Nikola Jokic attacca fronte a canestro, Dwight Howard lo insegue a debita distanza e il serbo guadagna il centro dell’area, con una finta fa saltare l’ex stella di Magic e Rockets e deposita a canestro i due punti del 61-43 Nuggers alla Ball Arena, quando mancano 4 minuti alla fine del secondo quarto di gioco.
LeBron James, a pochi passi dalla scena, guarda verso la metà campo e si asciuga i palmi delle mani sulla divisa da gioco.
Un gesto che James compie praticamente a ogni canestro subito dai suoi, spazzati via dal campo per 133-96 dai Nuggets di Jokic, dell’ex compagno di squadra a Cleveland Jeff Green, e del rookie Bones Hyland.
Una sconfitta che segna il punto forse più basso (fin qui) della stagione dei Lakers, che subiscono 73 punti nel solo primo tempo, concedono 23 triple a bersaglio a Denver (22-19) che chiuderà con 35 assist di squadra e appena 6 palle perse. I Lakers non si sono sostanzialmente presentati in campo, mente Jokic chiudeva con una tripla doppia da 17 punti, 12 assist e 13 rimbalzi e Nas’Shon “Bones” Hyland veleggiava verso un season high da 27 punti con 10 rimbalzi (!) e 6 tiri da tre punti a bersaglio.
E non si presenta neppure in conferenza stampa post partita LeBron James, cosa che è accaduta raramente in passato anche nei momenti più difficili negli anni per le sue squadre. Tocca a coach Frank Vogel, a Dwight Howard e a Russell Westbrook provare a spiegare cosa sia andato storto a Denver.
La difesa dei Lakers (22-21) è crollata nell’ultimo mese, la sconfitta della Ball Arena è la seconda peggiore in carriera per LeBron James per punti di scarto (-37). King James chiude con 25 punti e 9 rimbalzi in 31 minuti ma la sua irritazione in campo è palpabile, così come la pochissima attenzione difensiva. Cosa che condivide con i suoi compagni di squadra, peraltro, con Howard schierato in quintetto contro Jokic e dominato senza speranza, e con un Westbrook sempre abilissimo a perdere di vista il suo uomo sui blocchi e concedere tiri con metri di spazio a Will Barton, Aaron Gordon, Hyland e Monte Morris.
Tutta la frustrazione di Russ si sfoga nel terzo quarto, con i Nuggets in vantaggio per 88-69 e quando Gordon lo getta a terra dopo un contatto a centro area. Westbrook si rialza e cerca il contatto con l’ala di Denver, tra i due volano parole prima di essere separati dai rispettivi compagni di squadra e coach, il doppio fallo tecnico è inevitabile.
Tutto è moltiplicabile per 10 quando si parla di Lakers, e soprattutto quando le cose vanno male come in questa stagione. A mettere ulteriore pressione alla squadra ci ha pensato una vecchia gloria ed ex dirigente della squadra, Magic Johnson che su Twitter ha ufficialmente aperto il processo.
“Dopo essere stati travolti per 133-96 dai Nuggets, noi tifosi dei Lakers possiamo anche accettare una brutta sconfitta, ma meritiamo di più di quanto poco fatto vedere in termini di sforzo e senso di urgenza. Jeanie Buss si merita di meglio“, così Magic via Twitter.
Un messaggio cui ha voluto rispondere Russell Westbrook nel post gara, interpellato: “Non ho molto da dire, chiunque a questo mondo ha un’opinione su qualsiasi cosa. La cosa che si può fare è farla entrare da un orecchio e farla uscire dall’altro. Johnson? Lui non è qui con noi tutti i giorni e non sa che cosa accade in gruppo. Noi dobbiamo solo deciderci a giocare duro, a volte schemi e strategie non servono, basta giocare duro“.

