Ecco a voi alcune curiosità su Marco Belinelli, l’unico giocatore italiano ad aver al dito un anello NBA e ad aver vinto il Three-point Shootout. Fin da piccolo aveva le idee chiare, voleva diventare un giocatore di pallacanestro, questo scriveva nei temi in classe mentre gli altri bambini sognavano di diventare pompieri, dottori ed altri mestieri più facilmente raggiungibili. Una passione, nata dalle VHS e dagli uno contro uno in cortile contro suo fratello Enrico, che lo ha portato, parecchi anni dopo, a giocare e conoscere i suoi idoli d’infanzia come Kobe Bryant e Michael Jordan sul palcoscenico americano della NBA.
La sua è una storia cestistica iniziata nel 1997 alla Virtus Bologna, che lasciò nel 2003 a 17 anni perché quest’ultima fallì, per poi tornarci 17 anni dopo, nel 2020, portandola sul tetto d’Italia. Una storia di un ragazzo che non ha mai mollato quando giocava poco in NBA, facendosi trovare sempre pronto qualora si fosse creata un’opportunità, finendo per essere il primo italiano ad aver passato il primo turno dei Playoff NBA, l’unico italiano ad aver vinto la gara del tiro da 3 punti durante un All Star Game e l’unico italiano ad aver vinto un titolo NBA.
Come si può riassumere la carriera del giocatore della Virtus Bologna? tramite la Canzone di Ghemon “Nessuno Vale Quanto Te”.
1. “Nessuno Vale Quanto Te” – Ghemon
Gianluca Picariello in arte Ghemon, grande appassionato di pallacanestro, ha scelto come attore del suo videoclip, Marco Belinelli. La canzone dal titolo “Nessuno Vale Quanto Te” dell’album Orchidee parla dei sacrifici che bisogna fare per salire la vetta del successo, una canzone che sembra raccontare la storia della guardia della Virtus che negli anni in NBA ha dovuto faticare per trovare spazio ed emergere.
Ghemon spiega a Gazzetta dello Sport:
“Era un momento duro, in cui le risposte che ricevevo non erano particolarmente chiare. Mi volevo motivare, e volevo fare lo stesso con le persone che l’avrebbero poi ascoltato. È un pezzo che parla al futuro con speranza, che parla di riscatto non grazie a un colpo di fortuna ma ai sacrifici fatti, perché uno ci ha creduto, non ha mai mollato. Credo che sia questo il link con gli sportivi.”

