Una piega, piuttosto importante, del nuovo contratto collettivo di lavoro CBA della NBA limita da quest’anno la possibilità per le squadre di mettere sotto contratto i giocatori precedentemente svincolati tramite buyout. Una fase del mercato NBA che di solito si apre dopo la trade deadline che è il termine ultimo per effettuare gli scambi.
Dalla stagione 2023-24, le squadre che si trovano al di sopra della soglia della luxury tax potranno mettere sotto contratto un giocatore precedentemente svincolato via buyout, solo se il suo contratto transato fosse inferiore alla cifra massima di una non-taxpayer midlevel exception, per le squadre che non pagano la tassa di lusso. Cifra fissata a 12.4 milioni di dollari.
In questa stagione, sono 10 le squadre al di sopra del primo “tax apron” e che come effetto della nuova regola non potranno mettere sotto contratto giocatori come Kyle Lowry o Gordon Hayward, per fare due esempi, qualora questi dovessero ricevere una buonuscita dal loro contratto in scadenza nell’estate 2024. Ovvero:
- Chicago Bulls
- Los Angeles Lakers
- Philadelphia 76ers
- Miami Heat
- Denver Nuggets
- Milwaukee Bucks
- Boston Celtics
- LA Clippers
- Golden State Warriors
E 5 di queste squadre sono messe ancora “peggio”, e con ancor meno flessibilità.

