Lakers, lotta contro il tempo per liberare spazio salariale per un “max slot”

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Dopo la trade con i New Orleans Pelicans per Anthony Davis, i Los Angeles Lakers cercano di aprire più spazio salariale possibile per completare la squadra, e firmare una terza star da affiancare al duo James-Davis con 32 milioni di dollari per un terzo “max slot”.

Come riportato da Adrian Wojnarowski e Bobby Marks di ESPN, i Lakers avrebbero messo sul mercato i contratti dei giovani Moe Wagner, Isaac Bonga (selezionati al draft 2018) e la guardia-ala Jemmerio Jones, firmato al termine della stagione 2018\19 con un biennale parzialmente garantito.

Il general manager della squadra Rob Pelinka punterà a scaricare i contratti di questi ed altri giocatori attualmente a roster (ad eccezione naturalmente di LeBron James e Kyle Kuzma) per ricevere in cambio scelte future al secondo giro, che andrebbero a rimpinguare un pacchetto scelte quasi del tutto impiegato per indurre i Pelicans a cedere Anthony Davis.

Il regolamento salariale NBA prevede che le squadre possano comprare e vendere le proprie scelte in cambio di somme di denaro sino ai 5.2 milioni di dollari a stagione. I Lakers acquistarono i diritti sulla scelta di Bonga nel 2018 per 1.5 milioni, e potranno utilizzare il resto del “tesoretto” accordato dalla lega in vista del prossimo draft (il 20 giugno a Brooklyn, NY).

Una mossa di “cap relief” necessaria per i Los Angeles Lakers, che dovranno liberare dello spazio extra per accogliere l’intero salario di Anthony Davis qualora il giocatore non rinunciasse alla “trade kicker” da 4 milioni di dollari (+15% dell’attuale salario) prevista dal suo contratto (la clausola di “trade kicker” aumenta proporzionalmente il salario di un giocatore quando questo viene scambiato a contratto in essere).

L’intenzione di Davis dovrebbe essere quella di non rinunciare a tale clausola, in vista della deadline per la finalizzazione della trade (fissata come da regolamento per il 6 luglio).

Lakers e Celtics a colloquio con i Pelicans per Anthony Davis, trade più vicina

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I Boston Celtics ed i Los Angeles Lakers a colloquio con i New Orleans Pelicans per Anthony Davis, come riportato da Adrian Wojnarowksi, Ramona Shelbourne, Brian Windhorst e Zach Lowe di ESPN.

L’obiettivo dei Pelicans è quello di ottenere quanti più asset possibili, se necessario ricorrendo ad una trade che coinvolga più di due team, come riportato nei giorni scorsi. I Lakers avrebbero proposto a David Griffin, presidente dei Pels, la loro quarta scelta assoluta al draft NBA 2019.

Per i Boston Celtics, l’arrivo di Anthony Davis potrebbe rivelarsi la miglior strategia per trattenere in bianco verde la star Kyrie Irving, dato in questi giorni sempre più lontano da Boston dopo una stagione deludente.

Lakers e Celtics in trattative per Anthony Davis, i Pelicans vogliono Kuzma

Proprio nella giornata di mercoledì, l’agente di Anthony Davis Rich Paul aveva confermato l’intenzione del suo assistito di sondare la free agency nel 2020, anno di scadenza dell’attuale contratto di AD, qualunque sia la squadra cui i Pelicans decideranno di cederlo.

“Non ho idea di dove andrà, e non importa” Così Paul “Perché dovrebbe importarmi? Esploreremo la free agency. Ha un anno di contratto, deve giocare, ma dopo di ciò, posso dirlo: Anthony Davis sarà free agent nel 2020”.

Come riportato da Tania Ganguli del LA Times, uno dei giocatori dei Los Angeles Lakers su cui l’attenzione dei Pelicans sarebbe particolarmente alta è Kyle Kuzma. I Lakers sarebbero però al momento restii a cedere il prodotto di Utah. L’offerta di Rob Pelinka, gm dei giallo-viola, sarebbe imperniata su Lonzo Ball, Brandon Ingram e la quarta scelta assoluta 2019.

In un ulteriore sviluppo di una trattativa sempre più ampia, i New Orleans Pelicans potrebbero girare la scelta dei Lakers ad un terzo team, in cambio di un giocatore di impatto immediato. Al contempo, i Los Angeles Lakers potrebbero “risparmiare” e conservare la loro scelta qualora decidessero di cedere su Kuzma.

I Boston Celtics, dal canto loro, saranno costretti dalla Designated Rookie Extension Rule ad attendere sino al 1 luglio (primo giorno della free agency 2019) per tentare ufficialmente l’assalto a Anthony Davis. Le regole salariali NBA vietano al momento a Boston di avere due “designated players” (Davis e Irving) sotto contratto contemporaneamente.

Lakers, Lionel Hollins nuovo assistente allenatore di coach Frank Vogel

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I Los Angeles Lakers assumono coach Lionel Hollins, l’ex capo allenatore dei Brooklyn Nets si unirà al nuovo coaching staff di Frank Vogel.

Dopo Jason Kidd, è quello di Hollins, 66enne ex coach di Nets e Memphis Grizzlies, il nome nuovo per la panchina dei giallo-viola, la cui guida è stata affidata all’ex Pacers Frank Vogel il mese scorso dopo la cacciata di Luke Walton.

Con i Grizzlies, coach Hollins ha raggiunto nel 2011 le semifinali di conference (46-36 il record in stagione), per poi lasciare il Tennessee due stagioni più tardi e trasferirsi a Brooklyn, per allenare i Nets di Joe Johnson, Deron Williams e Brook Lopez.

Ai Nets, Hollins sostituì proprio il neo collega Kidd, cacciato al termine della stagione 2013\14 dopo una sola annata. L’avventura a Brooklyn durò appena una stagione e mezza per coach Hollins, e si concluse con l’esonero dopo 37 partite nella stagione 2015\16.

Anthony Davis, no ai Celtics: “Soluzione temporanea qualsiasi destinazione che non sia Los Angeles”

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Anthony Davis non vuole i Celtics. La star dei New Orleans Pelicans rimane determinata a raggiungere Los Angeles e LeBron James, subito via trade o tra 16 mesi via free agency, nel 2020.

 

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter, Davis avrebbe ribadito che considererà qualsiasi destinazione che non siano i Los Angeles Lakers una soluzione “a tempo”, il tempo di arrivare a fine contratto nell’estate 2020 ed accettare una eventuale proposta di contratto da parte dei giallo-viola.

 

“Diktat” che comprende anche i Boston Celtics, estimatori di lunga data del 5 volte All-Star dei New Orleans Pelicans ed oggi alle prese con le “bizze” dell’irrequieto Kyrie Irving.

 

 

Anthony Davis non vuole i Celtics, solo i Lakers sulla scena?

 

l General Manager dei Pelicans Dell Demps ed i vertici dirigenziali della franchigia della Lousiana, guidati dalla proprietaria Gayle Benson, hanno l’intenzione di resistere ad un primo assalto dei Los Angeles Lakers, per portare le trattative tra Pelicans e Celtics al prossimo giugno, quando il GM dei bianco-verdi Danny Ainge sarà in grado di fare la sua offerta per Davis.

 

Un pacchetto che possa comprendere Jayson Tatum e\0 Jaylen Brown, Terry Rozier (che sarò free agent a luglio e per il quale si dovrebbe procedere ad una sign-and-trade), addirittura Al Horford e soprattutto il prezioso “tesoretto” di scelte al primo giro sapientemente accumulate da Ainge neli anni è il vero obiettivo del front office dei New Orleans Pelicans.

 

Dell Demps ed i Lakers, nella persona del Presidente Magic Johnson e del General Manager Rob Pelinka, hanno nelle scorse ore aperto un tavolo di trattativa. Il duo Magic-Pelinka avrebbe proposto ai Pelicans fino a 5 combinazioni diverse di giocatori, lista che comprende i giovani Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Brandon Ingram, Josh Hart e Ivica Zubac.

 

 

Al momento, la “linea di difesa” dei New Orleans Pelicans si è attestata sul “metodo Spurs”, già testato poco meno di un anno fa dai San Antonio Spurs nella conduzione delle trattative per la cessione di Kawhi Leonard. Difficilente i New Orleans Pelicans cederanno alle pressioni dei Lakers e dell’influente Rich Paul, se Demps, Mickey Loomis (vice-presidente esecutivo dei New Orleans Saints e President of Basketball Operations dei Pels) e Miss Benson non riteranno vantaggiosa la miglior offerta possibile in arrivo da Los Angeles.

 

Lakers a parte, e con la chiusura dell’affare Porzingis che ha tolto i New York Knicks dalla scena, poche sono le squadre in grado entro la deadline del prossimo 7 febbraio di offrire quanto i Pelicans pretendono per la loro star.

 

La volontà di Davis di trasferirsi a Los Angeles lascia ben poca speranza ad altre eventuali pretendenti.

Kobe Bryant: “Sia Westbrook che Harden meritano l’MVP”

Kobe Bryant

Non è mai capitato nella storia della NBA che due giocatori riuscissero ad aggiudicarsi contemporaneamente il premio di MVP. Kobe Bryant, vincitore del titolo di MVP nella stagione 2007-2008 con i Los Angeles Lakers, non ha ancora le idee chiare su chi sia più meritevole del titolo tra James Harden degli Houston Rockets e Russell Westbrook degli Oklahoma City Thuder. Il Black Mamba però, non sarebbe affatto contrario se il premio dedicato a Maurice Podoloff, primo presidente della NBA, venisse consegnato ad entrambe le guardie.

Sono abbastanza convinto che questo possa essere un co-MVP. Non si può letteralmente decidere chi dei due debba vincere, visto quello che stanno dando in campo in questa stagione. Non abbiamo mai visto una cosa del genere fin’ora.

Queste le dichiarazioni rilasciate ieri alla giornalista di ABC Sage Steel.

Co-MVP, fervida immaginazione o realtà concreta? Bryant sembra esserne convinto.

Se parliamo con uno di loro singolarmente, diranno sicuramente l’uno dell’altro, che sta avendo una stagione impressionante. La cosa più giusta da fare sarebbe questa. Ripeto, non abbiamo mai visto due giocatori giocare a questi livelli nella stessa stagione.

In questo momento i Thunder sono a 41 vinte e 31 perse, ed hanno uno svantaggio di dieci partite nei confronti dei Rockets, che sono a 51 vinte e 22 perse in stagione. Il record di franchigia quindi, potrebbe far pendere l’ago della bilancia sul giocatore che avrà ottenuto un miglior risultato di squadra. Come andrà a finire? Staremo a vedere.

Lakers, occhi puntati su Noel e Millsap

Millsap su Towns

I Los Angeles Lakers, prima della trade deadline, potrebbero cercare di arrivare a qualcuno dei big man che sembrano essere finiti sul mercato: la franchigia di LA punta con decisione a due profili molto diversi stando agli ultimi rumors riportati da Sportingnews.com

Da un lato ci sarebbe il centro dei Philadelphia 76ers, Noel, ragazzo molto giovane, con doti difensive da rim protector davvero niente male: la franchigia vuole scambiarlo, ha necessità di muoverlo vista la presenza di tanti lunghi nel frontcour, da Okafor ad Embiid. Inserito come centro titolare con Mozgov a fargli da “chioccia” potrebbe avere un ruolo importante nei Los Angeles Lakers del presente e del futuro e potrebbe accoppiarsi anche bene con Randle, giocatore che nella metà campo offensiva è eccezionale, ma pecca ancora in quella difensiva, aspetto del gioco sul quale sta lavorando molto Luke Walton per farlo diventare un top assoluto nel ruolo.

Vucevic e Noel
Vucevic e Noel

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Cinque motivi per cui i Los Angeles Lakers sono sulla strada giusta

Los Angeles Lakers

Partenza con alti e bassi, ripresa a razzo, di nuovo in calo: i Los Angeles Lakers sono una squadra giovane, non giriamoci molto attorno e servirà qualcosa di più di un semplice miracolo a Luke Walton per portarli ai playoffs ad Aprile. O forse no…

Anche dopo la sconfitta pesante contro Minnesota i Los Angeles Lakers hanno saputo rifarsi subito andando a vincere contro Brooklyn. Record di squadra che dice 7 vittorie e 5 sconfitte, quale tifoso di LA non ci avrebbe messo la firma ad inizio stagione?

Sono la sorpresa positiva ad ovest: cinque sono i motivi principali per cui a Los Angeles possono ben sperare per il futuro prossimo, neanche troppo prossimo.

1. Luke Walton

Phil Jackson e Luke Walton
Phil Jackson e Luke Walton

Alla sua prima stagione da head coach (per lo stop alla schiena di Kerr) dei Golden State Warriors (sulla carta era sempre un assistente allenatore, ma nella realtà era lui il coach fino al rientro dell’ex giocatore dei Chicago Bulls) ha fatto vedere di cosa è capace (39-4 ad avvio stagione).

I Los Angeles Lakers di Luke Walton giocano un basket moderno, armonico: sette sono i giocatori confermati dalla scorsa stagione. Allora cosa è cambiato? Eh sì, è proprio il fattore Walton. Aprire il campo, giocare di squadra e sfornare assist. Tutto quello che non facevano la scorsa stagione lo stanno facendo ora. Pochi giri di parole. Julius Randle ne ha parlato chiaramente: “E’ una persona sincera, abbiamo un rapporto aperto e diretto con lui, si informa di tutto quello che facciamo. Posso scrivergli un messaggio, chiamarlo, parlare con lui dopo l’allenamento o quando voglio. E’ incredibile.” 

Spirito di gruppo ritrovato, gioco offensivo ok, la difesa verrà con il tempo. Gestione di Ingram davvero intelligente, senza buttarlo subito nella mischia, struttura delle rotazioni e panchina davvero super. Luke Walton si è presto subito sotto braccio i Lakers.

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“Voglio restare a Los Angeles, al 100%”

Jordan Clarkson

Mi sento a casa a Los Angeles, voglio assolutamente restare qui. Al 100%. Voglio giocare nei Lakers ancora

Questa la dichiarazione d’amore che chiude ogni discorso (mai realmente iniziato) riguardo un addio di Jordan Clarkson: la guardia dei Los Angeles Lakers lo ha dichiarato a NBCLA.com. Nonostante i rumors privi di alcun fondamento relativi ad un possibile addio durante la free agency, Jordan Clarkson nega tutto e giura amore alla franchigia della città degli Angeli. Niente da fare per New York, niente da fare per i Grizzlies, niente da fare per tutte le franchigie della lega: JC resterà ancora a Los Angeles. Sarà restricted fre agent in estate e qualsiasi offerta (entro il massimo salariale che può ricevere) verrà pareggiata dai Lakers, per cui i discorsi su un suo addio si fermano dove iniziano.

Jordan Clarkson in stagione ha fatto registrare numeri davvero super: la sua maturazione continua e continuerà ancora nella prossima season con Luke Walton ad allenarlo.
15.5 punti, 43.3% dal campo, un talento in grado di accendersi ed essere davvero determinante per il futuro della franchigia uscendo dalla panchina: per lui anche 2.4 assist, 1.1 palle rubate e 1.7 palle perse per sfida. Queste le sue stats dei due anni in cui ha giocato nella lega:

REGULAR SEASON AVERAGES
SEASONTEAMGPGSMINFGM-AFG%3PM-A3P%FTM-AFT%ORDRREBASTBLKSTLPFTOPTS
’14-’15593825.04.5-10.1.4480.6-2.1.3142.2-2.7.8291.02.33.23.50.20.91.81.611.9
’15-’16797932.36.0-13.9.4331.4-4.1.3472.1-2.6.8041.22.84.02.40.11.12.11.715.5
Career13811729.25.4-12.3.4381.1-3.2.3382.1-2.6.8151.12.63.72.90.11.02.01.714.0

Da dove ripartire

La stagione NBA sta volgendo al termine, quella dei Lakers, com’era ampiamente prevedibile a inizio stagione, si è già conclusa a metà Aprile con il termine della Regular Season. La stagione, se guardiamo esclusivamente il record, è stata fallimentare, 17-65, peggior record della storia della franchigia. Tuttavia, in questa “Caporetto” gialloviola ci son state delle note positive, che fanno presagire, o quantomeno sperare, in una rinascita della franchigia: i giovani.

In quest’ultima stagione, al loro primo anno, si sono messi in mostra: Julius Randle , D’Angelo Russell e Larry Nance Jr.. Si lo so, Randle sulla carta non è rookie, ma di fatto, il primo anno (2014-2015) l’ha passato in infermeria per una frattura alla tibia alla prima gara di regular season. Andiamo ad analizzare le caratteristiche dei giocatori e i miglioramenti che saranno richiesti per la prossima stagione.

Julius Randle:

classe 1994, ala grande, una macchina da doppia doppia (34 nella stagione passata), ha concluso la RS con la media di 11.3 pts, 10.2 reb e 1.8 ast. Nell’off-season dovrà assolutamente migliorare alcuni aspetti del suo gioco, difensivamente, spesso, è impreparato tatticamente (non porta raddoppi e aiuti sul lato debole) e poco concentrato (abbocca spesso alle finte), Walton e colleghi dovranno lavorare molto su questo. Per quanto riguarda la fase offensiva, vedo in lui un potenziale enorme nonostante un repertorio d’attacco ancora acerbo, utilizzo esasperato della mano mancina, jumper dalla media poco utilizzato e ancor meno il tiro da 3 (10 su 36). Nell’NBA moderna è necessario ampliare il proprio raggio di pericolosità offensiva, anche per i lunghi.

D’Angelo Russell:

classe 1996, playmaker, eccellente visione di gioco, ha concluso la RS con la media di 13.2 pts, 3.4 reb e 3.3 ast. La stagione passata è stata ricca di difficoltà. Inizialmente, il play nativo di Louisville, nonostante la partenza in quintetto, non poteva esprimere il proprio gioco a causa della presenza ingombrante in campo del 24, spesso e volentieri non poteva condurre il gioco e questo ha condizionato molto il suo inizio di stagione. La stagione sembrava andar via via migliorando, sia per la scelta di Kobe di delegargli le responsabilità sia per la consapevolezza nei propri mezzi, fino a quando Byron Scott non l’ha relegato in panchina (preferisco non commentare questa scelta). Nonostante queste vicissitudini, non dimentichiamoci il caso “Nick Young”, l’ultima parte di stagione è stata molto più che incoraggiante. I miglioramenti richiesti sono per lo più caratteriali, i Lakers hanno puntato parecchio, se non tutto, su di lui, deve comportarsi da Leader con la L maiuscola, sia dentro sia fuori dal campo. La prossima stagione sarà la sua squadra.

Larry Nance Jr:

classe 1993, ala grande, mezzi atletici importanti, ha concluso la RS con la media di 5.5 pts, 5.0 reb e 0.4 blk. Dal figlio d’arte non è richiesto un ruolo primario, tuttavia può apportare un ottimo contributo dalla panchina. Dotato di un discreto tiro, si richiede come a Randle, di migliorare il suo jumper dalla media (nella stagione passata ha chiuso con il 34% scarso). Un ulteriore lavoro quest’estate sarà dedicato al tiro da 3, praticamente inutilizzato, solo 1 su 10. Abile nel catch and shoot, viceversa, inaffidabile tirando dal palleggio, migliorabile nei movimenti in post.

 

Per NBAPassion.com
Matteo di Francesco

Sogni e Realtà: la free agency dei Lakers

Mai come in questa Free agency i Los Angeles Lakers puntano a fare un mercato importante per riportare la franchigia ai vecchi albori: tanti i nomi accostati alla franchigia, tantissimi nomi, da Durant passando per Drummond, Ezeli, Barnes per arrivare a DeRozan. Andiamo ad analizzare le possibilità della squadra che sarà allenata da Luke Walton, vice di Steve Kerr ai Golden State Warriors, nella prossima stagione.

DeRozan Kevin Durant
SP-RAPTORS6JAN Toronto Raptors DeMar DeRozan (10) commits a foul against Kevin Durant (35) with 3:50 to go in the 4th during the game as the Toronto Raptors 104-92 to the Oklahoma City Thunder at the Air Canada Centre January 6 2013 DAVID COOPER/TORONTO STAR

Partiamo ovviamente da Kevin Durant obbiettivo che potrebbe prendere il posto del Mamba come giocatore franchigia e garantire punti e leadership che in questo gruppo molto giovane mancano: KD però dal canto suo vorrebbe più garanzie rispetto a quello che i Lakers possono dargli per competere per il titolo NBA sin da subito ed aspetterà ovviamente anche la fine dei playoffs per qualsiasi considerazione su un futuro lontano o meno da Oklahoma City. Se dovesse spostarsi da Oklahoma, lo farebbe per un team già competitivo e pronto a lottare per il titolo, quindi è una idea da scartare subito.

Un altro nome spesso accostato ai gialloviola è quello di DeRozan. Giocatore che in questa stagione ha dimostrato di poter essere un tassello importante, ma dal rendimento altalenante soprattutto nei playoffs: negativo in molte gare, si è risvegliato in game 5 sia contro i Pacers che contro gli Heat, dimostrandosi però un giocatore mentalmente non pronto ad essere definito un All Star, né tantomeno un giocatore per fare il salto di qualità.  Firmato però non al massimo salariale, potrebbe incastrarsi bene con D’angelo e Clarkson, formando un bel terzetto che potrebbe ingolosire qualche altro free agent importante.

Anche di Hassan Whiteside centro di sicuro rendimento si è parlato molto negli ultimi tempi, ma anche per lui vale il discorso fatto con DeRozan relativo alle richieste che farà a chi busserà alla sua porta: in caso di pretese non folli per un centro del suo livello, potrebbe essere un buonissimo centro da quintetto da affiancare a Randle.
Restando in tema centri, attenzione ad Ezeli, pallino di Walton che potrebbe essere il giocatore ideale per formare un front court di tutto rispetto.

Guardando in casa Charlotte, l’obiettivo potrebbe essere Nicolas Batum ala alle prese con molti infortuni in stagione e durante i playoffs. Il francese però ha dichiarato più di una volta di volere restare agli Hornets, per cui appare difficile un suo approdo a Los Angeles. Nel reparto SF, attenzione anche ad Harrison Barnes, un giocatore limitato a Golden State ma che potrebbe garantire tanti punti per lo starting five dei Lakers.

Ovviamente molto passerà dal draft: in caso venga firmata una SF di prospettiva se verrà tradata per un giocatore pronto allora potrebbe essere firmata una altra ala piccola di livello e già pronta, altrimenti il discorso free agency si sposterebbe su altri ruoli scoperti per dare lo spazio a Simmons o Ingram di crescere come fatto dai Wolves con Wiggins.