La fresca sconfitta casalinga contro i Sacramento Kings non servirà certo a placare i “rumors” così definiti attorno alla panchina e alla posizione di Frank Vogel, allenatore dei Los Angeles Lakers.
Lakers che sono partiti con un deludente 10-11 di record in stagione, facendo i conti con qualche infortunio di troppo occorso a LeBron James, Talen Horton-Tucker e al solito Anthony Davis (sono tuttora fermi anche Kendrick Nunn e Trevor Ariza), e soprattutto con una mancanza di identità, soprattutto difensiva.
Dopo 21 partite giocate, i Lakers sono 20esimi per defensive rating, e quello che avrebbe dovuto essere un attacco esplosivo, non lo è finora stato: addirittura 22esimi per offensive rating, con tanti cambi in quintetto base, esperimenti e soluzioni dettate (anche) dagli infortuni.
Lakers, pressione su coach Frank Vogel?
Già prima del KO contro i Kings, Marc Stein su Substack aveva riportato di una “pressione montante” attorno a Frank Vogel, il coach del titolo NBA 2020. La partenza della squadra è definita “preoccupante“, e il divario con le prime della classe a Ovest, Golden State Warriors (17-2) e Phoenix Suns (16-3) inizia a allargarsi. Il progetto, mai dichiarato ma tra i motivi che hanno portato a Los Angeles Russell Westbrook, di “far rifiatare” LeBron James in stagione regolare per portarlo il più fresco possibile ai playoffs, non è mai partito. Su 21 partite giocate, i Lakers hanno terminato 7 volte all’overtime, di cui due consecutive contro Pacers e Kings.
James ha saltato 11 delle 21 partite disputate fin qui, ma sta giocando 35.4 minuti di media, il suo massimo in carriera dal 2017\18, e a fine dicembre compirà 37 anni. Carmelo Anthony, altro 37enne, è sembrato tra i più in palla fisicamente mentre giocatori più giovani come Talen Horton-Tucker (la cui stagione è iniziata in ritardo per un infortunio) e Malik Monk viaggiano tra alti e bassi, soprattutto al tiro. L’altro acquisto estivo importante, l’ex Heat Kendrick Nunn, è fermo da inizio anno per un problema al ginocchio destro.
Anthony Davis, a tratti indolente in campo in queste prime 21 partite, si è alternato nel ruolo di ala forte e centro con DeAndre Jordan e Dwight Howard, e su di lui ricade la gran parte del lavoro difensivo di una squadra con tanti cattivi difensori esterni. In attacco, l’arrivo di Russell Westbrook lo ha relegato al ruolo di terza opzione offensiva quando in campo ci sono i big three, con LeBron James.
Westbrook, dal canto suo, viaggia al solito a cifre altisonanti (oltre 20 punti con 8 rimbalzi e 8 assist di media), ma sta tirando da tre con il 30% su ben 4.5 tentativi a partita e il 69% ai tiri liberi su 5.5 tentativi, il minimo in carriera dal 2011. Le difese lo sfidano come da programma al tiro da fuori.

