Partiamo da Luka Doncic.
I Dallas Mavericks sperano di riavere presto in campo l’All-Star sloveno, magari giovedì contro i Bucks, come ci dice Tim MacMahon di ESPN (via Twitter).
Doncic non è stato disponibile per le ultime quattro partite dei Mavericks, a causa di alcuni problemi alla caviglia sinistra che si porta avanti dal mese scorso, e ha mancato la sua quinta partita questa notte contro i Timberwolves, e cioè la sua nona gara complessiva dall’inizio dell’attuale stagione.
“Mi sarei dovuto fermare un po’” ha detto lo sloveno. “Nonostante non stessi bene ho voluto continuare a giocare”.
A detta di coach Kidd, però, ora siamo sulla giusta strada per rivederlo in campo. “La prima cosa è la caviglia, dobbiamo lavorare su quella“, ha detto il capo-allenatore. “E poi sulla sua condizione. Per come stanno le cose ora, sta facendo il meglio che può. Speriamo di riaverlo disponibile per giovedì. Le cose stanno andando bene. È stato fuori per un po’, quindi il suo condizionamento sarà un po’ indietro. Ma starà bene“.
Nonostante abbia iniziato la stagione 2021/22 fuori forma, però, Doncic è stato molto efficace per Dallas quando è stato disponibile ed è riuscito a giocare. In 21 partite, infatti, il 22enne ha una media di 25.6 punti, 8.5 assist e 8 rimbalzi.
I Dallas Mavericks si posizionano ora all’ottavo posto della Western Conference, con un record complessivo del 50% di vittorie (15-15), compresa la partita di stanotte contro i Timberwolves, ed un record di 3-6 senza Luka.
Kristaps Porzingis e il suo infortunio
Nel corso del terzo quarto della partita di domenica contro Minnesota, poi, Kristaps Porzingis (che in quel match ha segnato 13 punti, di cui 9 dalla lunetta) ha lasciato il campo e non è più rientrato, il tutto a causa di un dolore al piede destro.
Dallas ha poi perso l’incontro 111-105, ma coach Kidd ha rassicurato tutti sulle condizioni dell’ala. Infatti i raggi X hanno dato esito negativo e, quindi, negato la presenza di qualche frattura.
Porzingis è attualmente alla sua terza stagione con i Mavs, e quest’anno viaggia con una media di 19.7 punti, 8.1 rimbalzi e 1.6 stoppate, nonostante abbia saltato (per ora) 7 partite in questi primi due mesi di stagione.
La situazione Covid in casa Dallas Mavericks
C’è poi la situazione Covid, una questione abbastanza spinosa per tutta la NBA.
Attualmente, infatti, risultano nel protocollo anti-Covid 4 giocatori dei Dallas Mavericks, e cioè Tim Hardaway Jr (giocatore chiave che aveva segnato 28 punti nella partita di domenica, uscito positivo a sorpresa martedì, dopo i test mattutini della squadra), Maxi Kleber, Reggie Bullock e Josh Green.
“Tutto sta cambiando di ora in ora“, ha detto coach Kidd in merito. “Devi solo adattarti, e poi mettere i tuoi ragazzi in posizione per trovare un modo per vincere. Basta rimanere positivi. Ci sono un sacco di opportunità per i ragazzi di giocare. Stiamo firmando ragazzi a destra e a manca e, visto lo spazio che abbiamo, sono sicuro che ne firmeremo ancora”. Infatti, a detta di coach Kidd, in questo momento la NBA è come un’agenzia che può prestare attenzione a un sacco di giocatori di G-League, che non è mai stata così potente.
Per cercare di rimettere un po’ in piedi la situazione, infatti, anche i Mavs (che erano scesi a 11 giocatori disponibili tra infortuni e contagi Covid, a cui dobbiamo aggiungere anche Cauley Stein, fuori per ragioni personali, e Omoruyi che ha un problema al piede destro) non si sono sottratti alla possibilità di prendere nuovi giocatori con contratti da 10 giorni, come hanno fatto molte altre squadre.
Al roster di Dallas sono infatti stati aggiunti Theo Pinson, Marquese Chriss, Georges King e Charlie Brown Jr.
Per quanto riguarda Theo Pinson, ha dato subito prova di sé con i nuovi compagni di squadra, in particolare grazie con la guida di un contropiede con un rimbalzo perfettamente sincronizzato, per una schiacciata di Dorian Finney-Smith, nel secondo quarto della partita di martedì. “Theo è stato nella lega e capisce come giocare“, ha detto Kidd. “Questo è un grande palcoscenico e sono sicuro che si adatterà”. Il 26enne, infatti, è nella NBA dal 2018 e ha giocato per i Nets e Knicks, per un totale di 68 gare. Pinson ha poi giocato 12 gare con i Maine Celtics in G-League, franchigia affiliata ai Boston Celtics, realizzando 16.4 punti a partita, con 4.6 rimbalzi e 4.4 assist.
Marquese Chriss, invece, (ottava scelta assoluta del draft 2016) ha avuto un buon primo impatto con un paio di bei rimbalzi e 4 punti nel primo quarto. Lui ha giocato con i Blazers in preseason e ha passato le ultime 2 stagioni con gli Warriors, l’ultima chiusa dopo solo 2 partite, a causa di un brutto infortunio. “Chriss era una scelta della lotteria“, ha detto Kidd, prima della partita. “Ha giocato bene per Golden State 2 stagioni fa. Vedremo come va se riusciamo a trovare qualche minuto per lui“.
C’è poi Charlie Brown, che presenta una media di 16.8 punti in G-League (da Delaware) e un 40% da dietro l’arco, che rappresenterà una buona risorsa per i Mavericks, soprattutto nella partita di Natale contro Utah.
Chiudiamo poi (per ora) con Georges King, la 59esima scelta al draft 2018, che ha passato la sua prima stagione NBA con un contratto two-way dei Phoenix Suns ed è poi venuto a giocare nella stagione 2020/21 in Europa, Germania, con il BV Chemnitz 99.

