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NBA, i Lakers eliminati anche dai play-in. KO a Phoenix, passano gli Spurs

di Michele Gibin

Con la sconfitta per 121-110 a Phoenix Contro i Suns, e la concomitante larga vittoria dei San Antonio Spurs a Denver contro i Nuggets per 116-97, i Los Angeles Lakers sono ufficialmente eliminati anche dai play-in della Western Conference.

Senza LeBron James ancora out per i problemi alla caviglia sinistra, i Lakers giocano a viso aperto contro la miglior squadra della regular season NBA per oltre metà partita, ma nel terzo quarto subiscono un parziale di 35-22 che li condanna. Russell Westbrook, Anthony Davis e Austin Reaves sono gli ultimi a provare a tenere viva la stagione ma i Suns, con Devin Booker e e un grande Deandre Ayton sono di un’altra categoria, e quando accelerano travolgono i gialloviola.

Booker chiude con 32 punti, 7 rimbalzi e 4 assist, Chris Paul di assist ne aggiunge 12 con una sola palla persa, e Ayton sigla una doppia doppia da 22 punti e 13 rimbalzi.

Anthony Davis gioca infortunato, come già fatto contro Denver domenica, e mette assieme una doppia doppia da 21 punti e 13 rimbalzi, Russell Westbrook con 28 punti è il miglior realizzatore, ma ci sono anche 6 palle perse. Ora ai Lakers mancano 3 partite per chiudere ufficialmente la stagione NBA 2021\22, una delle più deludenti della storia recente della franchigia, LeBron James è ancora in corsa per il titolo di top scorer stagionale, secondo con 30.3 punti di media dietro a Joel Embiid (30.4) ma per essere eleggibile avrà bisogno di scendere in campo per altre due partite e arrivare a quota 58 presenze: difficile, visto l’infortunio alla caviglia.

Dopo la partita, coach Frank Vogel la cui esperienza sulla panchina dei Lakers potrebbe essere terminata, ha parlato di stagione “deludente” e “sconnessa“, in cui la squadra non è riuscita mai a trovare un filo. “Siamo delusi soprattutto per i nostri tifosi, per la famiglia Buss che ci ha dato questa opportunità di portare al successo la squadra, non ci siamo riusciti“.

Per Carmelo Anthony, “la squadra aveva tutti i mezzi per riuscire, non ce l’abbiamo fatta, alcune cose sono sfuggite al nostro controllo. Ma non ci sono scuse e non le accamperemo“.

I Los Angeles Lakers entreranno dunque nella off-season con soli 6 giocatori a roster al momento sotto contratto (James, Davis, Westbrook, Horton-Tucker, Nunn, Johnson) e un monte salari già impegnato per oltre 147 milioni di dollari. La scelta al primo giro al draft 2022 finirà o ai New Orleans Pelicans o ai Memphis Grizzlies, la prima questione in termini di priorità sarà la cessione via trade di Russell Westbrook, il cui contratto prevede una player option da 47 milioni di dollari per il 2022\23.

Il mio piano è quello di onorare il mio contratto“, così Russell Westbrook dopo la partita, a caldo “ma nulla è deciso, di certo mi piacerebbe tentare ancora. Vorrei vedere come può sembrare (il trio con James e Davis, ndr) su una base di 82 partite ma di garanzie non ce ne sono. Speriamo di averne la possibilità“.

LeBron James, che ha compiuto 37 anni a dicembre, sarà a sua volta eleggibile per un’estensione contrattuale biennale da circa 90-100 milioni di dollari, e anche la situazione di mercato attorno a Anthony Davis, colui che avrebbe dovuto raccogliere il testimone di James come star e leader della squadra, sarà da monitorare: una ricostruzione del roster che punti a riacquisire tutte le scelte al draft sacrificate in passato per provare a vincere (e riuscirci, nel 2020 a Orlando) potrebbe passare dalla cessione via trade dell’unico vero asset pregiato di cui la squadra dispone.

Quest’anno abbiamo avuto più quintetti diversi che vittorie” dice Davis “ma il nostro obiettivo era comunque quello di vincere il titolo e sento che avevamo tutto per farlo. Io, LeBron e Russell (Westbrook, ndr) siamo grandi giocatori e avremmo potuto fare meglio con più partite a disposizione assieme, più minuti. Ma non è stato così, e competere per la vittoria finale senza che i 3 migliori giocatori della squadra possano giocare tanto assieme, diventa difficile“.

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