Senza difesa, in difficoltà in classifica e con tanti giocatori interessanti a roster, gli Atlanta Hawks sono una delle squadre che proveranno a prelevare Ben Simmons via trade dai Philadelphia 76ers.
Gli Hawks, lo scorso anno finalisti di conference, si trovano oggi sotto al 50% di vittorie e con la 26esima peggior difesa NBA per defensive rating. Contro gli LA Lakers hanno subito 134 punti, dopo i 136 concessi ai Portland Trail Blazers (senza Lillard e McCollum) e i 130 e 131 concessi ai Chicago Bulls. Trae Young aveva lanciato pochi giorni fa l’allarme generale sulla situazione difensiva della sua squadra.
L’infortunio, l’ennesimo, di DeAndre Hunter può essere solo parte della spiegazione per una squadra 19esima per punti concessi in area, che concede 114.4 punti per 100 possessi (27esimi) che è 21esima per punti concessi in transizione e che concede il 59% dal campo quando gli avversari tirano entro i i primi 6 secondi dell’azione. La difesa in transizione, inesistente, degli Hawks sta zavorrando una squadra che con Young, Bogdan Bogdanovic, Lou Williams e Cam Reddish non dispone certo di buoni difensori nello spot di point guard e guardia.
In questa stagione, Clint Capela non sta riuscendo a fare da argine difensivo con la stessa efficacia dello scorso anno, e senza Hunter nello spot di 4 si alternano John Collins, Danilo Gallinari, Onyeka Okongwu e la coppia Reddish-Kevin Huerter quando coach Nate McMillan si affida a quintetti piccoli.
Poco o nulla a livello difensivo, in un roster così ricco di alternative di valore, sta funzionando. Ed è per questo che una squadra sotto pressione come gli Hawks, che hanno appena rinnovato i contratti di Collins, Capela e Trae Young, potrebbe puntare decisamente a uno dei migliori difensori della NBA, Ben Simmons.
Ironicamente, fu proprio contro gli Hawks ai playoffs nel 2021 che Simmons crollò prima di tutto mentalmente, con l’ormai famoso layup bucato nei minuti finali di gara 7 a Philadelphia, e una serie giocata da ectoplasma in attacco. L’australiano non è più sceso in campo da allora, vive da separato in casa ai 76ers e attende una trade che lo liberi.
Gli Atlanta Hawks assieme a San Antonio Spurs, Sacramento Kings, Portland Trail Blazers, Minnesota Timberwolves e Indiana Pacers sono una delle squadre in grado di mettere assieme un’offerta convincente per Simmons, e per Daryl Morey, presidente attendista dei 76ers.
Danilo Gallinari, con il suo contratto in scadenza nel 2023 (e di cui l’ultimo anno non è garantito), farebbe parte della trade soprattutto per motivi salariali. Atlanta potrebbe aggiungere al “pacchetto” Kevin Huerter e uno tra DeAndre Hunter e Cam Reddish. Bogdanovic potrebbe inoltre rientrare, assieme o in alternativa a Gallinari: la stagione del forte giocatore serbo è stata fin qui in tono minore rispetto allo scorso anno, a causa anche di un problema fisico che lo ha limitato assieme al Covid a sole 25 partite. La presenza inoltre a roster ai Sixers di Matisse Thybulle, Seth Curry, Furkan Korkmaz e Shake Milton, oltre a Tyrese Maxey, non fa di Bogdanovic il giocatore ideale Doc Rivers.
Kevin Huerter potrebbe essere il giocatore chiave per sbloccare un’eventuale trade. L’ex Maryland ha il fisico e la statura per giocare da ala piccola accanto a Maxey, Thybulle e Curry e sostituirebbe il vecchio Danny Green. Nel 2022\23 Huerter sarà al primo anno di un contratto quadriennale da 65 milioni di dollari.
Nulla di tutto questo potrebbe però convincere Daryl Morey. I Sixers hanno un record di 22-16 e hanno appena vinto la sesta partita di fila, Joel Embiid è tornato a livelli da MVP e Tyrese Maxey sta sostituendo Simmons con grande efficacia. Seth Curry sta giocando la sua miglior stagione in carriera. I 76ers possono al momento permettersi di attendere l’evolversi della situazione di giocatori come Damian Lillard, ormai “incastrato” a Portland, e Bradley Beal che potrà uscire dal suo contratto a fine stagione.
In questo momento, Morey non ha alcuna fretta di concludere alcuna trade considerata al ribasso per Ben Simmons. De’Aaron Fox, CJ McCollum, DeJounte Murray o Caris LeVert non sono giocatori che l’ex general manager dei Rockets di James Harden reputa adatti, e Simmons ha ancora 4 anni di contratto.
La trade deadline del mercato NBA è fissata per il 10 febbraio, tra un mese. Le squadre interessate a Ben Simmons faranno le loro offerte, troveranno però un interlocutore disposto ad ascoltarle?

