard, come riportato da ESPN:

“Noi abbiamo sbagliato tanto, concedendogli tanti appoggi e tiri smarcati in transizione, e questo ci ha davvero uccisi. Contro una squadra di campioni non puoi permetterti parziali del genere.”

“The claw” ha poi ripercorso la giocata decisiva che ha portato alla tripla di Iguodala:

“Abbiamo provato a intrappolare Curry, ma lui ha trovato il passaggio per Livingston. Noi avevamo quasi rubato la palla, ma Iguodala è arrivato, ha ricevuto e segnato un tiro pesante. Se in quella situazione preferivamo che avesse la palla lui piuttosto che altri suoi compagni? Avremmo preferito averla noi la palla..”

Ora la serie si sposta nella Baia, per l’ultimo ballo Finale della Oracle Arena. I Toronto Raptors avranno non poca pressione, dopo che i Golden State Warriors hanno ottenuto una vittoria pesantissima in trasferta. Gara 3 si terrà nella notte tra mercoledì e giovedì, alle 3.00 ora italiana. Toronto vorrà senza dubbio rifarsi dopo la prova opaca di questa notte. Golden State, dalla sua, vorrà difendere il terreno casalingo e il vantaggio acquisito vincendo in territorio ostile. Sarà un’altra lotta da non perdere.

Raptors, in gara 1 è buona la prima, Siakam: “Credo in me stesso con sicurezza”

Raptors-Warriors gara 1: il vero ago della bilancia è stato Pascal Siakam

I Toronto Raptors iniziano come meglio non potevano le Finals 2019: con una vittoria convincente in gara 1. I canadesi hanno difeso il campo di casa della Scotiabank Arena, fermando i Golden State Warriors sul 109-118. Gli ospiti erano ancora senza Kevin Durant, ma nelle Finali di Conference avevano dimostrato di poter essere pericolosissimi anche senza il numero 35. Si tratta dunque di un ottimo punto di partenza per Toronto.

Le premesse non erano delle migliori. Golden State arrivava da più giorni di riposo, a causa del secco 4-0 rifilato ai Portland Trail Blazers nelle Finali ad Ovest. Toronto, dal canto suo, aveva chiuso le Finali ad Est contro i Milwaukee Bucks solo in gara 6, dopo una serie combattuta e logorante.

I Raptors sono tuttavia riusciti a imporre il loro ritmo fin dai primi scambi di gara 1. Sono riusciti a non far correre gli avversari ai ritmi alti che ci hanno abituati a vedere. Ciò ha permesso a tutti gli effettivi della squadra di esprimere la migliore pallacanestro possibile, giocando a velocità ideali.

Pascal Siakam ha giocato un esordio alle Finals da fuoriclasse: 32 punti, 8 rimbalzi e 5 assist, tirando 14/17 dal campo. Prima di lui solo altri quattro giocatori avevano segnato almeno 30 punti in gara 1 delle finali durante i loro primi tre anni nella lega: Kareem Abdul-Jabbar (1971), Julius Erving (1977), Hakeem Olajuwon (1986) e Tim Duncan (1999). Ha inoltre stabilito un primato della serie finale degli ultimi 20 anni: 11 tiri realizzati consecutivi (prima di lui Lebron James si era fermato ad 8).

Gioca molto bene anche Marc Gasol, che fa registrare 20 punti e 7 rimbalzi. Kawhi Leonard non brilla come da abitudine, fermandosi a 23 punti, 8 rimbalzi e 5 assist. Ma, anche grazie agli 11 punti di Danny Green e i 15 di Fred VanVleet, i Raptors riescono a sopperire alla serata non stellare del loro leader. Risulta decisivo anche l’apporto di Kyle Lowry, che, seppur segnando solo 7 punti, fornisce 9 assist ai compagni e completa tante giocate importanti in difesa.

Come affermato da Green nel post-partita: “Tutti i ragazzi in roster stanno dando tanto. Anche i giovani come Patrick McCaw (ha segnato una tripla e difeso bene giocando una manciata di minuti, ndr) ci stanno dando qualcosa. Questo permette anche a Kawhi di gestire meglio la palla, fornendo assist, quando viene chiuso con decisione.”

Le parole dei Raptors dopo gara 1

Pascal Siakam è stato la vera storia di questa partita. Ha commentato così la sua storica prestazione:

“La chiave della mia partita? Penso sia stato il realizzare canestri facili in transizione. Era qualcosa che non ero riuscito a fare bene in questi playoff. E poi, oltre a quello mi sono preso ciò che la difesa mi lasciava. E’ così che la penso, prendere sempre ciò che è lasciato aperto, credendo in me stesso e con sicurezza.

Il camerunense ha poi speso belle parole per i suoi tifosi:

“I nostri tifosi sono incredibili. Dal riscaldamento alla partita, il tifo è assurdo. Mai visto nulla del genere, sono contento di farne parte.”

Danny Green, il veterano approdato in Canada nell’ambito dell’affare Kawhi, ha lodato il lavoro di Coach Nick Nurse:

“Il Coach ha fatto un ottimo lavoro nello sviluppo dei giocatori. Norman Powell, Fred VanVleet, Pascal Siakam. Stanno dando tutti tanto in uscita dalla panchina. Se Siakam è il “Most Improved Player” è solo grazie al Coach, che gli ha dato tanta libertà in campo.”

Detto da un giocatore che è stato allenato per anni da Coach Gregg Popovich, deve valere ancora di più.

Ora, nella notte tra domenica e lunedì, alle 2 di notte ora italiana, si terrà gara 2. I Raptors dovranno continuare a controllare il ritmo e a fornire uno sforzo di squadra collettivo per confermare la vittoria e la bella prestazione di gara 1. Dal canto loro, gli Warriors non vorranno sicuramente lasciare il Canada senza neanche un pallino nella colonna delle vittorie. Sarà una battaglia da non perdere.

Kyle Lowry non cerca scuse: “Il pollice fa male, ma non basta a fermarmi”

kyle lowry

Giunti finalmente alla prima finale NBA della sua carriera, Kyle Lowry non permetterà che un infortunio condizioni la sua serie.

La point guard dei Toronto Raptors si era infortunata la pollice della mano sinistra durante le semifinali di conference giocate e vinte in 7 partite contro i Philadelphia 76ers, ed è sceso in campo da allora con un vistoso tutore sulla mano.

Un problema fisico che ha creato alcuni fastidi a Lowry, reduce da sei partite di finale di conference di alto livello, chiuse a 19.2 punti e 5.2 assist a partita in 37.4 minuti d’impiego, con il 50.7% al tiro ed un eccellente 46.5% al tiro da tre punti:

Soprattutto quando passo il pallone” Così Kyle Lowry, ospite di “The Jump”, con Rachel Nichols di ESPN “E’ il movimento che si fa quando si passa il pallone, ed è qualcosa che faccio spesso in partita, ed anche nel trattamento di palla… insomma, in campo non sento praticamente il pollice“.

Credo che a stagione finita sarà necessario intervenire. in ogni caso non sarà un problema, continuerò a giocare a fare le stesse cose che ho fato fino a qui in campo, al più alto livello possibile